Eternal Silence - Intervista

Rock-Metal-Essence.com ha scambiato oggi due chiacchere con gli Eternal Silence, una giovane formazione symphonic metal della provincia di Varese che ha da poco pubblicato il suo disco di debutto, intitolato Raw Poetry.

Per gli interessati, qui il link alla nostra recensione dell'album.

Benvenuti! Prima di tutto, per favore presentatevi ai nostri lettori.

Ciao a tutti e grazie per ospitarci su Rock Metal Essence! Sono Alberto, chitarrista e fondatore degli Eternal Silence. Siamo una band Symphonic Metal della provincia di Varese, e abbiamo recentemente pubblicato il nostro album di debutto per l'etichetta Underground Symphony. Gli altri membri del gruppo sono Marika la cantante, Davide alla chitarra , Alessio il bassista e Davide alla batteria.

Come è nato il gruppo Eternal Silence?

Siamo nati nel 2008 da un'idea mia e di Marika. Inizialmente proponevamo cover di band come i Nightwish, gli Epica e i Within Temptation. Con il tempo ci siamo concentrati sulla nostra musica e sul comporre i nostri brani.

Quali sono le vostre principali influenze musicali?

Avere iniziato come cover band Symphonic Metal ci ha sicuramente influenzati verso questo stile musicale. Ognuno di noi ha però gusti musicali molto diversi e questo contribuisce ad arricchire il nostro sound. Nel nostro album si può sentire Power Metal, Trash, Gothic e musica classica.

Come nascono generalmente le vostre canzoni?

Il più delle volte da un'idea di uno di noi che propone un riff o un pezzo completo. In sala prove lo sviluppiamo e lo facciamo nostro, ognuno mette del suo finché la canzone non ci soddisfa. Puntiamo molto perché sia un processo collettivo che dia spazio alla personalità e allo stile di ciascuno di noi.

Raw Poetry, il vostro album d'esordio, è uscito da qualche mese. Come è stato recepito dal pubblico e dai fans? Siete soddisfatti del vostro lavoro?

Siamo molto soddisfatti di come è venuto il disco! Anche il pubblico e la critica lo hanno accolto positivamente. È bello sentire come non solo i fans di vecchia data lo apprezzino, ma anche persone sconosciute e lontane geograficamente amano i nostri pezzi e ci fanno sentire il loro supporto.

Quale credete sia l'ingrediente principale della vostra musica, che vi ha permesso di essere ben accolti fin da subito dalla critica del settore?

Penso sia la varietà delle composizioni, il fatto che Raw Poetry pur essendo un album abbastanza lungo riesca a non stancare l'ascoltatore. Quando componiamo un pezzo cerchiamo sempre di fare un passo indietro, di “guardare” il brano nel suo insieme, di metterci dalla parte di chi ci ascolterà e di creare qualcosa che possa incuriosire e attrarre senza cadere nello scontato e nel banale.

State già componendo nuove canzoni? Avete un nuovo album in cantiere?

Abbiamo già parecchia carne al fuoco, ma non abbiamo ancora pianificato le registrazioni o un'ipotetica data di uscita. Vogliamo prenderci il tempo che ci serve per fare il miglior album possibile e sono sicuro che il risultato ripagherà qualsiasi attesa.

Ad oggi, quale è stato il vostro più bel concerto, e perché?

È difficile scegliere. Ogni concerto ha una sua personalità, data dal calore del pubblico, dal locale, dall'affiatamento della band. È capitato di suonare in piccoli locali, magari anche davanti a poche persone ma di sentire un'energia e un calore che hanno reso quella serata memorabile.

Tra tutte le nazioni e i festival, dove vi piacerebbe suonare un giorno?

Rispondere il Waken Open Air sarebbe scontato, ma è sicuramente il più grande evento per quanto riguarda il metal e poterci suonare significherebbe una consacrazione che penso sia il sogno di qualsiasi band.

Quali sono state le più grandi difficoltà che avete incontrato nel tentativo di emergere come formazione?

Sicuramente è difficile riuscire a portare la propria musica dal vivo quando non si ha ancora un nome. Si vedono spesso locali che puntano a proporre cover band o tributi penalizzando chi propone pezzi propri. Purtroppo è quello che la maggior parte del pubblico chiede.

Prima di concludere, cosa ne pensate della scena musicale italiana?

Il panorama musicale italiano ha sicuramente elementi di spicco e musicisti eccellenti. Penso che il fenomeno dei talent negli ultimi anni abbia cambiato radicalmente il contesto in cui chi vuole fare musica può presentarsi, non voglio condannare i talent ma solo dire che il vero valore di un'artista si vede alla prova dei fatti. Per quanto riguarda il metal italiano nello specifico ho l'impressione che nel nostro paese sia purtroppo trascurato e vittima di pregiudizi. All'estero è sicuramente più apprezzato dalle masse e considerato meno un genere di nicchia.

E' stato un piacere parlare con voi. Chiudete l'intervista come meglio volete!

Grazie mille di averci concesso questo spazio e per quello che fate per i gruppi emergenti come noi. Seguiteci sui nostri social per rimanere aggiornati sulle date dei prossimi concerti. Non dimenticate di procurarvi la vostra copia di Raw Poetry e farci sapere cosa ne pensate!

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