Vangough - Between the Madness - Recensione

Artista: Vangough
Titolo: Between the Madness
Genere: Progressive Metal
Anno di uscita: 2014
Provenienza: USA
Etichetta: Nightmare Records
Voto: 93/100

Between the Madness è il terzo album in studio dei Vangough, a seguire l'acclamato Kingdom of Ruin pubblicato nel 2011. Sono tredici tracce di pura magia, disseminate lungo 70 minuti di ascolto ricco di particolari strutture e sfumature esotiche, verso l'apice della carriera di questi musicisti americani.

Con un suono più oscuro e compatto del predecessore, l'album esplora le fondamenta della fragilità umana attraverso un approccio più metallico che in passato, a tratti alla Opeth (il brano Infestation), in altri alla Anathema, Leprous e Haken, Pain of Salvation, e non solo. Facendo ampio sfoggio di tecnica, merito anche di suoni di produzione eccezionalmente nitidi e bombastici, i Vangough sono oggi usciti dagli schemi per produrre qualcosa di realmente emozionale, da brividi sulla pelle. Tra liriche capolavoro e chitarre sempre protagoniste neio loro arpeggi, riff e assoli, la voce di Clay Withrow, ariosa e potente come non mai, giuda l'ascoltatore tra i panorami della psiche, colorando i nostri occhi di immagini, e i nostri cuori di sensazioni. Superlativi anche qui i rallentamenti soft e levigati, ormai da tempo marchio di fabbrica di questo combo, nei quali esplode tutta la qualità delle ricamate tastiere che fanno da sottofondo a ognuno di questi pezzi.

Andando a parlare della tracklist, ce n'è per tutti i gusti, con tredici tracce d'autore, tra i migliori esempi di progressive ascoltati in questi anni. Nello specifico, apre il disco la bella e graffiante Afterfall, seguita da una Alone varia e ricca. La opethiana Infestation lancia verso le stelle il cantato del musicista leader, su un sound oscuro e ricamato, a tratti soffuso, di immensa qualità. Poi, Schizophrenia, alle radici del metal progressivo, e la dolcissima strumentale Between the Madness, che apre alla hit del disco, Vaudeville Nation, epica e melodica, aggressiva e tecnica, graffiante da un lato, furente dall'altro. Grandiosa.

E' tempo ancora della mezza ballad O Sister, che parte di principio acustica e malinconica, ed esplode poi di potenza in un crescendo di emozioni. Thy Flesh Consumed è una magistrale strumentale progressive metal, e Useless un pezzo vario e imprevedibile, tra modernità e antica rabbia, con repentini cambi di umore che spiazzano letteralmente chi ascolta. Chiudono infine Dephts of Blighttown, ennesima strumentale forte di un bel suono di violino in accompagnamento, e Corporatocracy, perfetta chiusura prog di un album pazzesco, che nonostante la sua lunga durata tende a scivolare via facile ed orecchiabile, spingendoci a pigiare di nuovo play a ogni sua conclusione. Definitivamente: bravi!

TRACKLIST

01. Afterfall
02. Alone
03. Separation
04. Infestation
05. Schizophrenia
06. Between The Madness
07. Vaudeville Nation
08. O Sister
09. Thy Flesh Consumed
10. Useless
11. Depths of Blighttown
12. Corporatocracy

FORMAZIONE

Clay Withrow - Voce / Chitarra
Abe Hartley - Tastiere
Kyle Haws - Batteria
Jeren Martin - Basso

LINK

http://www.officialvangough.com/

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