Walter Catania - Intervista

Protagonista di questa nostra nuova intervista è il giovanissimo Walter Catania, chitarrista catanese classe '92, indubbiamente uno dei massimi talenti emergenti della nostra Penisola. 

Un musicista completo e maturo, arrivato di recente dopo intensi studi e importanti riconoscimenti artistici al traguardo del suo primo album solista, I Am Here, e che oggi svela tutti i suoi segreti tra le parole di questo nostro articolo. 


Ciao Walter, è un piacere per me poterti intervistare per il mio sito Rock Metal Essence.

Salve! Piacere mio, grazie per la disponibilità.

Iniziamo parlando di te. Come è nata la tua passione per la chitarra?

Dopo aver imbracciato la chitarra elettrica, rimasi estasiato da quel suono graffiante che mi permise subito di emulare i grandi del Rock e questo mi rendeva particolarmente felice, coronavo finalmente il mio sogno. Credo che proprio in quel momento si concretizzò l’inizio del mio percorso musicale e la passione per questo magnifico strumento.

Quali band e quali artisti influenzano maggiormente il tuo stile musicale e la tua concezione di musica?

Gli artisti che influenzano il mio stile sono probabilmente tanti e non riesco ad identificarli tutti. Quando studi e ascolti musica è inevitabile assimilare il linguaggio musicale preso in analisi, a volte si manifesta immediatamente ,altre, ne riconoscerai solo alcuni tratti significativi in alcune tue composizioni o in alcune tue esecuzioni a distanza di anni, mesi o giorni. Ascoltare musica, tanta musica, prestare attenzione verso qualsiasi genere, epoca o strumento credo sia il giusto mezzo che porti il musicista alla scoperta della sua vera identità, sicuramente e fortunatamente in continua evoluzione. Succede un po’ come i bambini ai primi mesi di vita, il bambino fa irruzione nel mondo con tutti gli organi sensoriali aperti e vigili, pronti a sperimentare lo sperimentabile! Sente il mondo che lo circonda, i genitori o chi gli sta vicino che stimolano continuamente i suoi sensi, emettendo suoni a lui gradevoli e non, permettendo così al bambino di ampliare il suo ancora limitato repertorio. Credo che questa metafora rendi l’idea del rapporto musicista-musica, a parer mio tutto ciò lo condurrà a completarsi realmente.

Sei giovanissimo ma hai già ricevuto tanti riconoscimenti per il tuo talento. Quale tra questi ti ha reso più orgoglioso?

Il riconoscimento che fin oggi mi rende più orgoglioso è la pubblicazione di I AM HERE. Penso che per qualsiasi artista che si racconti sul pentagramma, dopo la pubblicazione, poter condividere la propria opera, quindi momenti importanti della propria vita tradotti in musica, con il suo pubblico, lo si può considerare davvero il raggiungimento di un grande traguardo.

Come è nata in te l'idea di pubblicare I Am here, il tuo disco di esordio solista?

Ho composto vari brani e fra tutti ho scelto la pubblicazione di questi 7.
Mi accorsi che i brani seguivano il giusto filone evolutivo , sentivo di aver trovato la giusta formula per la formazione di un album.

Quanto tempo ti ha richiesto la registrazione dell'album? Come ti sei trovato a lavorare per la prima volta in studio a un progetto a tuo nome?

E’ stato relativamente breve il tempo effettivo trascorso in studio poiché ho cercato di lavorare con efficienza. Sapevo già quello che volevo fare e l’obiettivo finale da raggiungere.
Inoltre aver affrontato questa mia prima esperienza a mio nome con la band che ne ha preso parte mi rende felicissimo, soddisfatto del lavoro svolto in assoluta sinergia.

Quali sono state le tue emozioni ascoltando il disco completo per la prima volta?

Grande emozione e molteplici stati d’animo!

Hai in programma date live a supporto di I Am Here?

Si ho già sostenuto molti appuntamenti live. Da Maggio inizierà il percorso insieme alla band che seguirà il progetto I am here nel tour estivo.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Stai componendo già nuova musica?

I prossimi obiettivi… Suonare e continuare a comporre! Non mi sono mai fermato!

Prima di concludere, alcune domande che mi piace fare sempre a chi intervisto. Cosa pensi della scena musicale italiana?

Parlare di musica significa parlare di arte. Parlare d’Italia ci conduce direttamente ai 49 i siti inseriti nella Lista del Patrimonio dell'Umanità, alla terra natale di compositori universalmente noti che furono fonte di ispirazione per moltissimi compositori stranieri quindi arte, storia e cultura. Osserviamo oggi il rapporto che l’Italia ha con questi dati e con la sua storia … Penso che il tutto non merita maggiori chiarimenti. Molti asseriscono che l’Italia non è pronta al cambiamento epocale, ma la domanda che sta a monte è: Questa è la giusta direzione che ci porterà al cambiamento? Oggi ci troviamo dinanzi a cantanti e cantautori a caccia prima che della loro identità in musica, della loro identità partitica finendo poi per cadere addirittura in crisi di identità guardando i leader dei propri partiti, identità che poi ritrovano quando arrivano alla conduzione di un bel programma televisivo o dopo aver ottenuto un magnifico world tour .. I leader dopo aver quietato gli animi di questi abili pensatori ritornano in un full immersion che dura da secoli fatto di pseudo questioni economiche finanziare, che stupidamente non considerano l’arte come possibile fonte d’investimento, come segmento alternativo. Tra l’altro non riescono a gestire a differenza di altri stati il se pur marcio mercato delle opere d’arti e per opere intendo sia musicale che altro. Sappiamo tutti che bisogna far ben altro per incentivare l’arte ed il profilo artistico di questo splendido paese. Risulta fondamentale spronare ed incentivare l’Italia bella che da sempre si è distinta tra i vari paesi. Sono sicuro che l’Italia si trova in uno stato di sovrapproduzione di talenti, buona musica e ottima arte. Il mondo tutto e l’arte non potrà far a meno del nostro contributo e sono sicurissimo che i giovani italiani e dico “GIOVANI” daranno il loro contributo significativo nel mondo.

Cosa ne pensi del mercato musicale attuale? E di internet?

Sicuramente oggi gli artisti e anche le majors hanno maggiori opportunità di presentarsi sul mercato globale tramite la rete. Ne fanno buon uso anzi, lo sfruttano al massimo le majors che, riescono a veicolare i propri artisti di punta su tutti i canali disponibili e di certo sono avvantaggiati dalla Rete gli artisti indipendenti che cercano l’opportunità di presentarsi al mercato mondiale

Davvero grazie del tempo dedicatoci. Se c'è altro che vuoi dire, sentiti libero di dirlo!

Grazie a te! Ascoltate I am here, ma soprattutto attenzionate ed incentivate la musica emergente italiana, nasconde del bello davvero interessante!

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