FIM 2015 - Giorno 1 @ Fiera Di Genova

Benvenuti all'edizione 2015 della Fiera Internazionale della Musica, in programma anche quest'anno alla Fiera di Genova nei giorni 15-16-17 maggio.

Un vasto, che dico, vastissimo cartellone di eventi forma il bill del primo giorno, che presenta per i rocker sul palco verde il day one del Riviera Hard 'N' Heavy Festival e sul palco blu gli show di alcuni protagonisti della scena Nazionale e Mondiale, poi omaggiati o premiati sul palco secondo lo stile dei concorsi televisivi.

Purtroppo l'alternanza degli eventi, e i ritardi sul Palco Blu (un'ora abbondante), mi hanno costretto a rinunciare ad alcuni show che non avrei voluto perdere. Così vanno però le cose, e mi scuso priori con chi si ritroverà scontento nel non poter leggere dei suoi personali beniamini. Come si dice in questi casi però: cause di forza maggiore.

Alle ore 13:30, pronti ad aprire le danze sul palco rocker color verde, sono gli Smokin' Kills, giovanissima sleaze/glam band in stile Hardcore Superstar e simila, che tira fuori dal cilindro uno show niente male, tutto adrenalina, grida e schitarrate di potenza. I pochi presenti sotto il palco in questa calda ora del pomeriggio si godono un breve concerto energico e di qualità, che accende l'interesse su questo giovane gruppetto italiano dal roseo avvenire.
Dopo di loro, i fiorentini Story of Jade, che ci avevano colpiti con la review del loro ultimo album e che non si lasciano desiderare neppure dal vivo, nonostante si presentino oggi privi del loro trucco e dei loro costumi di scena. Anche per loro, un'onda di energia che travolge il pubblico attraverso la furia folle del loro genere rock/metal indefinito, vario, ricco di basi e di contaminazioni. Imprevedibili. Un'altra bella bomba, non c'è che dire.
Ancora palco verde, ancora metal, qui nella sua versione più heavy e progressiva. Gli sloveni EstWind sanno il fatto loro tecnicamente ma, complice la semi-totale mancanza di pubblico e la calda ora, forse soffrono più di altri e non eseguono certamente uno show da incorniciare. Mi riprometto però di dargli una seconda possibilità in futuro, chissà.
Alle 16:00 la platea del FIM rock si riempe di metallari genovesi, riuniti per festeggiare la salita on stage di Perseo Miranda, vera leggenda dell'underground musicale ligure. Il suo rock teatrale, debitore del genio di Alice Cooper, risulta calamitante per gli ascoltatori, che rimangono in estasi di fronte al carismatico frontman, oggi (ce lo ripete più volte nel corso del live) sceso anche in politca per le regionali della Liguria. Groove, energia, genio e un pizzico di follia colorano uno degli eventi più entusiasmanti e di qualità di questo primo giorno di Fiera. Inossidabile.
Dopo, l'ultimo show nella mia agenda pomeridiana del Palco Verde: i Gunfire. Questi antichi metallari italiani, oggi riuniti dopo un decennio di separazione nei novanta, hanno dalla loro la padronanza dei veterani, e suonano un concerto degno di tanti altri nomi (anche più blasonati) della scena italiana ed europea. Tanto di cappello in particolare per la qualità vocale del frontman e per la precisione esecutiva del combo, che porta il pubblico a scapocciare fuorioso al ritmo della batteria e ad esaltarsi al ruggito grintoso delle chitarre. Heavy tradizionale suonato con il tocco di chi sa il fatto suo: si poteva chidedere di meglio?

