SOUL ON FIRE - Jeff Wagner: recensione

Titolo: Soul On Fire
Sottotitolo: Peter Steele Tra Carnivore E Type O Negative
Autore: Jeff Wagner
Anno: 2015
Genere: Biografia
Casa Editrice: Tsunami Edizioni
Prezzo: € 20,00 (compra)
Pagine: 317
Voto: 9.5/10

Ho visto i Type O Negative dal vivo una sola volta. Era il 2007, era l'ultimo giorno del Gods of Metal di quell'anno. Avevo 18 anni appena compiuti e nessuna idea su chi fossero quei musicisti tutti vestiti di verde che suonavano una musica lenta, cupa, gotica e depressa. Ricordo di essere rimasto colpito dalla band e dalla presenza ingombrante di Peter Steele, e di aver anche un po' riso con i miei amici della sua gigantesca mole e del suo vocione incredibilmente unico e dalla timbrica personale.  

Quando nel 2010 appresi della sua improvvisa morte ci rimasi male. Fu allora che decisi definitivamente di dare una chance di ascolto alla mastodontica creatura dei Type O Negative, scoprendo poi i Carnivore e in definitiva tutto il talento di Peter Thomas Ratajczyk, uno dei personaggi più particolari e differenti del panorama metal mondiale.

Con la lettura di Soul On Fire - Peter Steele Tra Carnivore E Type O Negative, la biografia semi-ufficiale di Peter Steele scritta dall'abile palmo di Jeff Wagner e ora tradotta in lingua italiana dalla solita Tsunami Edizioni, sento di aver chiuso definitivamente un cerchio. Ora sono certo di aver completato il mio cammino di conoscenza su questo artista e le sue band, scoprendo un uomo gigantesco non solo per statura ma anche e soprattutto per carattere e personalità.

Leggendo le preziose pagine di questa biografia ora conosco un'artista visionario e un provocatore, ma anche un uomo e un amico leale e sincero, un personaggio fortemente autoironico e colmo di senso dell'umorismo. Ho conosciuto Peter Steele come di persona, perchè attraverso le bellissime parole di compagni di band, famigliari e amici, ma anche attraverso le interviste originali di Peter (saccentemente raccolte dall'autore non badando neppure troppo alla marea di finzioni e leggende che lui stesso dava in pasto a una stampa che non ha mai troppo amato) si ha come la sensazione di trovarsi di fronte a questo gigante buono, in un dialogo intimo con lui.

Affiorano poi con onestà, e senza timore e voglia di trovare per forza di cose scuse o motivazioni, anche le debolezze e le forti dipendenze (vino rosso, droga e soprattutto donne) di questo uomo, (geneticamente) un eterno depresso che avrebbe forse potuto avere tutto dalla vita, ma che un po' per sfortuna, un po' per eccessiva fiducia nel prossimo, un po' per scelte sbagliate ed errori, terminò i suoi giorni in attesa di una rinascita interiore, ancor prima che artistica, che davvero stava per avvenire.

Chi lo ha conosciuto di persona non lo ha dimenticato. Chi lo ha amato, lo ama ancora. Chi da oggi lo leggerà, beh, non potrà far altro che accodarsi a questo trenino di stima incondizionata, e piangere magari anche qualche lacrima per lui. Immortale più di tanti altri. Unico, come questa biografia.

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