Heretic's Dream - Intervista

Una nuova, coinvolgente, intervista approda oggi sulle pagine di Rock-Metal-Essence.com. Gli Heretic's Dream sono una originale  formazione female-fronted che ha pubblicato il suo secondo disco, Walk the Time, nel corso dello scorso anno. 

Eccoli ai nostri microfoni!  

Benvenuti! Prima di tutto, per favore presentatevi ai nostri lettori.

Buongiorno a tutti, siamo Andrej Surace (lead guitarist), Carlo Nicolucci (chitarra), Daniele Cortese (batteria), Jacopo Greci (basso) e Francesca Di Ventura (voce).

Com’è nato il progetto Heretic's Dream?

Nasce nel 2010 dal desiderio della cantante e del chitarrista di dare vita ad un progetto musicale non appena trasferitisi a Londra, dove hanno vissuto 4 anni. Nell’arco di tale lasso di tempo la band ha subito vari cambi di line up, fino a quello attuale il cui affiatamento si consolida giorno dopo giorno.

Quali sono le vostre principali influenze?

Non c’è un genere da cui non traiamo ispirazione. Il nostro sound è di base metal per via delle chitarre scure e di alcune scelte stilistiche e di suono di batteria soprattutto. Nell’ultimo disco, però, abbiamo tratto ispirazione da talmente tanti generi diversi che i metallari puri hanno faticato ad identificarvisi.

Come nascono generalmente le vostre canzoni?

Fino ad ora, per motivi principalmente logistici (cantante e chitarrista solista vivevano in UK sino a pochi giorni fa) i pezzi nascevano da idee di Andrej sulle quali il resto della band apportava il proprio contributo di arrangiamento. Purtroppo il lavoro di composizione in studio è un’emozione che iniziamo a provare ora.

Walk the Time (2013) è il vostro secondo disco. Siete soddisfatti di com’è stato recepito dalla critica e dal pubblico?

La critica, positiva o negativa, è costruttiva se ben argomentata. Abbiamo ricevuto ottime recensioni soprattutto estere, in Italia alcune (poche in verità) davvero aspre, e tutte dal metal puro per il motivo di cui sopra: i metallari hanno schemi precisi, suoni den definiti, regole non scritte che noi non abbiamo seguito.

Potendo tornare indietro, modifichereste qualche aspetto di questo disco?

Un disco è una fotografia dello stato emozionale ed artistico di una band in un determinato momento storico, chiaramente oggi a distanza di quasi un anno dal suo concepimento abbiamo chiavi di lettura diverse, ma Walk the time è un lavoro in cui ci riconosciamo.

Quale credete sia il vero tratto distintivo della vostra musica, che vi rende differenti da ogni altra formazione presente sul mercato?

Sinora è stato il coraggio di osare un cross over che nel metal non è tipicamente così spinto, per lo meno di sicuro non entro uno stesso lavoro discografico. Il nostro ascoltatore deve essere spiazzato, scosso, costretto a stare sveglio, ad attendersi l’inatteso tra un pezzo e l’altro.

Siete al lavoro su un nuovo album?

Stiamo lavorando al singolo con il nostro produttore.

Qual è stato il vostro più bel concerto e perché?

In Italia ricordiamo tutti con piacere il Live Forum di Assago. All’estero, l’esperienza in Repubblica Ceca rimarrà sempre nei nostri cuori.

Tra tutte le nazioni e i festival, dove vi piacerebbe suonare un giorno?

Direi al Metal Female Voice Fest, in Belgio.

Quali sono state le più grandi difficoltà che avete incontrato nel tentativo di emergere come formazione?

L’ostruzionismo delle altre band Italiane del genere, in nome di una concorrenza soltanto distruttiva per tutti.

Infine, cosa ne pensate della scena musicale italiana e del business musicale di oggi? E di Internet?

Troppa offerta, poche idee innovative, molta voglia di salire i gradini con il minimo sforzo possibile, molta attenzione all’obiettivo finale e non alla strada da percorrere per raggiungerlo. Manca l’umiltà, lo spirito di sacrificio e anche il desiderio di mettersi in gioco scardinando le regole.

È stato un piacere parlare con voi. Chiudete l'intervista come meglio volete!

Siate quel che volete essere, non ciò che gli altri si aspettano da voi. Onestà intellettuale vuol dire libertà. Citando Platone: ”Non conosco una via infallibile, per il successo, ma una per l’insuccesso sicuro: voler accontentare tutti”. E mai dimenticare che la somiglianza del successo con il merito inganna gli uomini.

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