Overland - Epic - Recensione

Artista: Overland
Titolo: Epic
Genere: AOR
Provenienza: UK
Anno di uscita: 2014
Etichetta: Escape Music
Voto: 100/100

"Bello questo moderno revival del rock anni ottanta, peccato che i livelli di un tempo siano ormai irraggiungibili", "Si va beh, qualche buon dischetto AOR sta uscendo di recente, niente però in confronto ai classici", "Eh, di certo X è un album piacevole, ma vuoi mettere il loro primo album Y?! Sai, era l'86, anno irripetibile quello..", e ancora: "Mah, guarda, non so proprio come faccia a piacere alla gente questo sound, queste produzioni fredde e così lontane dalla cura di un tempo. Non ci sono più i dischi di una volta..". Ah, quanta gente che il 21 febbraio 2014 dovrà ricredersi e rimangiarsi ognuna di queste parole.

E' con estrema gioia che annuncio infatti che in quella data sarà distribuito nei negozi in tutto il mondo il primo, assoluto, indiscutibile album capolavoro del nuovo millennio di musica rock melodica: sto ovviamente parlando di Epic, nuova creatura solista di un certo Steve Overland (FM), qui al lavoro con il maestro Mike Slamer (Seventh Key, sul disco in veste di collaboratore, musicista, produttore e tutto fare) e con Christian Wolff (Rob Moratti) su una produzione che segnerà il vero nuovo anno zero della musica adult oriented rock.

Per farvi capire il perchè del mio smisurato entusiasmo basta questa affermazione: Epic segna il ritorno del perfetto sound FM. Si. Avete presente quel gioiello di Tought It Out (1989)? Ecco, questo disco è esattamente su quel livello, è perfettamente figlio di quel sound, è il grande ritorno delle immortali tastiere ad accompagnare quella che è oggi la migliore voce di questo genere. Ed è paradossale che questo traguardo sia raggiunto dall'album solista di questo cantante (scritto tra l'altro assieme a due fenomeni di compositori che però non fanno in alcun modo parte della storia leggendaria degli FM) e non con la stessa sovracitata band madre dell'artista, già da tempo riunita. Vai a capire a volte come vanno le cose..

Resta il fatto che, pigiato il tasto play, non potrete credere alle vostre orecchie, trovandovi immersi in quel perfetto sound bollente e radiofonico di un tempo. Refrain da urlo, le chitarre maschie di Wolff a servizio della melodia, un tappeto di tastiere di una profondità pazzesca, un groove da antologia e la solta gigantesca timbrica di Overland si combineranno assieme, e il tutto sarà sigillato nella storia da suoni nitidi e corposi, frutto del perfetto lavoro in regia di Slamer. Ah, dimenticavo di incensare uno dei più bei songwriting di trenta e passa anni di storia del genere! Ma non è che questro team di musicisti ha lavorato assieme da sempre e non ce ne siamo mai accorti?! Mistero.

Chiudiamo parlando della tracklist? Si dai, ma in breve, così da non dirvi troppo e scemare l'effetto sorpresa. Radio Radio è una opener radio-friendly di una raffinatezza unica, semplicemente l'inno dell'AOR perfetto. If Looks Could Kill poggia solida su un refrain da urlo, e Stranded amplifica l'energia per arrivare pronti al grande hard rock di Rags to Riches, granitico. Potrei parlare per ore di Liberate My Heart, mid-tempo notturna dal testo magnifico e dalle emozioni a fior di pelle, alla mia personale posizione numero due nelle composizioni top di Epic, ma passerò oltre per evidenziare il gusto sopraffino di un'altra traccia da podio, Down Comes The Night. Cinque secondi di tastiere, e avete già capito perchè non smetterei mai di ascoltare questa traccia.

Non è però ancora finita qui: alla #1 del mio indice di gradimento c'è If Your Heart's Not In It, perfetto punto di incontro tra presente e passato del genere, con un Overland sugli scudi e una serie di arrangiamenti da lacrime agli occhi. Sentita questa canzone penserete: va beh, chiudo qui che tutto è già ormai stato scritto. Sbagliato! Vi perdereste l'efficacia rock di Rock Me, il magico ritornello di So This Is Love, l'ariosità di Wild. E no, non ho dimenticato The End Of The Road, traccia che consacra al suo interno tutta la qualità e la bravura di questi musicisti, sigillando questo capolavoro con un nuovo esempio di songwriting cangiante, da manuale.

Come concludere dunque questa mia recensione? In nessun altro modo se non dicendo che Epic è un album (epico, va là!!) che merita di essere riconosciuto come uno dei più grandi dischi della storia intera dell'AOR. Non esiste critica negativa su un lavoro come questo, non può seriamente essere concepita. Pena? La sordità eterna.

TRACKLIST

1- Radio Radio
2- If Looks Could kill
3- Stranded
4- Rags To Riches
5- Liberate My Heart
6- Down Comes The Night
7- If Your Heart's Not In It
8- Rock Me
9- So This Is Love
10- Wild
11- The End Of The Road

CONTATTI

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2 commenti:

  1. Wow, grande recensione !
    Anch'io rimasto fulminato dalla bellezza di quest'album(beh dai samples per ora), sopratutto dalla commovente LiberateMyHeart, la Rodgersiana RockMe da spararsi a palla, eh !

    -Ti chiedo una cosa: ma l'ultima canzone che fine ha fatto "TimeForLettingGo" ? L'hanno tolta dall'album ?

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  2. non figurava più nel promo arrivatoci. Forse è una bonus.

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