Saint Rebel - Saint Rebel - Recensione

Artista: Saint Rebel
Titolo: Saint Rebel
Genere: Hard Rock
Provenienza: Danimarca
Anno di uscita: 2015
Etichetta: Mighty Music
Voto: 72/100

Dopo l'enorme debutto di qualche anno fa, a titolo The Battle Of Sinners And Saints e campione di vendite in USA, i danesi Saint Rebel ritornano in questo inizio di 2015 con un secondo album omonimo, uscito per Mighty Music.

Al di là di una copertina davvero orrenda, permettetemelo, i Saint Rebel riescono a comporre un nuovo prodotto di livello, forte di un sound hard rock molto street, grezzo e ganzo, che certamente non deluderà i numerosi supporter della band. E' stato fallito però, almeno secondo chi scrive, il tentativo di dare il definitivo salto di qualità al progetto, che si è seduto un po' sugli allori e ha composto un disco di sicura presa, ma per nulla unico nel suo genere. Insomma, è andato perso quel senso di sorpresa che il debutto era stato in grado di suscitare nella critica e negli ascoltatori, e la sensazione oggi è quella di avere tra le mani un bel prodotto di una band solida e coesa, ma in fin dei conti non così devastante e gigante come ci era sembrata nel debutto. Detto questo, gli ingredienti per un bell'ascolto ci sono tutti, a partire dai suoni (Marcus “Dolken” Toft, Tue MadsenNikolaj Vinten sono in questo senso garanzie) per arrivare alla prova strumentale e vocale dei protagonisti, con una tracklist molto compatta e massiccia, da sparare a tutto volume fino a fracassarsi il cranio.

Ma già l'opener My Patient si evidenzia soltanto come una traccia grezza e rozza, risultando un po' troppo semplice e scontata per brillare. Meglio Feeling Good Inc., che rispolvera nelle melodie qualche rimando al primo album, e con lei la numero sette I Give It Up, le tracce più riuscite del lotto perchè quelle più radiofoniche e adatte allo stile del gruppo. Now You Know è apprezzabile, ma è forse troppo oscura nel mood e piena di groove, e Could_Our_Kills_Endure è già più bombastica, ma anch'essa troppo semplice, lasciandosi in fin dei conti preferire da una Mr Knife che ha almeno nel riffing massiccio e potente un bel motivo per farsi ripetutamente ascoltare.
Si arriva poi alla alternativa One and The Same, il cui sound è ripreso poi in The New Guy, prima delle buone schitarrate di Leave a Scar e Red Zone, che lasciano intravedere anche la forte gittata vocale del bravo cantante. E con Never che scivola via nuovamente un po' troppo anonima, tocca a Desperate Measures chiudere al meglio il platter, con un sound pop rock anni ottanta che, quantomeno, appare un po' più originale.

Non male, quindi, ma ci si poteva aspettare tanto di più. E quella consacrazione, che con il debutto sembrava a portata di mano, è oggi rimandata al terzo capitolo. Aspettiamoli..

TRACKLIST

1. My Patient
2. Feeling Good Inc.
3. Now You Know
4. Could_Our_Kills_Endure
5. Mr. Knife
6. One and The Same
7. I Give it Up
8. The New Guy
9. Leave a Scar
10. Desperate Measures
11. Red Zone
12. Never

FORMAZIONE

Jonas Kaas - Vocals
Lasse Hansen - Bass
Jesper Riis - Drums
Martin Højfeldt - Guitar
Jakob Poppelvig - Guitar

CONTATTI

http://www.saintrebelmusic.com/

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