Il ritardo di un'ora abbondante sul Palco Blu degli Awards mi porta ad ascoltare parte dello show di Silver, ex finalista di un X Factor di qualche anno fa. Devo dire che il ragazzo ci sa fare e, nonostante la sua voce sia effettivamente l'esatto esempio di tutto quello che la tv e le radio vogliono oggi dal mercato, mi sono divertito nell'ascoltarlo eseguire alcuni suoi pezzi acustici, e qualche cover. Senza dubbi, detta da rocker: c'è tanto di peggio in giro. 
Finalmente i genovesi Neroneve salgono on stage alle 18:20 invece che alle 17:00. Fate voi. Recensiti con lodi nel loro debut album analizzato in anteprima sulle nostre pagine, questi musicisti dimostrano di sapere il fatto loro anche dal vivo, con la cantante Caterina Rizzo vera protagonista tra carisma e vocalità di qualità, ed egregiamente supportata dai suoi compagni, tutti in grande spolvero. Tra pop, rock e qualche tocco progressivo e metallico, il pubblico si lascia trasportare e si schiaccia sotto palco a cantare e ballare, con i curiosi che sostano poco più indietro e ragalano numerosi applausi al gruppo appena conosciuto. La solidità che i Neroneve hanno dimostrato sul palco credo sia la perfetta garanzia delle loro potenzialità future. Con un po' di fortuna, saranno famosi.

Ora, breve giro di scuse per i Big Fat Mama e i mitici Vanexa che avrei voluto fotografare e recensire per questo report, ma i ritardi mi costringono a fuggire via verso un palco secondario, il Rosso. Perchè? Beh, per lo show della straordinaria Veronica De Simone, che qualche lettore ricorderà per la prima edizione di The Voice e il successivo Festival di Sanremo. Una scommessa (la mia, di rinunciare a cotanta roba per dedicare un po' di spazio a lei) assolutamente ripagata da un'oretta di spettacolo acustico (la cantante si accompagna del solo chitarrista Lorenzo Cavazzini: bravissimo) tra blues e soul, tra rock e pop italiano, di eccezionale qualità.
Veronica è minuta, a vederla sembra una bambola di porcellana nascosta dietro un look un po' ribelle, un po' particolare, un po' suo. E' diversa dal coro e di ciò, nella sua genuina spensieratezza, dolcezza, apparente timidezza e simpatia, si vanta.
E' indomabile appena inizia a cantare, ha quel graffiato che da i brividi, che solo le grandi hanno, e nella sua prova vocale è naturale, mai sforzata, mai finta. Tutto le esce semplice, anche quando si aggrappa ad ogni intonazione, ad ogni nota. Ogni espressione della sua timbrica è vera, spontanea e viva. Nel suo genere, è tra le migliori in assoluto in Italia, ed è lei la migliore voce di questa prima giornata di FIM: niente altro da aggiungere.

Per finire questo mio report, ritorno alle ore 20 circa al palco verde per gli ultimi due eventi in programma oggi. Il primo sono i Bud Tribe, heavy metal band italiana fondata da Daniele 'Bud' Ancillotti nel 1994 e forte agli strumenti di nomi storici del metal italiano che si sono alternati tra Sabotage, Ancillotti e non solo. Il loro show è molto aggressivo e raduna una bella folla sotto il palco, che alza le corna al cielo in onore dei propri beniamini. Le loro hit vengono accolte con calore, e la band non fatica a farsi trasportare verso una prestazione di grande livello, divertente, di pari valore rispetto a quella altrettanto eccelsa dei Gunfire. Della serie: solo in Italia potevamo bistrattare realtà come queste. Sì, siamo degli stupidi esterofili. Lo confermo.
Chiude il tabellone Joe LynnTurner, storico cantante americano diventato noto per i suoi dischi con Rainbow, Deep Purple, Malmsteen, e per una buona carriera solista. Premiato con il FIM Award per la migliore voce rock, il vocalist si limita a sole tre canzoni, eseguite con grinta al fianco di una valida cover band che poi proseguirà da sola il concerto. Spotlight kid, I Surrender e Smoke On The Water (che noia quest'ultima, era così difficile tirare fuori qualche chicca da Slaves And Masters?) sono le tre tracce eseguite (bene) dall'americano, che lascia tra gli applausi l'Arena.

PS. Si vocifera che Turner avrebbe voluto suonare altri due pezzi, ma che questo gli sia stato impedito dalla fidanzata e, presumo, manager. La parziale delusione degli spettatori, che hanno visto sul palco il loro idolo per un solo quarto d'ora, è perciò perdonabile? Direi di si, anche perchè Joe si ferma per diversi minuti a scattare foto e a fare autografi con i suoi fan. Bravo.


Il Primo Giorno si conclude qui. Oggi in scena la Seconda Giornata. Un po' più in tarda ora, ma noi ci saremo. See ya!


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