Kiara Laetitia - Intervista

Dopo due anni passati lontani dalle scene musicali, la cantante Kiara Laetitia (ex Skylark) è tornata a far parlar di se con la pubblicazione di un nuovo EP, Fight Now, primo lavoro solista della sua carriera.

Rock-Metal-Essence.com ha voluto cogliere la palla al balzo e dedicarsi a un'interessante intervista con questa affascinante e talentuosa musicista (ma anche scrittrice, modella e attrice) italiana, cercando di scoprire qualcosa di più sulle lavorazioni di Fight Now e sul contributo realizzativo al disco di David DeFeis dei Virgin Steele, ma anche sugli obiettivi artistici e professionali di Kiara. 

Ciao Kiara. Il 22 novembre è uscito nei negozi il tuo primo EP solista, Fight Now. Puoi raccontarci come è nata in te l'idea di questa nuova avventura?

Ciao! E grazie per quest’intervista! L’idea di un mio solista è nata in realtà nel 2005 a conclusione di un tour in Giappone, in tanti mi fecero questa proposta in Oriente, ma ero molto impegnata con Skylark e non mi sentivo ancora matura per il ‘gran passo’. Poi negli anni la voglia è tornata e terminata la mia avventura con Skylark ho iniziato a pensarci seriamente. In realtà un brano era già in cantiere ai tempi di Skylark – I’m Not God - e ne avevo parlato con Eddy, ma lui preferì non inserirlo in nessun album perché il songwriting si discostava molto da quello classico di Skylark. Credo avesse ragione.

Al tuo fianco la mano esperta di David DeFeis dei Virigin Steele. Come ti sei trovata a lavorare assieme a un'icona del metal come lui? Quali sono i più importanti consigli/spunti che ti ha fornito nella realizzazione dell'opera?

Mi sono trovata stra-bene! E’ stato tutto così spontaneo, semplice. Il fluire delle nostre menti creative in completa libertà. Oltre che un grande professionista David è una bellissima persona e l’atmosfera in studio era molto rilassata. Non nego all’inizio di aver avuto un po’ di timore reverenziale nei suoi confronti, David è uno dei miei cantanti e compositori preferiti, mi sono un po’ tremate le gambe quando mi sono trovata a cantare ‘Victory Is Mine’ dei Virgin Steele. Mentre registravo le voci pensavo: “Quando ho ascoltato questa song per la prima volta chi mai avrebbe pensato che mi sarei trovata a cantarla e registrarla di fronte a colui che l’ha scritta?!”
Ma poi la paura è passata, un po’ perché conosco David da 8 anni e un po’ perché lui è riuscito a creare quell’atmosfera rilassata in studio di cui ti ho parlato che mi ha messo immediatamente a mio agio. Ho imparato moltissimo durante quest’esperienza. David ha una conoscenza della musica sia teorica che pratica pazzesca, indispensabile per arrivare ai risultati di questo EP. La cosa bella poi è che lui non ha nessun problema a diffondere e regalare questa sua conoscenza, non ha per niente l’atteggiamento da star. Ha elargito consigli e suggerimenti a tutto tondo, dal songwriting alla gestione della parte business del far musica. Inoltre ha sottolineato l’importanza di essere indipendenti nel modo di creare l’arte e sono perfettamente d’accordo con lui.

Come descriveresti il disco ai lettori che non lo hanno ancora ascoltato?

‘Fight Now’ è un disco vero. Si discosta da tutto ciò che ho fatto fino ad ora in ambito musicale, ma mostra la vera me. E’ un lavoro grintoso ma allo stesso tempo melodico. Ha delle note dark e malinconiche, soprattutto in tracks come I’m Not God e Miss You Again, e altre più rock e positive come in Fight Now. E’ un disco vivo, sofferto tanto e vissuto, respirato, assaporato a 360°. Ci ho mangiato con questo lavoro, dormito, guardato le stelle. Credo anche che ogni song sia diversa l’una dall’altra ma con un filo conduttore comune e credo che tutte le tracce si adattino a più occasioni. Non mi piace etichettare la musica ma se dovessi farlo definirei per esempio I’m Not God come lounge-rock. Vedo questa song ascoltata in un locale con luci soffuse, mentre si assapora un buon whiskey. Fight Now secondo me è perfetta per dei viaggi in moto o macchina (ma occhio all’accelleratore ahahah). Miss You Again è nata mentre guardavo le stelle e quindi la vedo in una situazione del genere o a casa. L’EP fa sognare, fa piangere e dà la carica. Poi a me preme molto anche il messaggio delle varie song. Ho sempre sostenuto che il cantante fosse un messaggero con in mano un’arma potentissima, la parola veicolata dalla musica ed è innegabile che le canzoni possano cambiare delle vite. Almeno per me è stato così. Fight Now, per esempio, ha un messaggio molto forte: parto da considerazioni sulla vita superficiale che non da’ nulla, dove il vuoto mi fa da madre (“Emptiness was mother to my heart” – secondo me una delle espressioni più belle che io abbia mai partorito) e tutto è caotico, le persone mi ruotano attorno ma io non le vedo vivendo in una costante paura di vivere. Poi qualcosa in me cambia e decido di vivere la mia vita appieno capendo che è un dono preziosissimo e non va sprecato e decido di lottare per quest’esistenza. Così la vita tutto ad un tratto non è più vuota, ma ha un significato e i volti confusi della gente diventano tante preziosissime luci (“living like I found a sense in all the million lights”). Tutte le persone che ho incrociato nella mia vita, nel bene o nel male, sono state preziose, delle luci, degli insegnamenti e quindi dico di festeggiare ogni giorno anche senza motivo perché il solo fatto che ci svegliamo ogni giorno e respiriamo non è scontato, è un dono prezioso che va festeggiato. Avrei ancora tantissimo da dire su questo pezzo e sugli altri...ma preferisco fermarmi qui e lasciare che siano anche gli ascoltatori a trovare loro chiavi di lettura.

