Parkway Drive, Heaven Shall Burn, Carnifex, Northlane @ Estragon (BO)

Sono molto scettico, al momento della partenza: amo i Carnifex, picchiano e so che ne rimarrò soddisfatto, ma il resto? A parte gli Heaven Shall Burn, che posseggono una enorme fama riguardo la violenza e la bellezza dei live, si potrà dire la stessa cosa delle altre due band? I Parkway li conosco appena, francamente non sembrano affatto il mio genere; e i Northlane...

Ma oramai ci sono dentro, e dopo ore passate a capire dove accidenti si accede all'Estragon finalmente trovo il luogo del massacro. Ad attendere trovo un'infinità di teenagers (all'apparenza posers e fangirls), il che non mi fa sperare in bene, specie dopo aver assistito al concerto dei The Agonist, ma cerco di non darmi per  vinto, spesso le apparenze ingannano.
Ecco che i Northlane si preparano, inizia lo show.

Northlane (voto 7): sono solo le 18·30, ma già parecchia gente risponde al richiamo baritono delle 7 corde dei Northane. Il gruppo che apre, normalmente, si ritiene sia il più "scarso", ma stasera si ha un bill elitario, e rimango sorpreso da tre fattori: la capacità della band di coinvolgere gli spettatori, il pogo violento che si scatena sin dal primo istante e l'ottima acustica della struttura. Ma passiamo a specificare i pro e i contro di questo particolare gruppo di ragazzi: essi propongono uno stile miscelato di Djent e Metalcore, ispirandosi molto a gruppi come i TesseracT. Le sonorità sono ottime, e il lavoro alle chitarre è pulito e cattivo come questo genere vuole. Purtroppo devo essere pignolo per poter compiere il mio mestiere, e se vogliamo cercare il pelo nell'uovo ho notato un paio di cose in questa prima esibizione che non ho gradito: la prima è sicuramente la voce del cantante, che anche nello Scream non riesce a dare la giusta grinta, spesso facendolo sembrare addirittura pulito; in secondo luogo non hanno saputo proporre appieno il proprio sound: i pezzi, che poco prima mi ero ripassato, dal vivo non rendevano come avrebbero dovuto, e facevo fatica a seguire i pezzi (sono avvezzo ad ascoltare Djent, per cui non posso neanche dire che non ci capisco niente, anzi, ed è per questo che ho notato una scarsa convinzione nei suoni). Tuttavia hanno saputo scaldare gli animi in questa fredda notte bolognese, e direi che tutti possono ritenersi soddisfatti di un inizio così incoraggiante.

Carnifex (voto 8): si passa alla roba seria. Ora siamo caldi e pronti ad accogliere una band di tutto rispetto. Scott Lewis porta con se un immenso carisma, e non appena si presenta sul palco scatena l'applauso di tutto l'Estragon, oramai quasi pieno. Il repertorio presenta quasi tutti i pezzi dell'ultimo full-length "Die Without Hope", più qualche cavallo di battaglia (immancabile la potentissima "Lie to My Face"). Scott chiede svariati Circle Spit e di saltare, ed il pubblico obbedisce: un concerto Deathcore che spazza via ogni concezione della realtà. Il solista Jordan Lockrey ha un inizio un po' difficoltoso: il primo solo che esegue presenta diversi errori, e come se non fosse abbastanza gli si spezza anche una corda. Ma dopo un primo pezzo eseguito con sufficienza prende coraggio e, spinto da un pubblico formidabile, torna in pista più in forma che mai. Davvero un'ottima prestazione, segno che la maturazione di questa band è oramai avvenuta, resta solo da sperare che sappiano rimanere sulla cresta dell'onda come fanno dal 2007.

Heaven Shall Burn (voto 8.5): la band tedesca trova un'ospitalità incredibile, segno che i miei pregiudizi verso i soggetti nel pubblico erano più che errati. Se al mio ingresso avevo dei dubbi, sono stati spazzati via circa due ore fa, e ora so che non avrò scampo con un gruppo così potente. Neanche da dirlo: il primo pezzo si apre con un devastante Wall of Death, ripetuto poi più volte nel corso dell'esibizione. Anche qui troviamo una scaletta ricca dei pezzi del loro ultimo lavoro "Veto", un album che non ha certo deluso i fan. Ma la traccia più potente e coinvolgente, a mio parere, è stata come sempre "Endzeit", dal fantastico "Iconoclast" uscito nel 2008. Il gruppo esegue un ottimo live, e il vocalist Marcus Bischoff, oltre ad un'eccellente prova, si dimostra anche un idolo delle folle, tenendo in pugno il pubblico.

Parkway Drive (voto 8.5): è l'ora della verità. Mentre le luci si spengono mi chiedo se, dopo tanta devastazione, un gruppo che, confrontato con i precedenti, è decisamente meno violento possa coinvolgermi tanto quanto la potenza di Carnifex e HSB. Giochi di luce, coriandoli e un ingresso violento con "Wild Eyes" bastano ad azzerare i miei pensieri. Non c'è molto da dire, questa band metalcore è fatta per le esibizioni live, e se un pezzo può risultare piatto o ripetitivo se ascoltato con le auricolari, dal vivo state certi che vi farà sanguinare le orecchie.

Per ricapitolare: posto magnifico, pubblico che si sa divertire (tranne rari casi isolati) e un bill da massacro totale. A coloro che disprezzano a pelle l'influenza core nel metal consiglio di partecipare ad un live, per comprenderne la vera essenza.

Nessun commento:

Posta un commento

News musicali - Rock-Metal-Essence.com Designed by Templateism.com Copyright © 2014

© 2011-2014 Rock-Metal-Essence.com. Immagini dei temi di Bim. Powered by Blogger.