Helloween - Rage @Alcatraz Milano - 31.01.2016

Helloween - Rage @Alcatraz Milano - 31.01.2016
 
Grande serata all’insegna del Power Metal teutonico, quella che si è tenuta all'Alcatraz di Milano il 31 gennaio.
A salire sul palco del noto club milanese oltre gli Helloween, c’erano i nuovi Rage capitanati dell’immortale Peter "Peavy" Wagner.
Nonostante fosse una serata di “derby” e nonostante il caro prezzo dei biglietti, l’affluenza del pubblico è stata di tutto rispetto. Certamente non quello delle grandi occasioni, che in passato per eventi con nomi di questo calibro ha visto quasi sempre il sold out. 
Appena entrati nel locale ci siamo subito resi conto del gigantesco telone nero che viene utilizzato per dimezzare la capienza del locale, peccato perché in tanti anni è la prima volta che vedo gli Helloween esibirsi in un Alcatraz da “palco B”, chissà cosa deve aver pensato il buon vecchio Weikath dopo tanti concerti in questa location, non credo che sia stata una piacevole sorpresa.
Segno dei tempi che cambiano? forse, ma personalmente resto dell’idea che se i prezzi dei biglietti non fossero talmente alti, avremmo sempre più spesso il pubblico delle grande occasioni, e non solo coi “big” nei festival estivi.
 
Ma è arrivato il momento di parlare di Musica.
Eh sì i Rage sono una band che non teme concorrenze, cambiano gli interpreti, ma ogni volta il buon Peavy riesce sempre  a trovare elementi in grado di non far rimpiangere i predecessori… è sempre stato così e ancor una volta Peavy Wagner ha avuto ragione! I “nuovi” Rage che vedono alla chitarra il talentoso Marcos Rodriguez e alla batteria Vassilios "Lucky" Maniatopoulos,  hanno una carica travolgente, 
La scaletta della serata era concentrata maggiormente sulla produzione degli ultimi anni, in poco più di un’ora i Rage propongono nove pezzi, spetta a Black in Mind  aprire la serata, e ci si rende subito conto che i nostri sono in forma smagliante, un tiro micidiale e sopratutto una grinta esemplare, scaldano i presenti in sala, si prosegue con Sent by the Devil, e End of All Days.
Si prosegue  con i  classici Back in Time, Down, per giungere alla spettacolare My Way
 
 
Il concerto è coinvolgente, sano power metal a 360°, l'energia del pubblico c’è, e si sente, Peavy visibilmente contento per il calore della gente sembra quasi emozionato, ma il tempo purtroppo è limitato, il concerto dei Rage è in dirittura d’arrivo, non prima però di ascoltare la leggendaria  Don"t Fear The Winter,  e soprattutto l’immensa Higher Than The Sky. 
Chi non c'era, s’è perso veramente un gran concerto.
 
Rage:
Black in Mind
Sent by the Devil
End of All Days
Back in Time
Down
My Way
Until I Die
Don't Fear the Winter
Higher Than the Sky
———————————
Membri:
Peter "Peavy" Wagner - Vocals, Bass
Marcos Rodriguez - Guitars, Vocals
Vassilios "Lucky" Maniatopoulos - Drums, Vocals
———————————
 
 
Ore 21:00, adesso non si scherza più, l’attesa diventa sempre più spasmodica, i tecnici delle ‘Zucche hanno appena terminato il sound check, si abbassano le luci, le note della “madre di tutte le intro”, Walls Of Jericho, si diffondono per la sala, il boato del pubblico assordante, è il prologo dello show più atteso della serata
 
