Chris Reifert (Autopsy) - Intervista

Ci sono musicisti che non hanno bisogno di lunghe presentazioni ad accompagnarli, perchè basta il loro nome per accendere nell'immaginario di chi ascolta, e in questo caso di chi legge, milioni e milioni di emozioni, sensazioni, ricordi..

Se si dice death metal, horror, doom, gore, si pensa nove su dieci ai Death, o agli Autopsy: quindi a Chris Reifert. Con questo pionieristico batterista, e cantante, RME.com ha oggi avuto l'esclusiva possibilità di parlare, anche in virtù dell'uscita del nuovo album dei suoi Autopsy: Tourniquets, Hacksaws & Graves

Benvenuto Chris Reifert! E' un onore averti qui sulle pagine di Rock Metal Essence.com.

E' impossibile non associare il tuo nome a quello dei pionieri del death metal. Per questo vorrei iniziare la mia intervista parlando degli inizi della tua carriera. Come è nata in te la passione per la musica e quando hai deciso che saresti diventato un musicista?

Mi sono trovato immerso nella musica sin quando possa ricordarmi. I miei genitori erano grandi fans della musica e anche musicisti. A casa c'era sempre qualcosa che suonava allo stereo, fossero i The Beatles, Beethoven, il più differente materiale folk o bluegrass, qualsiasi cosa. Ripensandoci, era bello ascoltare tutto ciò così da piccolo...ha tenuto la mia mente aperta per tutti i tipi di suoni del mondo. Il massimo per me fu scoprire i KISS, come tante persone della mia età. Era il 1978 e quando vidi le pubblicità alla TV che segnalavano l'uscita degli album solisti, questo ebbe su di me un impatto enorme, ancora prima di aver ascoltato gli album. Sapevo solo che era roba per me! Da allora, diventai sempre più affamato di musica e ancora musica, e ciò è andato avanti fino ad oggi. Questo punto, e il fatto che i miei genitori mi incoraggiarono a suonare la batteria, preparò la via a quello che sarebbe stato, per cose migliori o peggiori. Haha!

"Scream Bloody Gore" dei Death è considerato come uno dei primi album death metal della storia, se non il primo. Prima di chiederti qualcosa su questo disco seminale, vorrei sapere come entrasti nei Death e se hai suonato in altre formazioni prima di allora.

Feci parte di un paio di altre band prima di entrare nei Death. C'è qualche demo e qualche concerto suonato, ma l'ingresso nei Death portò le cose ad un altro livello. Entrai nel gruppo quando un amico che lavorava a una radio locale mi disse che Chuck (Schuldiner, leader dei Death, ndr) viveva vicino a me e stava cercando musicisti per i Death attraverso annunci in radio. Avevo già collezionato i demo dei Mantas/Death, quindi mi sembro una bella cosa! Ottenni il numero di Chuck e gli telefonai. Ci trovammo subito in sintonia e mi invitò dove abitava per conoscerci e parlare di un po' di cose. Prima ancora di suonare qualcosa assieme, ottenni il posto discutendo di metal e suonando uno o due dei pezzi che avevo registrato. Da allora, fui pronto e arruolato.

Eccoci allora a "Scream Bloody Gore". Che ruolo hai avuto nelle registrazioni di questo disco e come è stato lavorare con un musicista come Chuck Schuldiner?

Suonai la batteria e solo quello, ma fu abbastanza. Farlo fu come un sogno divenuto realtà. Dopo tutto, ero riuscito ad entrare in una band di cui ero fan e stavo registrando con loro il debut album! Lavorare con Chuck fu grandioso. Ci divertimmo molto e facemmo una musica brutalmente potente. Eravamo dei ragazzini e dei cari amici al tempo, quindi l'intera cosa fu una figata in generale.

L'album contiene dieci brani incredibili! Quali band vi hanno ispirato nella stesura del disco?

Ogni traccia di SBG è stata scritta da Chuck, quindi non posso dirti cosa passò nella sua testa quando si impegnò nella stesura di quel materiale. Posso solo dire che quelli sono dei fottuti classici e delle canzoni senza tempo, e che è stato un genuino brivido registrarle.