Sei già al lavoro su un nuovo full-lenght? Credi che questo uscirà sempre per la SpiderRock? Come ti sei trovata al fianco di questi ragazzi?

Ho quasi terminato la prima stesura del resto dei brani per il full-length. Sono un attimo in pausa adesso perché mi sto occupando della promozione dell’EP. Ma appena avrò un attimo di calma lavorerò ulteriormente sul songwriting e poi sugli arrangiamenti. Poi registrerò, mix ecc ecc. Conto di far uscire l’LP entro fine 2014. Si, potrebbe uscire sempre per Spider Rock visto che mi trovo bene a lavorare con loro, ma non ne abbiamo ancora parlato.

Ti abbiamo conosciuta per la prima volta quando nel 2003 sei diventata voce per gli Skylark. Prima di allora, di cosa ti eri occupata nel mondo della musica? Avevi un altro gruppo?

Prima di Skylark avevo cantanto in qualche gruppo cover, facevo anche Metallica, System of a Down...un po’ di tutto ma sempre e comunque in ambito rock metal.

Negli otto anni passati con gli Skylark sei riuscita a toglierti diverse soddisfazioni. Una di queste credo sia stato il tuo primo tour in Oriente. Quali sono i tuoi ricordi di quell'esperienza?

Tantissime soddisfazioni è vero. Il mio primo tour in Giappone è stato nel 2004 e devo dirti che all’epoca non mi ero nemmeno resa conto della portata della cosa. Sono salita su un aereo e dopo 12 ore mi sono ritrovata a Tokio a firmare autografi e con i fan che mi aspettavano fuori dall’hotel. Mi ricordo ancora il primo show con Skylark a Tokyo di fronte ad un club sold out con persone attaccate alle colonne del locale tanto era pieno! Mi ricordo i volti di alcuni fan che urlavano “Kiara!” e piangevano...una sensazione bellissima, ma che mi aveva anche stordito e spaventato all’epoca. Poi interviste con alcuni dei magazine musicali più importanti al mondo...un turbine di esperienze condensate in 10 giorni in cui avremo dormito si e no 3 ore a notte. Mi ricordo che il viaggio di ritorno ho dormito sull’aereo per 8 ore di fila!! Poi anche il tour in Cina con tante date da headliner più un paio a supporto di Nightwish e Dream Theater, scoprire di far parte di una collezione di figurine in Giappone, entrare al 3 posto nella classifica dei dischi più venduti in Giappone e tanto altro. Tante tantissime soddisfazioni e per questo posso solo ringraziare i fan in primis, Skylark e le etichette all’epoca che mi hanno voluto con loro in quest’avventura.

Come è avvenuta la separazione da questa band?

La separazione purtroppo non è stata amichevole. Mi hanno fatto una causa che ritengo infondata ma preferisco non dire altro in merito.

Prima di concludere, parliamo ora un po' di te. Come è nata in te la passione per la musica? Fin da bambina sognavi una carriera come quella che hai fino ad oggi vissuto?

Mi raccontano che ho iniziato a cantare da piccolissima dentro il box guardando la TV. Poi però sono sempre stata troppo timida per pensare di cantare di fronte ad un pubblico (strana la vita eh?). Però ho sempre amato la musica, l’ho sempre respirata anche grazie a mio padre, un cultore della musica. Ma l’ho sempre vissuta a livello interiore, non per esibirmi ma come uno sfogo per le mie emozioni più recondite. Poi negli anni tante persone hanno iniziato a dirmi di provare a cantare di fronte ad un pubblico e così ho tentato. Ho iniziato a studiare un po’ di canto, autodidatta su qualche strumento e il resto è storia si dice. In realtà da bambina sognavo di fare la regista ed è una passione che mi rimane ancora, il cinema. Mi ricordo che giocavo a ritirare l’Oscar nella mia stanza, con tanto di discorso di ringraziamento. Diciamo che miravo abbastanza in alto! hahaha

Quali sono le tue principali influenze musicali e le tue band preferite?

