FIM 2014 @ Fiera di Genova

Doveva essere una tre giorni di portata internazionale, capace di attrarre in quel della Fiera di Genova persone provenienti da ogni parte del globo per assistere a concerti esclusivi, per visionare e acquistare strumenti, gadget e quant'altro della maggiori case discografiche, e non solo.

La FIM 2014 (Fiera Internazionale della Musica), alla sua seconda edizione (la prima a Genova, dal 16 al 18 maggio), si è invece rivelata una occasione sprecata di rilanciare in primis il nome della città portuale a livello mondiale, poi (e ancora più importante) di ridare dignità sul nostro suolo italico alla vera musica, quella davvero suonata, davvero vissuta.

Questo a causa di tanti difetti che hanno sfumato quello che di buono era stato organizzato nella tre giorni genovese. 15 euro di ingresso e pochi stand posizionati all'interno di un'area potenzialmente vastissima sono stati il biglietto da visita di un utente che, come il sottoscritto, si è presentato il 17 maggio all'evento alla ricerca di acquisti. Davvero troppo poco per spingere una persona a ritornare, anche perchè già visivamente il tutto era mal presentato, con tantissimi piccoli palchi a tema (dance, Mondo Danza, artisti emergenti, Prog Festival, Palco Blu dedicato alle premiazioni, etc etc..) sparpagliati un po' qua e un po' là, con orari (mai rispettati, si arrivati a due ore di ritardo ad evento!!) in contrasto, e pochissima gente a supportare chi si esibiva. Insomma, se la domenica (18 maggio) non ci fossero stati i concerti di gente del calibro di Richard Sinclair (Caravan, Camel, ..), Bobby Kimball (Toto), Locanda delle Fate, Aldo Tagliapietra (ex Le Orme), etc.., mai e poi mai sarei tornato alla Fiera.

Invece, alle ore 20 circa, rieccomi in città, davanti al Palco Blu a vedere lo show di Luca Colombo, prima chitarra elettrica del Festival di Sanremo dal 2007. Uno spettacolo di tecnica sopraffina, peccato soltanto che il musicista sarebbe dovuto salire on stage alle 18. Due ore di ritardo. Pazienza mi dico, e allora mi sposto al Palco Verde, quello del Riviera Prog Festival, giusto in tempo per vedere la fine dello show dei bravi La Maschera di Cera. Anche qui dunque, ritardi nel programma, visto che a quell'ora c'era in tabella l'inizio dei Prophexy con Richard Sinclair (ex Caravan). Aspetto dunque il cambio palco, e via con lo show del leggendario musicista, che suona un po' di pezzi suoi e un po' di pezzi della band che supporta con incredibile maestria. Ottimi i suoni, stupendo tutto, quando è da dire è da dire. E bravissimi anche gli italiani Prophexy, che nei pochi momenti di concerto in cui si dedicano da soli ai loro brani, danno davvero prova delle loro capacità.

Via di nuovo di corsa, dall'altra parte del mondo, per il Palco Blu dove, in virtù di numerosi tagli, si è quasi in orario. Suona ora Michael Baker, best drummer per la manifestazione in virtù della sua trentennale carrera e delle innumerevoli partecipazioni in album storici di Ray Charles, Sting, James Taylor, tra i tanti. Concerto straordinario per la tecnica (anche vocale!) e il carisma del protagonista, qui accompagnato da un Olaf Thorsen (Vision Divine, Labyrinth) over the top alla chitarra. Di nuovo staffetta, Palco Verde e Aldo Tagliapietra (ex Le Orme) sui maggiori successi della sua carriera. Grande voce e super personalità, ma l'inattesa sua presenza in acustico scema il mio interesse, e preferisco spostarmi con calma ad ascoltare il finale dello show di Omar Pedrini al Palco Blu, in attesa del main event Bobby Kimball (ex voce dei Toto).

Il cantante sale sul palco con ''soli'' quaranta minuti di ritardo e.. suona soli tra pezzi, più un bis finale. Deludentissima la performance su Africa, con l'ex Toto senza voce su una base senza groove (ma buoni i cori, dominati dalla superba voce di Roberto Tiranti), molto meglio Rosanna e Hold the Line, nelle quali Kimball si riscatta in parte e sfoggia una buona estensione sugli acuti. Per un concerto brevissimo che si ricorda più per la simpatia del frontman che per le sue doti musicali.

Mancano venti minuti a mezzanotte, lunedì mattina abbiamo tutti la sveglia presto, ma la voglia di Locanda delle Fate prima della buonanotte non si può frenare. Arriviamo al palco verde che ancora c'è il soundcheck, a causa di boh, un guasto improvviso che costringe il cantante Leonardo Sasso a un eterno monolgo con il poco e stanco pubblico. Finalmente, ore 23:50 circa (un'ora abbondante di ritardo), il via al concerto. La magia delle note di questo gruppo non si può descrivere con parole umane. Sappiate solo che è stato questo il top assoluto dell'evento, di tutta la tre giorni. Strepitosi.

Purtroppo, non riesco a restare fino alla conclusione dello show. Lascio a mezzanotte e 35, sul finire delle note della title track Forse le Lucciole Non Si Amano Più, certo di essermi perso, per colpa di chi ha così mal organizzato la FIM 2014, una serie di emozioni progressive che forse non rivivrò mai più. Chiudo l'articolo con un applauso dovuto da fare ai fonici, molto bravi a tarare i suoni di ognuno di questi artisti, alla Black Widow Records che ha lavorato per il Palco Verde e il festival prog, e alle stesse band, molto professionali anche di fronte alle mille disavventure di questa serata. Un buuuu! con fischi di cuore invece all'ente organizzativo della Fiera, che mi auguro si riscatterà già a partire dalla prossima edizione.

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3 commenti:

  1. E' stata una manifestazione bellissima… Unica non solo in Liguria ma in tutta Italia. Io personalmente mi sono divertita tantissimo. La consiglio a tutti!

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  2. Se posso dire la mia, è stata una manifestazione molto ben curata sotto ogni punto di vista. 700 Performance live in 3 giorni sono davvero tante e non si può dare addosso così agli organizzatori di una manifestazione per i ritardi dei concerti… Invito il collega Iacopo Mezzano, che ha scritto questo articolo così distruttivo, a vedere la manifestazione come un evento culturale e soprattutto come una "Fiera della Musica" quale realmente è, non come un Festival Rock come è stata descritta in questo articolo. Qui non si parla di eventi come i 60 seminari, il Meet The Music che ha coinvolto 25 discografici, il FIM on Air con oltre 30 emittenti radiofoniche presenti, la partecipazione di orchestre sinfoniche, i FIM Awards che hanno visto alternarsi sul palco artisti pop internazionali e ospiti quali Mara Maionchi, Colin Norfield (Tecnico del Suono dei Pink Floyd), Eddie Kramer (Produttore di Jimi Hendrix) e tanti altri mostri sacri della discografica mondiale.
    Un evento mai visto in Italia e soprattutto in Liguria che deve assolutamente continuare e crescere.

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  3. vero anche questo, la mia recensione è stata più concentrata sui concerti che sul resto. Ma il rispetto degli orari deve essere una priorità, concedimi ancora questo appunto. Credo sia meglio ridurre il numero degli invitati allora, che avere poco rispetto degli artisti e dei loro fans..

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