LA MORTE DI LEMMY: le nostre considerazioni


Guardatevi intorno. Da quando il mondo ha aperto gli occhi e appreso della improvvisa notizia della scomparsa di Lemmy Kilmister ha avuto inizio un via-vai di parole e tributi al grande artista caduto che non ha praticamente avuto eguali nel recente passato della nostra musica. Persino i telegiornali nazionali, da sempre spettatori lontani della nostra scena, hanno speso qualche parola in suo ricordo. Ed è impossibile quantificare i messaggi di cordoglio postati da musicisti celebri e fans sulle piattaforme social.

Insomma, è ormai chiaro come, con la morte di Lemmy e la conseguente caduta del mito Motörhead, il mondo del rock e del metal abbia subito un colpo duro, se non durissimo. Le difficoltà che avrà nel superarlo, beh, saranno enormi, e nel recente forse soltanto le scomparse di altri miti, come un tale Lou Reed o un certo Ronnie James Dio, ci avevano portato ed essere così uniti a piangere, simbolicamente e non, ai piedi della salma delle eroe deceduto. Nel suo più totale rispetto.

Lemmy era per tutti una leggenda, vuoi per la sua adesione totale all'immaginario rock, vuoi per la sua voce e per il suono unico del suo basso. Era lo spirito ribelle, era il simbolo del guerriero, del coraggioso avventuriero nei bassifondi del quotidiano. Era un pazzo, fatto e alcolizzato, che non aveva paura di vivere la vita al massimo, oltre le regole. Era diverso da tutti, era inimitabile. Era al di là dei generi, era il rock 'n' roll. Era Lemmy. Non ci sarà mai più uno come lui. Anche la sua lotta recente per restare in vita, suonando (o provando a suonare) sui palchi di tutto il mondo nonostante le sue ore stessero via via diventando sempre più esigue, ha da essere presa a simbolo, per come lo ha reso umano nel suo essere di leggenda immortale. Un Cristo e la sua Passione. E mancherà per sempre a tutti, qui tra la polvere e il suolo terroso. Lo immagineremo in eterno lassù, a far casino, a spassarsela seminando il panico in mezzo agli dei, tra i suoi amici di un tempo.

Calma però, non è di questo che vi voglio parlare. Migliaia di frasi ben più importanti delle mie sono state scritte in queste ore nel racconto della storia del mito, tra biografie perfette e grandi (e doverose) tessiture di lodi. Lascio a voi il compito semplice di trovarle in rete o nei giornali. Quello che mi spinge oggi a scrivere è la - triste - constatazione di come ormai le vere e pure icone della nostra musica si siano ridotte terribilmente all'osso. La nostra scena è invecchiata, è un dato di fatto. Non me ne voglia nessuno dei recenti, anche molto bravi, artisti presenti sulla scena, non me ne voglia chi ha tra le band post duemila i propri idoli, non mi odi nessuno vi prego, ma mi sento di affermare con pensiero fermo e deciso che ci stiamo avviando, ahimè, a un'inevitabile declino. Mi spiego.

Anche se il ricambio generazionale c'è stato, e per certi versi è stato pure buono, nessun musicista recente presente sulla scena potrà mai aspirare a un livello di immortalità simile a quello di Lemmy, di Ronnie James Dio, di Lou Reed. O di Bon Scott, o di Freddie Mercury, o di Jeff Buckley, o di.. dai, i nomi storici li conoscete tutti.
Pensateci: lo abbiamo visto nel recente, con il triste annuncio della scomparsa del buon Scott Weiland, di cui peraltro son certo la fama (mai totalmente raggiunta in vita) crescerà a dismisura in un prossimo futuro in cui le sue opere verranno finalmente rivalutate. E lo abbiamo capito anche nel passato, con ad esempio l'addio a Gary Moore accolto dai più nel silenzio e nell'imbarazzo. Seppur fenomenali per chi vive di questa musica, non sono questi nomi che fanno notizia, non sono queste le figure che possono essere recepite dai media, e il loro indubbio talento è ignoto al comune volgo. Gli artisti capaci di essere storia a 360°, per tutti e al di là dei generi, non ci sono ormai quasi più.

Quando anche Ozzy, quando anche Bowie, quando anche Alice Cooper o Slash (per citare i primi grandi viventi che mi sono adesso venuti in mente) chineranno il capo, allora per la musica rock sarà tempo di raccontarsi solo e unicamente nell'immensità del passato. Almeno nella sua forma più pura.
Un po' come è successo con la musica classica, quella di Bach o di Beethoven, finito il suo tempo ci troveremo ad avere laggiù, nel lontano orizzonte dei secoli passati, il chiaro punto di riferimento per un presente che soltanto tenterà di imitare. O di riproporre.
Di Elvis ce ne è stato uno, come pure di John Lennon, e così via. Spero sia chiaro cosa intendo, come mi auguro sia comprensibile che il mio timore per quello che verrà porta con se anche la certezza che il Rock e le sue forme, loro no, non moriranno mai. Come i loro più grandi interpreti, saranno per sempre viventi nel ricordo, o nell'immaginario, o nella riedizione delle generazioni di rockettari che verranno.

Il Rock è Leggenda. La Leggenda è Eternità. 

Lemmy era un mostro sacro che non potremo mai riavere. Lo possiamo mantenere in vita, da ora fino a per sempre, riascoltandolo nella sua intramontabile musica. E' vero, è un meno uno che pesa tanto, tolto dalla lista dei viventi. Ma se apparentemente la Nera Falce può sembrare oggi la vincente, brinderemo alla sua faccia il giorno che ci riuniremo nell'Aldilà. Saranno i cancelli del Paradiso ad aprirsi, o sarà l'Inferno più Rock che ci si possa immaginare?! Non lo sappiamo, ma se crediamo a Lemmy, beh, lui ci diceva che nel dubbio era meglio spassarsela alla grande e vivere a mille all'ora! E fanculo al resto.

Lasciamo dunque calare mano a mano il sipario sul palcoscenico del rock, che quando il rosso tessuto toccherà il suolo ci sarà sempre tempo per una nuova messa in scena all'interno delle casse dei nostri impianti audio! RIP Lemmy!
    

3 commenti:

  1. Articolo molto bello , complimenti ! Mi sento di aggiungere però una frase che Lemmy disse durante una intervista nella quale domandarono quali fossero secondo lui le sorti del rock : " solamente i fans possono staccare la spina del rock , perché in qualche angolo del mondo ci sarà sempre qualcuno che avrà voglia di strimpellare una chitarra e cantarci sopra " . Purtroppo però oggi il mondo ha perso il 20 % del rock e fa tanto male. Addio Lemmy . Marco B.

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  2. Grazie per il tuo splendido commento, che riporta una delle più belle frasi pronunciate da Lemmy. Come ho detto nel mio articolo, lui ci mancherà, tanto. Ma il rock vivrà per sempre, in eterno, anche grazie alla sua musica!

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    1. Grazie a te e a tutti coloro che scrivono articoli come il tuo , che contribuiscono a rendere immortale questa splendida musica con i suoi straordinari artisti . Buona serata . Marco B.

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