Ascolto di tutto, anche se la mia passione sono i generi rock/metal/alternative. I miei gruppi preferito sono Metallica, Iron Maiden, Bon Jovi, Linkin Park ed Evanescence. Ma ce ne sono così tanti, anche i Nightwish e gli stessi Virgin Steele...

Senti di aver raggiunto oggi il tuo traguardo o pensi di poter puntare ancora più in alto?

Non mi sento assolutamente ‘arrivata’, ho raggiunto un traguardo importante ed ambizioso, quello si. Ma di strada ce n’è molta da fare. I veri artisti per me sono quelli che continuano a studiare anche quando si pensa non dovrebbero più farlo e quindi in questo senso ci sono tanti aspetti di me come artista che voglio e devo migliorare, mi piace imparare da tutto e tutti perchè sono una curiosa per natura. Sto continuando ad approfondire il canto, pianoforte e voglio curare molto la presenza on stage che è fondamentale in questo mestiere. Il mercato discografico è oggi più che mai competitivo e bisogna proporre un prodotto valido e onesto. Sull’onestà artistica mi sento di dire che Fight Now mi rispecchia molto, mentre sulla validità della mia proposta lascio che siano gli altri a commentare.

Sappiamo che, oltre che cantante rock/metal, sei anche modella. Come sei riuscita a coniugare questi due mondi così apparentemente differenti?

In realtà nel mondo dello spettacolo ho fatto un po’ di tutto. Ho studiato recitazione e fatto qualcosina come attrice a teatro più che altro), assistente alla regia in un paio di piccole produzioni teatrali, un po’ di TV in canali nazionali in Italia, ho studiato danza e ho ballato per diversi anni e poi si la modella, fotomodella nello specifico. Ho sfilato qualche volta ma davvero ti impongono una magrezza esasperata ed esasperante e a me piace mangiare! Mi tengo in forma con del sano sport ma mangio! Tu dici che fare la modella e il rock sono due mondi troppo distanti? Forse...non so. Sicuramente in passato lavorare come modella mi ha aiutato a superare un po’ di timidezza innata che porto con me. Se ci pensi è più facile posare e non aprire la bocca che esprimersi in prima persona col canto. In questo senso mi sento di dire che il lavoro di modella mi è stato utile per sbocciare come artista.

Permettimi infine una domanda un po' più delicata delle altre, ma davvero priva di alcuna malizia. E' evidente che nel business musicale di oggi conta molto avere, oltre che il talento, un bel look e un bell'aspetto. Credi che l'essere una bella ragazza può averti mai aiutato in qualche modo nella tua carriera?

Certo che mi ha aiutato e anche tanto. La tua domanda non mi disturba per niente e non voglio fare l’ipocrita: so quanto l’aspetto fisico e il look siano importanti nel business musicale e infatti cerco di curare anche quell’aspetto. Se poi mi chiedi se le cose sarebbero andate diversamente se avessi avuto un altro aspetto...quello non lo so. Credo magari avrei ottenuto lo stesso dei risultati perché alcune delle doti fondamentali in questo mestiere sono la determinazione e la caparbietà e queste sono doti che mi sento di avere, ma forse mi ci sarebbe voluto più tempo per emergere...chi può dirlo. E’ vero anche però che molto spesso sono stata presa poco sul serio per via del mio aspetto fisico. Sai quante volte mi è capitato di sentirmi dire: “Non pensavo fossi così brava!”. Certamente è un complimento e lo prendo come tale ma credo purtroppo parta da un giudizio affrettato basato sull’aspetto fisico. Può essere un’arma a doppio taglio. Diciamo che l’essere “una bella ragazza” può avvicinare le persone alla mia musica ma se poi la poposta musicale è scadente i fan si perdono facilmente.

Grazie davvero del tempo dedicatoci. Senti libera di concludere come vuoi la nostra chiacchierata, e in bocca al lupo per il futuro!

Grazie a voi dello spazio dedicatomi! E a tutti i Fighters là fuori, grazie per avermi seguito per così tanto tempo. I vostri messaggi e il vostro affetto in questi 2 anni di assenza dalle scene mi hanno sostenuta tantissimo. Sono qui grazie e voi e per voi! Non smettete mai di combattere per ciò in cui credete! Fight Now!

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