Intervista a Ghigo Renzulli (Litfiba)

Durante una (meritata) pausa dai numerosi recenti impegni con i Litfiba, siamo riusciti a scambiare quattro chiacchiere con il loro leader e fondatore Ghigo Renzulli, con il quale abbiamo trattato i più disparati argomenti, a partire dai suoi esordi musicali fino al suo rapporto con le nuove tecnologie applicate alla musica.


Ciao Ghigo! E’ un vero onore poterti intervistare per conto di Rock & Metal Essence!

Accidenti… e’ un piacere anche mio…

Da giovane, hai vissuto due anni a Londra, in piena epoca punk / new wave. Quanto è stata determinante questa esperienza di vita per la tua crescita musicale?

Direi importantissima… Londra in quel periodo era in pieno fermento... C’era musica dappertutto, voglia di ribellione e di aria nuova… e io, chiaramente, ho assorbito come una spugna tutta questa energia che ha influito pesantemente sulla mia crescita e formazione musicale…

Tornato in Italia, a Firenze, hai fondato, insieme a Raf, i Cafè Caracas. Ci puoi raccontare qualcosa di questa band?

La mia prima band veramente seria… avevo da poco tempo finito di costruire la mia sala prove in via de’ Bardi 32… fu il nostro luogo di culto e ci portò fortuna fino alla fine della band, avvenuta per divergenze musicali e qualcos'altro... ahahah… Suonavamo in maniera istintiva e la band si impose subito nel panorama underground dell’epoca, avevamo un tiro della Madonna e non si passava inosservati…

Tra l’altro, con i Cafè Caracas, hai aperto il concerto dei Clash a Bologna. Ci puoi raccontare questa esperienza? Com’è stato il rapporto con la band inglese?

Ahahaha… semplice, non c’è stato alcun rapporto… li ho visti solo sul palco… anzi, i tecnici si sono divertiti a fare gli stronzetti con noi, chiudendoci ed aprendoci i monitor a loro gusto… loro erano le star internazionali e noi il gruppetto extra comunitario sfigato di spalla… imposto a loro dall'organizzazione italiana e dalla Italian Records. Comunque, anche I fan italiani dei Clash non hanno gradito la nostra presenza… “Chi sono questi???”, “E I Clash???”, “Che palle!!!”. Ci hanno tirato sul palco tutto quello che avevano a disposizione… verso la fine dell'esibizione ruppi una corda, la levai e la gettai sotto il palco nella gente… la prese al volo un punk con la cresta rossa, ci fece subito un piccolo cappio e mi fece il gesto eloquente di andarmi ad impiccare… ahahahah…

C’è la possibilità, in futuro, che venga pubblicata qualche registrazione di questa band?

Non penso… ho diffuso un brano inedito (“Rasta way”) poco tempo fa, dopo aver passato due ore nel mio studio a equalizzarlo e a comprimerlo per renderlo ascoltabile (E’ presente sul mio Blog GRFC), magari ne posterò un altro, solo se venuto bene. Ho sentito Raf poco tempo fa, prima che si trasferisse in Florida con tutta la famiglia… per farlo dovremmo essere d’accordo tutti e due. Lui è molto più perfezionista di me ed ha acquisito un gusto prettamente pop ed io, invece, apprezzo di più l'energia rock di quelle registrazioni, anche se non sono perfette, ben suonate, ben cantate e ben registrate. Ci consideravano i Police italiani e devo dire che le influenze dei Police si sentono pesantemente in quelle registrazioni.

Cambiando argomento, volevo chiederti qualcosa in merito al tuo rapporto con il mezzo internet. Mi sembra che tu lo utilizzi in modo molto diretto ed in prima persona, per avere un filo diretto con i fans, tramite la tua pagina Facebook ufficiale ed il tuo blog.

Proprio così, quando posso mi piace dialogare personalmente con tutti sul mio FB e non mi piace che i miei collaboratori lo facciano per me; se sono fuori o in tour, magari dò delle direttive su cosa postare e mando il commento o eventuali foto per email… a volte faccio postare da loro, che sono più bravi e tecnici di me, le cose molto pesanti e difficili da mettere, tipo video inediti, ecc., ma nei dialoghi sono sempre io a parlare. Il blog, invece, è gestito da altri miei collaboratori, che ringrazio per la loro competenza e dedizione, a cui sto inviando piano piano materiale inedito in mio possesso per incrementare quello che loro hanno già, e che uscirà chiaramente a piccole dosi, così che il blog con il tempo diventi sempre più completo, ricco, informato ed interessante. Sto fornendo anche materiale che è già presente in rete o su YouTube, ma con la differenza che io lo fornisco ai miei collaboratori in qualità decisamente superiore.

