Deadly Circus Fire - The Hydra's Tailor: recensione

Artista: Deadly Circus Fire
Titolo: The Hydra’s Tailor
Genere: Progressive Metal
Anno di uscita: 2015
Provenienza: UK
Etichetta: Autoprodotto
Voto: 77/100

Forti dei risultati più che positivi ottenuti con il loro esordio, The King and The Bishop, i Deadly Circus Fire hanno deciso di realizzare il secondo album raccogliendo i fondi con una campagna di crowdfunding di 10,000 £, un sistema utilizzato sempre più spesso da ogni genere di artisti. L’iniziativa ha avuto successo, e il quartetto inglese ha potuto così dare alle stampe The Hydra’s Tailor, anticipato dai singoli “House of Plagues” e “Devil’s Opera”.

L’influenza dei Tool, emersa a tratti nel primo disco, è ancora presente, lo si intuisce subito dalla spettrale traccia d’apertura, “In Darkness We Trust”, dove la voce di Adam Grant ricorda molto da vicino quella di Maynard James Keenan, mostrando, peraltro, notevole tecnica e doti interpretative. Non si può parlare tuttavia di un tentativo di imitazione, in quanto appare evidente lo sforzo della band di trovare un proprio sound, senza la pretesa di inventare qualcosa, ma con l’intenzione di suonare un buon progressive metal.
A fare da spina dorsale per tutto l’album sono, ovviamente, i riff granitici di Save Addario, costante nell’uso di accordature abbassate, e sempre alla ricerca di qualche dissonanza negli accordi. Il chitarrista guida gli altri componenti attraverso dodici pezzi dalla struttura piuttosto articolata, che cercano di aggiungere qualcosa alla tipica forma canzone, ma senza risultare prolissi o perdersi in inutili barocchismi e interminabili sezioni strumentali. Adam Grant cerca in ogni pezzo di delineare alcune melodie, a volte con ottimi risultati, ma rabbia e violenza si rivelano le componenti fondamentali del lavoro. L’atmosfera che ne deriva è quindi oscura e opprimente, e non lascia il minimo spazio a qualche spiraglio di luce, nemmeno nei brevi intermezzi acustici che, ogni tanto, emergono durante l’ascolto.
Tra gli episodi più significativi vanno segnalati “Where It Lies”, il già citato singolo “House of Plagues”, “Turning The Tide”, che mostra qualche influenza anche da parte dei Meshuggah, e la drammatica “Universe”, traccia conclusiva del disco.

Tirando le somme, i Deadly Circus Fire alla loro seconda prova in studio hanno già dimostrato una maggiore maturità, e si spera che continuino in questa direzione, dal momento che le capacità non gli mancano. La strada è ancora lunga e ci sono alcuni aspetti che potrebbero migliorare, ma in fondo si tratta del graduale percorso che la maggior parte delle band emergenti deve affrontare. Diamo quindi una possibilità a The Hydra’s Tailor e speriamo in un altro passo avanti con il prossimo full lenght.


TRACKLIST

1 In Darkness We Trust
2 Animal
3 Where It Lies
4 Victim
5 Devil’s Opera
6 Rise Again
7 Martyrs
8 House Of Plagues
9 Aeden
10 The Hydra’s Tailor
11 Turning The Tide
12 Universe

FORMAZIONE

Adam Grant – voce
Save Addario – chitarra
Mike Enort – basso
Paul Igoe – batteria

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