Un riflettore illumina Weikath il quale introduce il primo brano, si parte con la celeberrima Eagle Fly Free! è quasi impossibile descrivere l’atmosfera che si è creata in quel dell’Alctraz, Andi Deris, è ispirato come mai l’avevo visto prima, Markus Grosskopf è “cattivo” più che mai, e due chitarristi fraseggiano a meraviglia, una nota particolare spetta al nuovo drummer Dani Loeble.
Il pubblico è entusiasta, ma questo è solo l’inizio, niente a che vedere con quanto sarebbe accaduto da li a poco, sulle note di un altro grande classico targato Keeper, ovvero Dr. Stein!
La scaletta prosegue inesorabile con un brano tratto dall’ultimo album degli Helloween, ovvero My God-Given Right, brano dal piglio immediato che conclude la micidiale triade iniziale.
Brevissima pausa e si riparte con le note di Steel Tormentor, l’entusiasmo è alle stelle, la band continua ad esprimersi su livelli altissimi, si giunge così ad una evergreen,  Mr. Torture, tratto dall’album più “scuro” della band Amburghese, The Dark Ride, fino a giungere alla nuova Heroes passando prima per due brani del discusso Straight Out of Hell, Waiting for the Thunder e la stessa title track.
Pausa per tutti ma non per Dani Löble, il quale si esibisce in un solo di batteria devastante.


 
A Where the Rain Grows segue l’ispiratissima Lost in America senza dubbio uno dei pezzi più happy di My God-Given Right.
E’ ora il turno dell’energetica “Power”, la platea si infiamma, questo pezzo è uno dei cavalli di battaglia di Andi Deris, ed infatti la sua performance è senza sbavature, coinvolgente e determinata. 
Ed arriva anche il momento della prima ballad, Forever and One la voce di Andi, il quale tiene bene il pezzo interpretandolo e adattandolo alle sue qualità, il risultato è magistrale, struggente, da brividi alla schiena!
Il repertorio discografico delle ‘Zucche è immenso, per poter ascoltare tutte le hit della band non basterebbero tre serate, e purtroppo bisogna fare delle scelte, che ovviamente non riusciranno mai a mettere tutti d’accordo.
Una buona soluzione è quella che gli Helloween stanno adottando ormai da qualche tempo, ovvero del Medley in cui possiamo ascoltare nel seguente ordine Halloween / Sole Survivor / I Can / Are You Metal? / Keeper of the Seven Keys.


Personalmente I Can avrei preferito ascoltarla per intero, magari riducendo lo spazio concesso al precedente assolo di batteria.
La serata sta per vivere il suo epilogo, la band saluta, ma tutti sanno che è un bluff, finché le luci non si accendono, nessuno lascia la sala, ed ecco infatti che i nostri tornano sul palco a proporci una inedita Before the War, una sorpresa, non credo infatti di averla mai sentita live se non nel The Time of the Oath Tour.
Tutti però sappiamo che mancano ancora almeno un paio di brani, ed ecco giganteggiare l’immensa Future World  e la Happy Metal, I Want Out, un delirio di proporzioni cosmiche!
La serata è davvero giunta al termine, si accendono le luci mentre la sala si svuota partono le note della splendida  A Tale That Wasn't Right in versione Unarmed, personalmente ritengo sia la ballad più bella di tutta la produzione “Helloweeniana”, e non solo, davvero un peccato averla sacrificata nella scaletta, ma come detto prima, sarebbe impossibile mettere tutti d’accordo.
I brani tratti dai primi due Keepers, saranno ben quattro, mentre i restanti pezzi sono così suddivisi, quattro canzoni sono targate The Time Of The Oath, tre dal nuovo My God-Given Right, due da Straight out of Hell, un solo pezzo a testa per Master of the Rings e The Dark Ride, a cui va aggiunto il Medley.
In fin dei conti va bene così, forse l’unico vero rammarico e non aver potuto ascoltare ancora una volta Midnight Sun, da notare infine la totale assenza di canzoni tratte dal Walls of Jericho Album.
Cosa si può aggiungere ancora dopo una giornata come questa?
 
Happy Happy Helloween Oh Oh Ohh Oh 
 
Helloween:
Walls of Jericho
Eagle Fly Free
Dr. Stein
My God-Given Right
Steel Tormentor
Mr. Torture
Waiting for the Thunder
Straight Out of Hell
Heroes
Drum Solo
Where the Rain Grows
Lost in America
Power
Forever and One (Neverland)
Halloween / Sole Survivor / I Can / Are You Metal? / Keeper of the Seven Keys
Encore:
Before the War
Future World (with Sasha guitar solo as intro)
I Want Out
 
A Tale That Wasn't Right(Unarmed version)
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Membri:
Andi Deris - Vocals
Michael Weikath - Guitars
Sascha Gerstner - Guitars
Markus Grosskopf - Bass
Dani Löble - Drums
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