MAD HORNET - Mic Martini: intervista


Mic Martini, voce del gruppo rock italiano dei Mad Hornet, si è prestato a nome della sua formazione per una interessante intervista ,che pubblichiamo qui di seguito nella sua interezza.  


Ciao Mic, benvenuto tra le pagine di RME.com come portavoce dei Mad Hornet. Quali sono le vostre principali influenze musicali come gruppo?

Ciao! Innanzitutto grazie mille per quest'intervista! Beh, nella band abbiamo tutti gusti molto eclettici e variegati. Ognuno di noi viene da percorsi musicali differenti ed ascoltiamo davvero di tutto. Dai Van Halen ai Daft Punk, dai Dokken ai Death, passando per Duran Duran, Prince, Pantera e Children of Bodom. Davvero di tutto,non ci facciamo mancare niente, eheh..

Avete suonato in altre band prima di questo progetto?

Sì,ognuno di noi era coinvolto in vari progetti in precedenza. Io e il batterista suonavamo in una sorta di"crossover-prog" band, mentre il chitarrista era reduce da varie esperienze più metal così come il bassista che per diversi anni ha militato in vari gruppi di estrazione hard rock.

Come componete generalmente le vostre canzoni?

Non c'è un procedimento ben preciso. Spesso comunque si comincia dai riffs di Ken (il chitarrista) o da alcune mie linee vocali. Ovviamente questi imput vengono poi elaborati con l'apporto fondamentale della sezione ritmica. Capita molto spesso che si parta con un'idea mentre la song ultimata è poi totalmente differente! In questo senso siamo molto affiatati. I testi li scrivo io e tratto dei temi più disparati. Spesso sono mie sensazioni o "visioni di vita" ma adoro farmi suggestionare anche da films, libri e serie tv della mia infanzia." Game of death", ad esempio, è ispirata alla pellicola "L'ultimo combattimento di Chen".Trovavo interessante l'idea di paragonare i vari stadi della vita e le sue difficoltà con l'ascesa verso i piani superiori della pagoda che Billy Lo, il protagonista, effettua nel film.

Com'è nato il vostro gruppo?

Ero fermo da un po' di tempo con la mia precedente band e desideravo ardentemente di cantare canzoni dall'appeal più rock oriented. Così entrai in contatto con il chitarrista che sapevo essere tra i migliori in zona, nonostante all'epoca avesse solo 17 anni. Insieme cominciammo a cercare i vari membri e nel marzo del 2006 cominciammo questa avventura poi fermatasi per vari motivi nel 2009 e "ripresa" nel 2013. Di quella formazione siam rimasti solo io e lui ma ricordiamo con affetto i nostri compagni di allora e i bei momenti condivisi.

Vuoi dirci qualcosa sul vostro nuovo album?

“Would you like sonething fresh?” è il nostro secondo album dopo "Hot tarots" del 2007, lavoro a cui siamo molto legati e che riteniamo validissimo. Questo secondo disco ha un approccio più curato, meno stradaiolo e con melodie accattivanti. Ci sono momenti più riflessivi (Dyin'love, Roses under the rain, Walkin'with you) e brani più "in your face" (Free rock machine, Game of death, Raise'n'do it, Pink pants school). Insomma crediamo di aver dato vita ad una buona release capace di accontentare tutti i gusti. E' un album con un'aura"estiva" (come si può notare dalla cover) con momenti e"sapori" differenti. Cosa che si può notare anche dal riadattamento del classico dance anni 90 per eccellenza,"What is love?”.

Progetti futuri?

Siamo già al lavoro su nuovi brani e siamo particolarmente soddisfatti dei risultati. Vorremmo tanto poter fare molte date per supportare questo disco ma è davvero un'impresa riuscire a fare una cosa del genere in Italia senza gli agganci giusti, specie per una band come la nostra. Comunque il prossimo album sarà una grandiosa sorpresa! Non vediamo l'ora..

Qual è stato ad oggi il vostro più bel concerto?

Ce ne son stati tanti di belli e divertenti. Ricordo con particolare piacere un concerto tenuto durante una festa della birra in un paese della provincia leccese. C'era tantissima gente e noi eravamo molto carichi. A presentare l'evento c'erano dei tipi che lavoravano per una radio molto fighetta così eravamo visti un po' come degli alieni per via del nostro look e dell'approccio selvaggio on stage, ahah!!

Tra tutte le nazioni e i festival,dove vi piacerebbe suonare un giorno?

Non credo ci sia un posto che preferiamo ad altri. Per noi andrebbe bene suonare ovunque se si può farlo in condizioni ottimali. Certo,personalmente sono molto attratto dai trionfali tours che si tenevano un tempo in USA e Giappone ma è indubbio che oggi anche il Sud America ha un grande fascino per certi eventi. Per ora però,tutto rientra nella sfera dei"sogni proibiti".

Quali sono le più grandi difficoltà incontrate nel tentativo di emergere come formazione?

Le difficoltà son sempre tante visto che non siamo ancorA "emersi",  ahah! Scherzi a parte, è dura per una band del sud come noi, ci sono poche strutture per potersi esibire e quindi è difficile avere un'attività live continua ed intensa. Non che nel resto d'Italia vada meglio eh, ma è indubbio che nelle grandi città ci sia una maggiore esposizione. Comunque non siamo i tipi che si arrendono o lamentano. Cercheremo di fare il possibile per invertire la rotta.

Cosa ne pensate della scena musicale italiana?

Da sempre l'Italia è piena di splendide realtà musicali. Il problema è sempre quello di cui ti parlavo: mancanza di reali supporti e professionalità degli "addetti ai lavori". Abbiamo avuto una fiorente scena prog rock nei 70's, una rispettata scena harDcore negli 80's e il power metal italico ha detto la sua nei 90's. Ma nulla è successo in termini di "esplosione". Ma come per ogni cosa della vita, si va avanti. Vedremo cosa accadrà.

1Quali sono le vostre considerazioni musicali sul mercato musicale? E su internet?

Dubito che si possa parlare ancora oggi di un vero mercato discografico. In questo senso è difficile che si possa creare un vero ponte tra passato e futuro perché nessuno investe su band valide, dando a loro la possibilità di farsi notare nei circuiti giusti. E' anche vero che oggi c'è più"sincerità", nel senso che non avendo pressioni dalle multinazionali, i gruppi suonano ciò che più desiderano senza il timore dei vari dati di vendita. Ovviamente internet ha i suoi aspetti positivi e negativi. Per noi è una gran cosa poiché abbiamo la possibilità di far ascoltare la nostra musica ovunque,cosa che un tempo era impensabile per un combo proveniente dalla provincia italiana. Non trovo però costruttivo il fatto di scaricare selvaggiamente interi albums. Se ami un artista e ciò che fa, devi supportarlo con ogni mezzo. Solo così puoi dargli modo di crescere ed elevare il suo livello di professionalità.

Grazie del tempo dedicatoci. Se volete aggiungere dell'altro, sentitevi libero di farlo!

Grazie ancora per l'opportunità concessaci, spero che continuerete a seguirci e che abbiate apprezzato il nostro album! Se vi va, scriveteci sulla nostra pagina fb e dateci i vostri pareri!! Rock on guyz!! 



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