FIM 2015 - Giorno 2 @ Fiera Di Genova

Benvenuti all'edizione 2015 della Fiera Internazionale della Musica, in programma anche quest'anno alla Fiera di Genova nei giorni 15-16-17 maggio.

Un vasto, che dico, vastissimo cartellone di eventi forma anche il bill del secondo giorno, che presenta per i rocker sul palco verde l'ultimo giorno del Riviera Hard 'N' Heavy Festival e sul palco blu gli show di alcuni protagonisti della scena Nazionale e Mondiale, poi omaggiati o premiati sul palco secondo lo stile dei concorsi televisivi.

Purtroppo, anche in questa giornata, cause di forza maggiore mi hanno costretto a rinunciare ad alcuni show che non avrei voluto perdere. Nuovamente le mie scuse nei confronti di quei gruppi che non si troveranno citati in questo articolo. Più il cartellone è vasto, più è facile perdersi..




Ore 14 e qualcosa. Si inizia dal palco verde, con lo show dei Witchwood da Faenza. Il loro è uno show esemplare, che si rifà alla tradizione anni'70 del rock miscelando assieme hard rock, progressive, psych, southern, etc. Il risultato è che i ragazzi suonano esattamente a metà tra Jethro Tull e Uriah Heep, il che mi rende così tanto in estasi che a fine concerto mi trovo costretto a correre a bordo palco per comprare il loro ultimo CD e farmelo autografare. Talenti veri.
Dopo di loro seguo alcuni minuti di esibizione dei Blue Dawn, realtà doom guidata da una brava cantante donna. Non è esattamente il tipo di musica che prediligo, quindi fatico un po' a seguire lo spettacolo, questo devo ammetterlo. La formazione comunque mi pare ben preparata e la risposta del pubblico è positiva, molto positiva, segno di un esibizione di spessore.
 
Mi prendo qualche minuto di pausa dal calore cocente del sole di maggio e, mentre giro tra le bancarelle al coperto all'interno del grande padiglione della fiera, sento il richiamo di una sirena. Non essendo io valoroso come Ulisse, mi spingo fin dove proviene questo soave canto, totalmente ammaliato da una voce femminile che non stento ormai più a riconoscere. Ecco che mi ancoro così, rapito e intontito, ad un'altra oretta di spettacolo acustico di Veronica De Simone (anche oggi eccezionale, nonostante il caos di voci provenienti dai diversi stand che le fanno da sottofondo) che mi fa perdere praticamente tutto il concerto dei rocker H.A.R.E.M.. Shame on me! Ma la carne è debole, e il cuore pure..

Per quel poco che ho sentito, gli H.A.R.E.M. hanno divertito tutti e le parole sussurratemi riguardo da Gianni Della Cioppa (sì, proprio quel Gianni Della Cioppa!!) non fanno che confermare le mie buone sensazioni: "guarda, a inizio concerto tutta la gente o quasi era seduta all'ombra accaldata. Presentando il gruppo on stage li ho incitati a venire sottopalco, ma nessuno si è mosso. Appena la band ha attaccato, automaticamente tutti si sono riversati davanti, proprio dove li hai trovati. E non hai idea di quanti passanti si siano fermati incuriositi ad ascoltarli. Che energia!!"

Non mi perdo invece gli Epitaph, altro gruppo doom italiano molto preparato, dal sound a metà tra Black Sabbath, Cathedral e Candlemass. Il frontman è un vero personaggio, oltre che un cantante preparato, e le sue movenze sul palco, abbinate ad una bravutra recitativa che lo fa sembrare un vero sadico-psicopatico, rendono questo concerto uno dei più divertenti dell'intera giornata.
Un'altra scelta azzeccata dell'organizzatrice Black Widow Records quindi, che lancia poi on stage i The Black, leggende del doom tricolore capitanate da un certo Mario di Donato. Inchino.
Il loro concerto sale di diritto nella top five fin'ora ascoltata in questa edizione della FIM, grazie a una capacità di tenere il palco innata che permette a questo antico terzetto di riempire il palco tanto quanto le formazioni più numerose in programma. Si sente tangibile l'aura di mistero che avvolge il gruppo, la sua dimensione eterea, e la folla a piè di palco non può che porgere tributo ai suoi beniamini a suoni di grida, sessioni di air guitar e headbanging. Immensi.


Chiudo questo mio report della seconda giornata della FIM 2015, dopo un'ora abbondante di riposo e cena, con il main event del Palco Verde, ovvero i Wonderworld di Roberto Tiranti, con Ken Hensley in veste di special guest per le ultime 5 o 6 canzoni, eseguite di tributo agli Uriah Heep nella formazione Ken Hensley & Live Fire. Inutile dire della bontà dell'esecuzione dei Wonderworld, con un Tiranti in super spolvero alla voce, Ken "JR" Ingwersen indomabile alle chitarre (che personaggio!!) e un Tom Fossheim precisissimo alle pelli. I ragazzi hanno i pezzi, e la maestria, adatta a far divertire le platee, anche quelle ben più numerose di quella genovese. Tanta roba.
Ken Hensley invece è un gigante della musica quasi timido, totalmente antidivo, simpatico e ancora in grandissima forma, che sale sul palco ringraziando tutto e tutti prima di buttarsi nella esecuzione perfetta di alcuni dei suoi maggiori successi. Lacrime di gioia su July Morning e sul bis del bis (richiestissimo dal pubblico con le luci del palco ormai già quasi spente e alcune prese già staccate!) Easy Livin' che sigilla una prestazione da dieci e lode della band fin'ora più in forma dell'intero fest.

Oggi l'ultimo giorno dell'evento. Progressive, hard rock, e qualche tocco pop in programma. Vediamo di esserci! 


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