La tua avventura con i Death non è però durata a lungo. Perchè lasciasti la band? Sei rimasto in buoni rapporti con Chuck?

No, è durata giusto un anno circa in totale. Lasciai la band quando Chuck decise di ritornare in Florida. Ricevetti l'invito di seguirlo e di restare nella band, ma il mio cuore appartiene da sempre alla California, quindi decisi di rimanere a casa per pensare un modo di iniziare una nuova death metal band, che è poi quello che effettivamente feci. Io e Chuck rimanemmo amici e ogni tanto andai a casa sua per una visita dopo aver lasciato i Death, per poi ricontrarci un paio di altre volte ai concerti. Gli parlai per l'ultima volta al telefono poco prima che morisse. Sono orgoglioso di aver potuto fare quell'ultima chiacchierata con lui, anche se fu breve.....chiaramente non stava bene. Ma cercammo di scherzare e parlare di musica per un momento, ad ogni modo. E' stato un modo amichevole ma anche triste per finire le cose.

Dopo la separazione con i Death fondasti gli Autopsy nel 1987 assieme a Eric Cutler e Danny Coralles. Qui, oltre che suonare la batteria, canti. Ti parla uno che non è in grado ne di suonare, ne di cantare, ma che ha provato a fare entrambe le cose. E mi domando: ma in un genere come il death metal, non è estremamente complicato suonare la batteria e cantare? Come ti sei esercitato per riuscirci?

Cantare mentre suono la batteria è semplicemente una cosa che mi sono ritrovato a fare. Haha! Volevamo trovare una persona che si occupasse delle parti vocali, ma la scelta non portò da nessuna parte in breve tempo, quindi dovemmo inventarci qualcosa. Eric e io avevamo intenzione entrambi di cantare, ma lui mi disse presto che preferiva suonare la chitarra e basta. Imparai abbastanza velocemente. Nessuna tecnica speciale, solo tanto vecchio esercizio, come tutto il resto. Eric alla fine finì a cantare anche lui su un po' di tracce, quindi tutto andò alla grande.

Severed Survival (1989) e Mental Funeral (1991) sono considerati i più importanti album della discografica degli Autopsy. Quale tra questi è il tuo preferito e quali sono secondo te le differenze tra i due?

Non posso scegliere un mio preferito, onestamente. Adoro tutti i nostri album. In ognuno di essi abbiamo messo tutto il nostro sangue, il cuore e l'anima, quindi sono tutti importanti nel loro unico modo. Le differenze, lasciamo che le decidano gli ascoltatori. Preferisco sentire se l'atmosfera è quella giusta e godermi il nostro lavoro di tanti secoli fa. Haha!

Dopo altri due album e alcuni esperimenti nel panorama hardcore e grindcore, gli Autopsy si divisero nel 1995, e tu e Coralles vi dedicaste a un nuovo progetto, gli Abscess. Perchè la band si sciolse?

Onestamente non sento elementi grindcore/hardcore i quei dischi, come invece altre persone. Per me è soltanto death metal. Ad ogni modo, fu credo il tour USA del '93 che uccise la band. Non c'era più divertimento e non ci stavamo trovando bene assieme come necessario. Danny ed io fondammo gli Abscess come nostra nuova band, non come un side project, e durò per 15 anni circa. E poi rieccoci oggi a suonare come Autopsy. E' strano come vanno le cose certe volte.

Dopo 10 e più anni di successo con gli Abscess, riuniste gli Autopsy. Come nacque questa opportunità?

Come dicevo, gli Abscess andarono bene per 15 anni. Davvero molto tempo. Per la reunion degli Autopsy, quello che ridiede vita al tutto fu il suonare al Maryland Deathfest del 2010. All'inizio non avevamo piani di portare avanti la cosa, ma successivamente fummo ingaggiati dal Party San in Germania e dall'Hole in the Sky norvegese, e nuove idee per le canzoni iniziarono così a venir fuori davvero in quantità.

