Emilio De Biase - Interplanetary Voyage Aboard A Six Strings - Recensione

Artista: Emilio De Biase
Titolo: Interplanetary Voyage Aboard A Six Strings
Genere: Rock / Metal Strumentale / Fusion / Prog
Anno di uscita: 2014
Provenienza: ITA
Etichetta: Videoradio
Voto: 80/100

Emilio De Biase nasce nel 1976 a San Giovanni Rotondo, inizia a studiare chitarra a 14 anni, e tre anni più tardi si iscrive al Conservatorio. Oggi il chitarrista pubblica via Videoradio il suo primo album solista: Interplanetary Voyage Aboard A Six Strings.

Pefettamente bilanciato tra metal, rock, progressive e fusion, questo ottimo debutto non mette in luce soltanto l'ampio bagaglio tecnico dell'artista, frutto di anni e anni di prove e sacrificio, ma anche la sua incredibile ispirazione in fase di scruttura. Quest'ultimo aspetto porta il musicista a comporre undici canzoni strumentali molto differenti tra di loro e capaci di abbracciare tutta la gamma di influenze che hanno portato De Biase ad abbracciare questo genere e questo tipo di composizioni. Il mistero, le sensazioni e le atmosfere del cosmo vengono qui perfettamente risvegliate e rioprodotte nel linguaggio musicale, attraverso una chitarra posta in primissimo piano dal curato lavoro di produzione in studio, e a un'ampia gamma di suoni e di groove data dal resto degli strumenti.

The Bearers of humanity, che apre il platter, indirizza fin da subito sul percorso stilistico del disco, muovendosi a metà tra progressive metal e fusion. Olber’s paradox è un pezzo dalle tinte blues, notturno e ricco di sfumature, The eternal wandering una traccia che lascia ampio spazio alle tastiere a duettare con la chitarra, Memories of life un episodio più melodico e carico di emozioni. Segue il viaggio spaziale di The milky way’s hungry monster e la ballata rock di One night of Emotions, prima di Inevitable milkomeda, cavalcata progressiva di grande intensità, e A nice trip in a time machine, composizione dalle tinte anni ottanta. Infine, Aidil’s sky, nuova ballata dalle tinte epiche, The mission keplar, che sfocia nei confini dell'hard rock, e la conclusiva The three super-earths, chiudono un album indirizzato non solo ai musicisti dal palato fine, ma anche agli ascoltatori meno abituati allo strumentale, che godranno qui della carica e delle emozioni che questi pezzi sanno in loro risvegliare.

TRACKLIST

1. The Bearers of Humanity
2. Olber's Paradox
3. The Eternal Wandering
4. Memories of Life
5. The Milky Way's Hungry Monster
6. One Night of Emotions
7. Inevitable Milkomeda
8. ... A Nice Trip in a Time Machine
9. Aidil's Sky
10. The Mission Kepler
11. The Three Super-Earths

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https://www.facebook.com/emilio.debiase

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