WASTE PIPES - Marco Lavagno: intervista


I Waste Pipes sono una hard rock band amante delle calde sonorità anni 70 nata nel 2003 fra i banchi del liceo Charles Darwin di Rivoli.
 

Ci racconta oggi la loro storia e i loro progetti futuri Marco Lavagno, il bassista del gruppo, in una bella intervista che trovate riportata qui sotto.
 

Benvenuti! E' un piacere intervistartvi per il sito web Rock Metal Essence.com

Grazie a voi. Piacere nostro!

Quali sono le vostre principali influenze musicali?

Nasciamo come band Hard Rock e quindi le nostre influenze partono da classiconi come Guns N'Roses, Aerosmith, Led Zeppelin, Queen. Passiamo poi attraverso il grezzume del Punk (nuovo e vecchio), la ruvidità Blues, la povera eleganza del Folk. Non rinneghiamo poi i nostri primi amori, ben radicati nella musica popolare italiana (in furgone gli 883 e Antonello Venditti non mancano mai).

Come è nata in voi la passione per la musica?

Ognuno ha la sua storia. C'è chi si è appassionato grazie a Freddy Mercury e chi ha approcciato prima la musica classica. Abbiamo tutti una storia e influenze diverse e cerchiamo di unire tutto quando scriviamo nuovi pezzi.

Avete suonato in altre band prima di questo progetto?

Personalmente no. Ho avuto qualche altra breve esperienza, ma la mia unica band sono i Waste Pipes da ben tredici anni. E più o meno è così per tutti e cinque (siamo gli stessi dal 2003 senza nessun cambio o aggiunta nella formazione). Il cantante Christian prima suonava la batteria in un gruppo Industrial Metal, mentre il batterista Boe suonava la chitarra in un gruppo Punk scrausissimo. Insomma sembrava impensabile potessimo suonare insieme.

Quando avete deciso di fondare il gruppo?

Era dal 2002 che avevo l'ossessione di formare una band e portare il grande Rock nella mia cittadina. Piano piano gli altri si sono inseriti, prima Christian, poi le due chitarre Kina e Guarro (per altro miei compagni di liceo). Infine è arrivato un batterista mal vestito e che fino al giorno prima non conosceva i Led Zeppelin. Era Aprile 2003, da allora sono cambiate tante cose ma siamo rimasti sempre noi.

Parliamo del vostro nuovo album..

Esatto, arriviamo a presente! Il nostro nuovo album si chiama "Fake Mistake" ed è stato un parto. Una lunga ricerca di suoni e emozioni, cercando di guardare contemporaneamente indietro e avanti. E' un disco difficile, forse non esattamente immediato. Pensiamo sia più Pop e più Hard allo stesso tempo. E' stato realizzato come autoproduzione ma abbiamo avuto supporti importanti come Gianni Condina al mix e Federico Puttilli (Nadar Solo) alla post-produzione.

Per favore, nominate una vostra nuova canzone che siete certo farà impazzire i vostri fans.

Abbiamo scelto "Stay The Night" come singolo/video apripista. Pensiamo sia la canzone più accattivante, forse la più melodica. 
In poco più di un mese dall'uscita bisogna dare credito anche a "Little Devils Scratched My Ears", funziona molto bene nei live.

State già lavorando a del nuovo materiale?

Assolutamente no. Ci stiamo godendo i numerosi live in giro.

Ad oggi, quale è stato il vostro più bel concerto, e perché?

Abbiamo fatto circa 500 concerti in questi anni e se devo proprio sceglierne uno direi la nostra festa per i 10 anni. Era Giugno del 2013 al Caffè Tritolo di Avigliana (che purtroppo non c'è più) e abbiamo organizzato una serata in cui una marea di nostri amici sono saliti sul palco con noi a suonare i nostri pezzi. E' stato durissimo organizzare le prove e la scaletta. Abbiamo eseguito una ventina di brani e non ce n'erano due che avessero la stessa formazione. Poi era davvero stracolmo di gente.

Quali sono le vostre considerazioni sul mercato musicale? E su internet?

Il mercato musicale dal nostro orizzonte si sviluppa principalmente con i concerti. Li la gente ci conosce, ci ascolta e magari ci compra pure un cd. Insomma diventa nostra amica più che fan. Questo è quello che vede un gruppo come noi, quello che succede ai piani alti non lo sappiamo bene.
Internet è una potente arma, ma non bastano due foto e un bel video per fare una band. Per quello ci vuole il sudore.

Cosa ne pensate della scena musicale italiana?

E' molto buona. Ci sono tantissime band valide e in tutti i generi. Ovviamente conosciamo meglio di tutte la scena di Torino e personalmente la adoro, seguo sia cantautori che gruppi rock da anni. Nella nostra città non ci si annoia di certo dal punto di vista musicale.

Grazie del tempo dedicatoci. Se volete aggiungere dell'altro, sentitevi libero di farlo!

Grazie a voi per l'intervista e per lo spazio. 
Andate a sentire i concerti dal vivo nei club, nei pub, nei posti dove la musica respira ancora a pieni polmoni.

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