Tramite questi canali condividi i tuo pensieri, i tuoi brani musicali preferiti ed anche materiale inedito proveniente dai tuoi archivi personali. Da dove è nata questa idea?

Mi sa che un pò ti ho già risposto nella domanda precedente… Le idee vengono di comune accordo dialogando tra di noi… Il blog invece mi è stato proposto dal suo gestore e ideatore principale ed io ho accettato di buon grado e, nei limiti del possibile, contribuisco con lui a prendere le scelte stilistiche giuste.

Esiste molto tuo materiale inedito? Di che cosa si tratta: demo, live, brani finiti? Stante il responso positivo dei fans a questa iniziativa, pensi di pubblicare questo materiale in forma ufficiale, in futuro?

Ho tanto materiale, ma non si può pubblicare tutto, per certe cose ci vuole anche il consenso di Piero (NDR Pelù) o delle case discografiche proprietarie del materiale (anche se fuori catalogo, stampato solo su VHS ed introvabile da anni). Per ora pubblico solo le cose di cui sono ufficialmente proprietario, tipo i filmati girati da me o quelli acquisiti o quelle che si trovano già in rete, ma che io fornisco in qualità superiore, senza scritte di sponsor o emittenti televisive. Arriverò, forse, a mettere in circolazione gratuitamente anche i brani inediti dei vecchi Litfiba che già circolano nel mercato del collezionismo e che vengono venduti da strozzini a prezzi ignobili, solo per stroncare questa mercificazione… ma ci devo pensare bene… mi dispiacerebbe in ogni caso per quelli che hanno pagato a caro prezzo queste registrazioni, perchè così facendo gliele deprezzerei… vedremo. Il Primo Marzo 2014 ci sarà a Sesto Fiorentino il “Litfiba Day” dove metterò a disposizione dell'organizzazione e verrà proiettato al pubblico il filmato originale di un'ora del Tour francese di “17 re” del 1987, girato e montato dal nostro fonico di palco, a cui chiesi personalmente una copia di VHS per me, e di cui solo io posseggo una copia digitale, dato che tempo fa l’ho riversata su DVD e HD prima che il tempo inesorabilmente deteriorasse il nastro originale … l’ho preso appena in tempo e la qualità è accettabile.

Come hai “digerito” la rivoluzione digitale nel mondo della musica? Ti sei convertito agli mp3 o sei rimasto fedele ai “vecchi” lp ed ai cd?

Ahahahah… Io di testa sono rimasto analogico, ma il mondo odierno mi costringe ad essere digitale… Tempo fa dialogavo con il gestore del vecchio sito Litfiba, Shark, grande esperto informatico che ora è diventato un cervello in fuga ed è entrato a lavorare alla “Tom Tom” ad Amsterdam… lui non sentiva assolutamente la differenza tra un CD e un MP3… ERESIA!!! Per me è plateale, trovo l’mp3 quasi inascoltabile per il mio gusto ed il mio orecchio musicale. Ultimamente, dato che scarico musica anche io ogni tanto (anche se continuo a comprare tantissimi CD), ho imparato, con un ottimo convertitore che ho comprato in rete (Switch, 30 euro circa), a convertire l’Mp3 in formato .Wav, prima di masterizzare un cd, e devo dire che si ottiene un netto miglioramento in qualità di immagine stereo e profondità di campo nei brani che scarichi dalla rete. Ma il cd è sempre meglio… meglio ancora sono le registrazioni degli studi di registrazione a 48,000/24 bit… infatti, ogni volta che si deve convertire a 44,100/16 bit per fare un nuovo cd, mi girano le palle per una settimana.

Avresti mai pensato che la saletta di via dei Bardi, a Firenze, sarebbe diventata una sorta di meta di pellegrinaggio da parte dei fans? E’ impressionante il numero di scritte e dediche che sono presenti sulla porta e sui muri.

E’vero!! Il bello è che i proprietari ogni tanto fanno ridipingere la facciata, ma dura poco, viene subito riempita nuovamente dalle nuove scritte e dediche… E oltretutto, scrivono anche sulle porte e facciate accanto, pensando che sia quella nostra, dato che il mitico numero civico è stato asportato… Ahahahah… la nostra porta è quella piccolina con la buca delle lettere ritagliata (grossolanamente da me) direttamente nella porta.

Che ricordi hai di quel luogo? E’ tanto che non ci vai?

Bello, suona benissimo, ma umido, umido, umido… quando pioveva molto, si allagava pure e ci potevi pescare le carpe… Ahahah… Ci sono stato ultimamente per un servizio fotografico insieme a Piero.

Quali sono gli artisti che hanno influenzato il tuo stile musicale?

