Sonata Arctica - Pariah's Child - Recensione

Artista: Sonata Arctica
Titolo: Pariah's Child
Genere: Power Metal / Melodic Metal
Anno di uscita: 2014
Provenienza: FIN
Etichetta: Nuclear Blast
Voto: 86/100

Due anni dopo il bel Stones Grow Her Name (2012), i Sonata Arctica ritornano nei negozi sul finire del marzo 2014 con un nuovo album, Pariah's Child, promettendoci il ritorno delle loro più antiche sonorità power/melodic metal.

Tra il clamore generale (e l'emozione di chi scrive), Tony Kakko e soci hanno realmente mantenuto le loro promesse, dando vita a un platter dominato da ritmiche e chitarre speed e melodiche di eccezionale appeal, in una release che riporta immediatamente il gruppo ai fasti e alla qualità musicale di una decina di anni fa. Sembra realmente di ascoltare un nuovo Silence, per come la band affronta il genere power con ampio uso di melodie e stupende tastiere, ma soprattutto per come il tutto (ma soprattutto la batteria) torna ad essere aggressivo e strettamente metal. Paradossalmente, fatta eccezione per la sola Love, mancano qui i tipici lenti a cui ci ha abituato il gruppo, sostituiti da una serie di tracce ipermelodiche e ai limiti del mid-tempo di incredibile intensità emotiva ed emozionale. Insomma, i Sonata Arctica si sono tolti di dosso pian piano, disco dopo disco, un po' di ruggine accumulata negli anni, tornando a brillare tutti quanti (dalla chitarra di Viljanen alla stupenda voce di Kakko) di luce luminosissima.

Così, solido della solita produzione da major della Nuclear Blast, Pariah's Child si impossesserà dei cuori dei fans già al suo pronti via, con quel singolo a titolo The Wolves Die Young che abbiamo imparato già ad amare, e che ben sintetizza gli sforzi fatti dal gruppo verso un songwriting d'eccezione. Incredibile poi la rapidità esecutiva di Running Lights, subito seguita da una atomica Take One Breath, in perfetto stile Winterheart's Guild, e dall'altra hit che già conosciamo, la compattissima e roboante Cloud Factory. Onore al merito anche per Blood e il suo ottimo ritornello melodico, per poi tremare di fronte a uno dei migliori pezzi di sempre di questa formazione, What Did You Do in the War, Dad?, che alterna con precisone certosina rallentamenti e accelerazioni, guidata da un Kakko sugli scudi per forza interpretativa. Senza dubbio bene infine Half a Marathon Man e la particolare X Marks the Spot, a tratti recitata, per tornare a Love e alle sue emozioni rosse e calde, sprigionate da un testo semplice, ma efficace. Chiude un altro pezzo da novanta, Larger Than Life, lunga traccia di 10 minuti farcita di orchestrazioni in puro stile Sonata Arctica.. ma a questo punto.. serve davvero aggiungere altro? No, non credo. Discone davvero, senza eccezioni. 

TRACKLIST

1. The Wolves Die Young
2. Running Lights
3. Take One Breath
4. Cloud Factory
5. Blood
6. What Did You Do in the War, Dad?
7. Half a Marathon Man
8. X Marks the Spot
9. Love
10. Larger Than Life

FORMAZIONE

Tony Kakko - Voce
Elias Viljanen -
Chitarra
Marko Paasikoski -
Basso
Tommy Portimo
- Batteria
Henrik Klingenberg -
Tastiere

CONTATTI

http://www.sonataarctica.info
http://www.nuclearblast.de

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