Eccoci così al tuo ultimo album, Tourniquets, Hacksaws & Graves, che sarà disponibile nei negozi nell'aprile 2014. Una nuova grande dose di old-school death metal in arrivo per i vostri fans? Come descriveresti questo album ai lettori?

Si, è certamente una registrazione death metal. E' quello che ti aspetteresti da un disco degli Autopsy, spero. Haha! E' heavy, brutto, rumoroso, brutale, vorticoso, demenziale e oscuro. Di che altro avete bisogno, eh?

Ci saranno anche nel nuovo album quei magici rallentamenti doom che sono tipici delle vostre canzoni? Hai mai pensato di lavorare su un progetto doom o su un album dello stesso genere, in particolare dopo la tua prestazione con i Cathedral nel loro disco 'Damned from Cathedral'?

Tourniquets, Hacksaws and Graves avrà certamente una bella dose di doom al suo interno, come avrà parti più veloci e mid tempo. Cerchiamo di mantenere una certa varietà in ogni album e crediamo che sia proprio questo che fa funzionare gli Autopsy. Ma soprattutto, il songwriting deve essere ben ragionato, con riff che suonano bene assieme, sia quando la canzone è lenta, o veloce, o altro. E no, non sento la necessità di iniziare un nuovo progetto per suonare più doom. Ce n'è in abbondanza negli Autopsy, quindi sono soddisfatto in questo senso. I Cathedral....grandissima band. Adoro davvero i loro dischi. Loro sanno bene come scrivere canzoni heavy e doomy senza mai essere noiosi. C'è molto di più dietro ai loro lenti colpi di batteria.

Suonerai in Italia con gli Autopsy? Cosa vorresti dire ai tuoi fans italiani?

Non c'è nulla di confermato al momento, ma vediamo che succederà. Per adesso godetevi il nuovo album. E siate certi di metterlo su rumoroso come l'inferno sanguinario! Per i fans italiani degli Autopsy, un immenso grazie a tutti voi! Grazie per il supporto e spero di incontrarvi un giorno!

So che sei un amante dei film dell'orrore. Quali sono i tuoi film preferiti, e qual è il tuo pensiero sul compianto regista (e pioniere) Lucio Fulci?

Il materiale di Fulci è uno dei miei preferiti in assoluto. Zombie, Paura Nella Città dei Morti Viventi, ...E Tu Vivrai Nel Terrore! L'Aldilà, Quella Villa Accanto Al Cimitero, Lo Squartatore di New York, etc....non si possono davvero battere! Amo anche i titoli Universal e Hammer. Non mi stanco mai di loro. Hanno un'atmosfera che tutti i CGI gore nel mondo non possono neppure avvicinare.

Che consiglio daresti ai un giovane musicista che cerca di trovare il suo spazio nell'industria musicale?

Se stiamo parlando di Death Metal, suonalo perché vuoi davvero farlo. Questa è la cosa fondamentale. Suonalo perché senti che è eccitante e perché ti trasporta in un altro mondo che vuoi visitare ancora, e ancora, e ancora.

Infine, cosa ne pensi del mercato musicale odierno? In cosa è differente da quello passato?

La maggiore differenza è certamente internet. Tutti oggi vogliono poter avere ogni album sulla terra gratis e troppe persone pensano di essere autorizzate in questo perchè è possibile accaparrarsi tutto da un qualsiasi sito di sharing online o simili. Questo rende sempre più difficile vendere i dischi fisici, ma ehi, questo rende anche il nostro lavoro molto più difficile, perché dobbiamo creare qualcosa che davvero volete avere in collezione invece che solo scaricato gratis da qualche parte e poi dimenticato nel giro di qualche settimana.

Grazie davvero per questa chiacchierata. Se c'è qualcosa che vuoi aggiungere, sentiti libero di farlo!

Grazie a voi per averci dedicato il vostro tempo. Saluti, grazie e ascotlate Tourniquets, Hacksaws and Graves!!!


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