SOILWORK - The Ride Majestic: recensione

Artista: Soilwork
Titolo: The Ride Majestic
Genere: Melodic Death Metal
Anno di uscita: 2015
Provenienza: SWE
Etichetta: Nuclear Blast
Voto: 79/100

Con la media, sempre mantenuta, di un album ogni due o tre anni, i Soilwork si mantengono ancora sulle vette del mercato melodic death metal.

The Ride Majestic, il loro ultimo gioiellino uscito a fine agosto 2015, prosegue sulla falsa riga delle precedenti pubblicazioni, e pertanto non deluderà di certo i fans del gruppo e gli appassionati di questo genere. Ciononostante, bisogna riconoscere un leggero calo compositivo in seno al gruppo, che non riesce del tutto a bissare lo splendido traguardo raggiunto da The Living Infinite (che è, per chi scrive, il migliore platter degli svedesi dagli esordi), perdendosi in una eccessiva monotematicità, che non da del tutto libero sfogo al genio compositivo di Björn "Speed" Strid e compagni. Tanta violenza, tanta rapidità, riff cattivissimi ma sempre con un occhio fisso sulla melodia e sullo sbocco verso refrain da urlo, un bel drumming e suoni corposi, non bastano infatti ai sei componenti dei Soilwork di toccare quelle vette che vengono forse soltanto sfiorate da quel tris di tracce anthemiche di cui parleremo tra qualche riga. Lasciando non di certo l'amaro in bocca, ma quantomeno un po' meno adrenalina nel petto di chi sente, specie se abituato al sound dei nostri.

Dicevamo così che sono solo tre le canzoni di questo disco che reputo imprescindibili: parlo di Petrichor by Sulphur, il cui ritornello non esce mai più dalla testa, Whirl of Pain, che abbina con ingegno furia cieca e melodicità, e la conclusiva Father and Son, Watching the World Go Down, forse la top track del platter grazie alla vocalità eccezionale del suo cantante e al riffing personale dei suoi due chitarristi. Sì, queste valgono da sole la candela, e sono spettacolari.
Le restanti, è giusto ribadirlo ancora, non deludono affatto, ma si perdono nei tipici cliché di questa band, con menzione comunque necessaria per le belle Alight in the Aftermath e All Along Echoing Paths, violentissime e cariche di groove come poche, per un platter comunque fondamentale per chi ha il moniker Soilwork marchiato a grandi lerttere sul cuore.  

TRACKLIST

1. The Ride Majestic 04:09
2. Alight in the Aftermath 03:47
3. Death in General 04:59
4. Enemies in Fidelity 04:16
5. Petrichor by Sulphur 05:11
6. The Phantom 03:57
7. The Ride Majestic (Aspire Angelic) 04:46
8. Whirl of Pain 05:01
9. All Along Echoing Paths 04:21
10. Shining Lights 03:43
11. Father and Son, Watching the World Go Down 05:40

FORMAZIONE

Björn "Speed" Strid - Vocals
Sven Karlsson - Keyboards
Dirk Verbeuren - Drums
Sylvain Coudret - Guitars
David Andersson - Guitars
Markus Wibom - Bass

CONTATTI

http://www.soilwork.org/
https://www.facebook.com/soilwork?fref=ts

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