Da un punto di vista chitarristico, io sono nato con il rock anni sessanta / settanta e, a parte i mostri sacri tipo Hendrix, Blackmore, Page, Iommi e co., ero particolarmente affezionato a John Cipollina dei Quicksilver Messenger Service ed a John Fogerty dei Creedence Clearwater Revival… ma durante gli anni mi sono evoluto, approfondendo il Punk, la New Wave, il Grunge e tanto altro…

Ascolti molta musica non tua durante la giornata? Che cosa, in particolare?

Si, continuo a comprare tanti cd e ad ascoltare tanta musica di generi molto vari… per me la cosa importante è che sia bella musica indipendentemente dal genere… passo dai dischi di Mark Lanegan o dei Pearl Jam alle colonne sonore di Henry Mancini o Nino Rota…

Cosa ne pensi della scena rock italiana?

Perchè, esiste una scena rock italiana? Ahahah… Scherzo, esiste!! Ma solo nell’underground e con grandi band, ma non nelle classifiche ufficiali dove al massimo è presente un pop rock abbastanza annacquato…

L’Italia, nel mondo del rock, è stata a lungo (e, forse, ancora è) malata di “esterofilia”. Tu hai suonato sovente fuori dai confini nazionali. Come è accolto il rock italiano all’estero?

Ti parlo per mia esperienza personale, con i Litfiba… Siamo sempre andati bene nei paesi di lingua francese, un pò meno in quelli di lingua tedesca, a parte la Svizzera tedesca, dove riempiamo sempre, discretamente in quelli di lingua spagnola… e per il resto, bah… nei paesi scandinavi non ci hanno mai cagato più di tanto, anche se abbiamo fatto il festival di Roskilde per ben due volte, ed in quelli anglosassoni non ci considerano minimamente… Il rock lo hanno inventato loro ed esistono solo loro (direi anche giustamente), al massimo accettano i tedeschi,... So che nel circuito metal ci sono meno paraocchi a riguardo, con tantissime band provenienti da ogni parte del mondo… Io ultimamente ho scaricato addirittura dischi molto belli di metal band cinesi e addirittura afghane…

Hai variato molto la strumentazione con cui suoni durante gli anni oppure sei affezionato alle stesse chitarre ed attrezzature?

Dice un vecchio detto che il primo amore non si scorda mai, e infatti, alla fine, io ritorno sempre al mio primo grande amore, la Fender Stratocaster… Ho diverse Gibson bellissime, ho PRS, ma alla fine la Stratocaster è quella che, quando la imbraccio, mi sento subito bene, e che traduce velocemente in note e con espressione quello che mi passa per la testa.

In una tua giornata tipo, quanto tempo dedichi alla chitarra, tra prove, composizione e quant’altro?

Dipende, non c’è una regola fissa, posso dedicarci 20 ore in un giorno, come niente… Comunque, cerco sempre, anche quando ho da fare altre cose, di suonare un pò, almeno un'ora tutti i giorni, per mantenere l’allenamento. In questo periodo sono in composizione nel mio studio e quindi suono molto.

Nell’ultimo periodo, in cui sei libero dai impegni relativi ai tour, ti sei dedicato alla composizione di nuovo materiale. Hai mai pensato a produrre qualcosa di esterno ai Litfiba, come un disco solista oppure un side project?

Finora no… nei Litfiba suono la mia musica e questo chiaramente mi gratifica decisamente. Ultimamente ho cominciato a sentire l'esigenza di qualcosa di esclusivamente strumentale, senza nessun cantante… vedremo… ci sto cominciando a pensare.

Sei noto per il tuo perfezionismo, sia in sala d’incisione che nei live. Che peso hanno, reciprocamente, la programmazione e l’improvvisamente nella tua musica?

Penso che ogni fase del nostro lavoro debba avere la sua prerogativa… concepisco la creazione di un brano esclusivamente con l'improvvisazione, poi, nella messa in bella copia, ci deve essere anche la programmazione, ma quando registri ti devi lasciar andare e non fare i compitini... Sembra facile, ma non lo è affatto. Nei live ci vuole la programmazione per mettere su lo spettacolo con professionalità, ma quando suoni dal vivo, ti devi lo stesso lasciare andare e fare in modo che ti possa divertire sul palco, perchè se non ti diverti te, non fai divertire neanche il pubblico… è uno dei capi saldi del nostro lavoro.

Siamo giunti alla conclusione! Grazie per il tempo che ci hai dedicato! A te l’ultima parola…

Mi sembra che ne ho dette già abbastanza... Ahahah… Ciao a tutti e a presto, Ghigo.


Si ringrazia Mauro Andreoni per la fotografia.



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