Roberto Tiranti - Sapere Aspettare - Recensione

Artista: Roberto Tiranti
Titolo: Sapere aspettare
Genere: Rock
Anno di uscita: 2015
Provenienza: Italia
Etichetta: Old Mill Records
Voto: 92/100


Dopo una lunga ed onorata carriera, è giunto per Roberto Tiranti il momento della prima avventura sulla lunga durata in veste solista, dopo i primi assaggi avuti negli scorsi anni con il singolo “Sinceramente” (2003) e con l’EP “40 / 25” (2014), contenente, insieme al precedente singolo ed a brani di vari suoi progetti (Mangala Vallis, Vanexa e Labyrinth) una riproposizione del classico di Ennio Morricone “Ave Maria Guarani” e la nuova “I remember”.

Questo “Sapere aspettare” è un esordio complesso, in quanto mostra varie sfaccettature del talento del cantante genovese, molto curato negli arrangiamenti ed al contempo solare e positivo.
Chi non abbia seguito la carriera di Tiranti e lo associ maggiormente alle band che lo hanno reso celebre (Labyrinth su tutte), potrebbe rimanere spiazzato da questo lavoro leggiadro, in cui, al fianco di brani di chiara matrice rock, affiorano il gusto per la ballata mai banale, la leggiadria dei pezzi acustici e la freschezza dei brani vocali.

Conscio del fatto che i numeri sviliscono l’arte, sebbene possano servire a fare chiarezza, cerco di ridurre “Sapere aspettare” ad una fredda analisi statistica: 11 brani; 3 brani rock, 4 acustici, 2 rock ballads, 2 brani (quasi) interamente vocali; 8 nuove composizioni, una cover (sebbene completamente riarrangiata), 2 rivisitazioni di brani già editi (i già citati “Sinceramente” e “I remember”); 8 testi in italiano e 3 in inglese.

Il disco, sebbene così variegato, possiede una sua impronta unitaria ben marcata nella classe cristallina di un Artista che convince in ogni sua espressione e risvolto, riuscendo ad amalgamare alla perfezione ironia e sacralità, profondità e lucentezza, impegno e leggerezza, come da migliore tradizione degli autori genovesi.

Passando ad un’analisi delle singole tracce, il disco si apre con “Non è più tempo”, brano rock melodico di grande impatto, con un ritornello molto orecchiabile ed un testo con chiari riferimenti alla situazione della società italiana contemporanea.

La bucolica atmosfera della successiva “Non lo so”, primo brano acustico, esprime con semplice maestria un gusto per la ballata solare e ricercata, accompagnata da raffinate armonie di violino; tale clima sereno è confermato dalla seguente “Conta fino a 3”, rock ballad dal forte impatto in cui tutti gli strumenti sono suonati da Tiranti e dall’ospite Max Marcolini

L’acustica “Nero cenere” descrive con soavità musicale una “donna mantide” che riporta alla memoria le dark lady stile noir anni ‘40, con curioso contrasto tra la “chiarezza” della musica e l’”oscurità” del soggetto.

Segue una cover di “Crazy” (grande successo pop degli Gnarls Barkley del 2006), riproposto in versione quasi completamente vocale (se si eccettua un poco invasivo sottofondo di basso e tastiere) con un convincente duetto tra Roberto e la calda voce di Irene Fornaciari: rilettura davvero convincente.

Sinceramente” è uno dei brani di punta dell’album: brano rock melodico ed arioso, vera “carta d’identità” del disco, con gran ritornello e strepitosa prova vocale del singer genovese.

La sorprendente “Vado a male” è una sorta di spassoso “tango della gelosia” completamente vocale che strizza l‘occhio a Piazzolla, con ironia tutta ligure e citazioni dei Police (“Roxanne“).

Un intro corale rinascimentale (“Come again” di John Dowland) ci introduce alla seguente “I remember”, introspettiva ballata acustica di grande impatto emotivo, grazie soprattutto all’interpretazione di Tiranti, che si segnala come uno degli episodi migliori dell’intero disco.

Segue “Know how to wait”, che, tradotta, da il titolo all’album, brano rock di gran classe, in cui compaiono, come ospiti Stef Burns (che si distingue con un ispirato solo di chitarra), Fabio Valdemarin e Juan Van Emmerloot (in pratica una reunion della Stef Burns League).

L’atmosfera si rilassa nuovamente con “Più di ieri”, brano acustico di grande sensibilità che ci introduce alla conclusiva “Percorso obbligato”, brano rock di forte impatto, forse l’episodio che più si avvicina a certe sonorità proposte da Roberto in passato: altro episodio che si eleva sopra gli altri per qualità ed interpretazione.

Non ho molto da offrire / un cuore e una voce per te” recita “Sinceramente”: un cuore e una voce come quelli di Roberto Tiranti sono una benedizione per la musica italiana e “Sapere aspettare” ne è l’ulteriore conferma.

TRACKLIST

01 Non è più tempo
02 Non lo so
03 Conta fino a 3
04 Nero cenere
05 Crazy
06 Sinceramente
07 Vado a male
08 I remember
09 Know how to wait
10 Più di ieri
11 Percorso obbligat


FORMAZIONE

Roberto Tiranti (voce; basso nei brani 1, 2, 6, 8, 9, 10 e 11; chitarra nei brani 2, 3, 4, 8, 9, 10 e 11; ukulele nel brano 4)
Irene Fornaciari (voce nel brano 5)
Max Marcolini (basso, chitarra, batteria, tastiere, bouzouki e programming nel brano 3)
Massimo Trigona (fretless bass nel brano 4)
Marco Barusso (chitarra nel brano 1)
Andrea Maddalone (chitarra nei brani 5 e 11)
Stef Burns (chitarra nel brano 9)
Guido Carli (batteria nel brano 1)
Roberto Maragliano (batteria nel brano 5)
Juan Van Emmerloot (batteria nel brano 9)
Mattia Stancioiu (batteria nel brano 11)
Aldo De Scalzi (tastiere nei brani 1 e 11)
Marco Canepa (tastiere nei brani 2, 4 e 10)
Luca Lamari (tastiere nel brano 5)
Fabio Valdemarin (tastiere nel brano 9)
Marco Fadda (percussioni nei brani 2, 4, 8 e 10)
Alessandro Graziano (violino nei brani 1, 5, e 8)
Katia Linguadoca (violino nel brano 5)

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