Lionheart- Love Don’t Live Here: recensione


"Love Don't Live Here" è il titolo del nuovo disco dei Lionheart (facebook page) Lionheart uscito il mese scorso, un vero e proprio manifesto degli undici pezzi contenuti - ma sarebbe meglio dire stipati - in 27 minuti totali. Brani in cui emotività e intensità la fanno da padrone, come è facile intuire da titoli quali "Keep talkin'", "Rewind" e "Pain". Come spesso accade quando si parla di dischi appena usciti, Amazon è il punto di riferimento: gli appassionati di hardcore a stelle e strisce possono trovare il nuovo cd dei Lionheart sulla famosa piattaforma sopra menzionata. Purtroppo il prezzo sarà molto simile a quello che si può trovare in tutti i negozi di musica, per questo è fondamentale approfittare degli sconti amazon su www.facile.it, evitando di pagare il prezzo pieno (a volte gonfiato) dei grandi distributori italiani.
Dominante come sempre nei dischi dei Lionheart è il frontman Rob Watson e in particolare la sua voce, adatta ad esaltare la crudezza dei testi che mirano dritto al lato emotivo dell'ascoltatore. In alcuni momenti le sue grida acute lo fanno somigliare vagamente a Kid Rock, anche per via dei riferimenti - che non mancano di certo in questo disco - al genere hip hop. Al netto di qualche critica ricevuta da parte dei puristi dell'hardcore, l'album nel suo complesso si fa apprezzare per la cura e l'attenzione che sono state riposte nella sua realizzazione.

La band ha cercato di dare un po' di equilibrio alternando pezzi veloci come Going Back to the Bay o il brano che dà il titolo al disco, ad altri più lenti come Lock Jaw o Bury Me. La title track, fra le altre cose, è ispirata a uno dei pezzi R&B di punta della Motown. La produzione risulta precisa, senza lasciare nulla al caso come talvolta avviene nell'ambito dell'hardcore, dove non sempre si va per il sottile in fatto di produzione. In definitiva, "Love Don't Live Here" si inserisce nel solco di ciò che è stata finora la carriera dei Lionheart.

I guizzi sono pochi, ma del resto è difficile attenderseli da una band che fa della solidità il suo punto di forza, con un percorso costruito poco alla volta senza voli pindarici ma neppure passi falsi, e già questo è tanto. Resta la curiosità di sentire dal vivo i brani del nuovo disco; dato che i Lionheart sono in grado di riscuotere sempre un certo apprezzamento nelle loro esibizioni live. Insieme ai testi crudi, sbattono in faccia agli ascoltatori anche il loro modus operandi: se la formula funziona, perché mai dovremmo cambiarla?

Ecco, nel dettaglio, la tracklist:

"- Pain
- Keep Talkin'
- Witness
- Bury Me
- Love Don't Live Here
- Rewind
- Still
- New Enemies
- Lock Jaw
- Dead Wrong
- Going Back to the Bay"

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