ALCHEMY: intervista


Marcello Spera, voce della rock band bresciana degli Alchemy, ha risposto a qualche nostra domanda sul gruppo e sui suoi prossimi progetti, con uno sguardo alla situazione musicale attuale del nostro Paese. Un'altra succulenta intervista targata RME.com..
 

Ciao Marcello, benvenuto tra le pagine di RME.com come portavoce degli Alchemy. Quali sono le vostre principali influenze musicali come gruppo?

Ciao a tutti e grazie dell’opportunità!

Sicuramente gli Alchemy si ispirano ai grandi maestri dell’hard Rock anni 80, come i Van Halen, gli Whitesnake e Bon jovi, ma ognuno di noi ha influenze personali abbastanza variegate che contribuiscono in maniera rilevante nel suono finale della band.

Avete suonato in altre band prima di questo progetto?

Tutti noi abbiamo avuto le nostre esperienze musicali passate che ci hanno permesso di diventare quello che siamo ora. Per esempio io e il batterista, Luca, abbiamo suonato insieme per molti anni in una band dove facevamo cover dei Dream Theater, lui ha poi militato anche negli Spellblast, il tastierista Andrew è stato il cantante della mia prima band... insomma, ci conosciamo tutti da parecchio tempo sia personalmente sia musicalmente.


Come componete generalmente le vostre canzoni?

Per il disco appena uscito, i pezzi provenivano fondamentalmente dal bagaglio musicale mio e del chitarrista, Cristiano, ma il risultato finale è stato raggiunto con la collaborazione di tutti i membri della band. Generalmente si propone un pezzo già prelavorato da uno o più componenti del gruppo, questo viene poi raffinato dal resto della band e portato in sala prove, dove si valuta la resa vera e propria. A struttura finita si controlla che le parti non vadano a cozzare l’una con l’altra sia controllando lo spartito, sia talvolta registrando a casa una sorta di demo pre-produzione.


Com'è nato il vostro gruppo?

Dall’incontro tra me e Cristiano! Si parla del lontano 2012, la mia band del tempo aveva bisogno di un chitarrista, ed abbiamo trovato lui. Sono subito rimasto sorpreso dal suo stile e dalla sua tecnica, ed abbiamo incominciato a mettere giu’ dei pezzi inediti da proporre alla band. Purtroppo o per fortuna con loro non se n’è fatto nulla ed allora, convinti della validità della nostra collaborazione, abbiamo fondato gli Alchemy da zero. Come già detto, Luca ed Andrew avevano già suonato con me e li conoscevo bene, mentre il bassista Matteo l’abbiamo trovato grazie ad un annuncio online.

Vuoi dirci qualcosa sul vostro nuovo album?

Non vedo l’ora!

Questo album è la ricompensa per i tanti chilometri percorsi, i numerosi concerti e le fatiche di ogni genere che ci hanno reso quelli che siamo. Personalmente ne sono soddisfatto appieno, ognuno ha dato veramente il massimo sia in fase di composizione, sia di arrangiamento e di esecuzione! I pezzi sono in stile hard rock classico ma credo che ognuno abbia un elemento di particolarità che fa si che non ci siano punti morti nel disco. Stanno pian piano uscendo le recensioni e per ora sono molto positive!

Progetti futuri?

Abbiamo in ballo una collaborazione per registrare un singolo per una compilation molto particolare, di cui non posso svelare ancora nulla a parte che molto probabilmente verrà pubblicata anche in Giappone!

Dopodiché ora l’obiettivo è quello di portare la nostra musica sempre più lontano, fare tanti concerti ed espanderci sempre di più dal punto di vista geografico. Ed infine abbiamo già cominciato a lavorare a dei nuovi pezzi per i prossimi lavori!

Qual è stato ad oggi il vostro più bel concerto?

Mi verrebbe da dirti quello al quale abbiamo fatto da apertura a Don Airey, il tastierista dei Deep Purple, ma ora come ora credo di preferire il nostro doppio release party che ha avuto luogo il weekend del 4 e 5 giugno scorsi. Abbiamo suonato sabato al Circolo Colony di Brescia e domenica al Legend Club di Milano, tutti quelli che c’erano ci hanno veramente regalato delle forti emozioni e hanno contribuito a farci suonare al massimo delle nostre capacità. Sono state due serate veramente indimenticabili.


Tra tutte le nazioni e i festival, dove vi piacerebbe suonare un giorno?

Credo che un bel tour negli USA non guasterebbe, ma forse il Giappone è il nostro vero sogno proibito (per ora). Come festival invece vi sparo l’M3 Rock Festival!


Quali sono le più grandi difficoltà incontrate nel tentativo di emergere come formazione?

La cosa più evidente secondo me riguarda i concerti live. Noi non ci possiamo lamentare, ma a volte risulta un po’ difficile riuscire ad entrare nel giro di alcuni locali, che tendono a prediligere le solite 3 o 4 band di amici loro che spesso e volentieri fanno tributo. Diciamo che il pubblico ha un po’ perso interesse verso la musica inedita, forse dovuto anche all’offerta talmente vasta che rende molto difficile distinguersi. La soluzione sarebbe fare serate nelle quali le band tributo sono headliner, mentre come apertura si avrebbero band di inediti dello stesso genere. In tal modo, la gente non sarebbe frenata dalla paura dell’ignoto ma avrebbe anche la possibilità di scoprire i gruppi underground. Purtroppo, però, molti gestori non adottano questa soluzione e spesso e volentieri i tributi non vogliono band di apertura, perché preferiscono avere il tempo di fare il check con calma, ecc...

Cosa ne pensi della scena musicale italiana?

La scena musicale italiana è molto attiva! Giusto l’altro giorno, guardando i gruppi sotto la nostra stessa etichetta, la Street Symphonies, ne ho scoperti un paio che mi piacciono molto! Il problema è quanto detto prima, la gente è un po’ pigra (neanche io dico di essere senza peccato!) e preferisce ascoltare le tribute band piuttosto che qualcosa di nuovo. Inoltre, col fatto che il grosso della promozione ora la si fa su internet, che è accessibile a tutti, a volte è difficile riuscire a notare le personalità che potrebbero distinguersi. Questo sia per gli ascoltatori che magari per le major. Bisognerebbe ricominciare un po’ di più ad andare ai concerti live e smettere di pensare che bastino i like su facebook per supportare una band...

Quali sono le tue considerazioni musicali sul mercato musicale? E su internet?

E qui posso continuare quanto anticipato al punto precedente. Il mercato discografico è in profonda crisi. Ho sentito gente dire “aspetto a prendere il CD perchè voglio sentire prima se è bello su spotify”, che è una cosa che mi ha fatto gelare il sangue. L’ascoltatore medio è abituato ad avere accesso a contenuti musicali ormai in maniera completamente gratuita o quasi, non avendo la minima idea di quanti investimenti ci siano dietro ogni singola release. Questo forse è anche dovuto all’educazione musicale inesistente, ho sentito gente meravigliarsi che il disco fosse registrato in multitraccia e non tutti insieme... Ad ogni modo, ora la normalità è poter ascoltare musica gratuitamente, e pagarla è qualcosa di più. Per i big che fanno super ascolti con pubblicità annesse questo è un problema in un certo senso contenibile, ma per una band emergente che fa dei live e delle vendita dei suoi prodotti il suo unico punto di guadagno è un completo disastro!

Grazie del tempo dedicatoci. Se vuoi aggiungere dell'altro, sentiti libero di farlo!

Ringrazio ancora voi di Rock Metal Essence per la possibilità dedicataci, io sono Marcello Spera degli Alchemy, venite a trovarci sulla nostra pagina facebook (www.facebook.com/musicalchemy), dove potrete trovare alcuni pezzi del disco e info sui nostri appuntamenti live!
Per quelli più vicini alla nostra zona (Lombardia), ci vediamo il 18 giugno alla festa della musica di Brescia al palco in via Tosio alle 23.00 e il 25 giugno al Black Rose di Acquafredda!
Rock on!


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