The Agonist, Threat Signal, Mors Principium Est @ Rock 'n' Roll Arena, Romagnano Sesia (NO)

Sono ancora in viaggio e davanti a me vedo parecchie nuvole minacciose, ma non mi importa: stasera ci sono i The Agonist e già da parecchio speravo di vederli dal vivo, per cui: gambe in spalla; dopotutto un po' di pioggia non ha mai fatto male a nessuno!

Come sempre sono in compagnia dei soliti: mio padre, certa presenza quando c'è di mezzo il metal estremo; e il mio caro amico Riki, che non si perde mai un'occasione per pogare. Il viaggio è  leggero, le emozioni e l'impazienza sono tante, il cibo ahimè è poco (prima volta nella storia dei viaggi organizzati dai Ruggero); sono le 19:30, tempismo perfetto, si inizia:

Ferium (voto 7): aprono loro una serata che per ora si rivela scarsa di spettatori (circa 200 al momento), e questo gli rende ingiustizia. Gli israeliani propongono un Death Metal molto personale, ricco di breakdown, eppure quasi mai influenzato da elementi "core". Lo show è molto breve, in quanto, essendo band di recente fondazione, presentano solo i 4 brani che vanno a comporre il Demo che presenta l'imminente full-length Reflections (Demo, peraltro, regalato a chi acquistava un qualsiasi elemento del loro mechandise). Molto talentuosi, specie il cantante Tiran Ezra, che ha un growl cupo e sinistro, come del resto il sound che la band propone.

Dawn Heist (voto 5.5): dopo un'apertura che lascia ben sperare, salgono sul palco i Dawn Heist e rovinano tutto: il loro obiettivo è, probabilmente, di proporre un Djent rivisitato e personalizzato; obiettivo che decisamente non  viene centrato dalla band: il bassista Adam Ellis è terribilmente ripetitivo, e non offre alcun spunto in un genere dove di spunti bisognerebbe offrirne tanti; per molti probabilmente questa dicitura potrà spiegare esattamente quello che intendo: "00 00 0 0 0 0 000000 0 0 0"; i chitarristi non sono da meno, cercando di inserire qualche particolare suono atmosferico che non fa altro che  peggiorare la situazione; ma a mio parere chi rende peggio in assoluto è il vocalist Patrick Bowne, al quale qualcuno dovrebbe spiegare che se si canta fuori dal microfono la gente non sente assolutamente nulla. Unico che salvo, il batterista Allan, che dimostra una discreta abilità nel destreggiarsi in metriche irregolari.

Mors Principium Est (voto 7.5): finalmente si inizia a fare sul serio:  i finlandesi si presentano sul palco con una irruenza a dir poco contagiosa. Un po' di sano Melodic Death ci voleva dopo la monotonia del gruppo precedente, e questo gruppo il Melodeath ce l'ha nel sangue! Virtuosistici assoli, alternati a ritmi quasi Speed Metal sono un mix che risveglia il pubblico, e lo riscalda a dovere. Davvero ottimi, peccato non sapessero manco dove stavano suonando (il cantante ha dovuto controllare sul proprio badge).

Threat Signal (voto 8.5): è l'ora dei pezzi grossi. L'arma che più ha contraddistinto i Threat Signal è senza alcun dubbio stata la loro innata abilità di coinvolgere gli spettatori; specie il cantante Jon Howard, figura alquanto interessante, che durante le pause fa ridere con battute di spirito; durante le canzoni, invece, invita ripetutamente al massacro i fan più scatenati. Le chitarre sono il colpo di grazia: assoli non solo veloci e tecnici, ma del tutto travolgenti, spesso accompagnati da cori in pulito ai quali, spesso, anch'io mi univo. Unica beffa, la mancanza del bassista, rimpiazzato dal basso elettronico: decisamente un'altra cosa.

The Agonist (voto 9.5): piatto forte del giorno, attirano ben più fans (adesso siamo circa a 500 spettatori). Un gruppo completo, che sazia la fame di metallo di tutti i presenti: Simon McKay fa un lavoro incredibile alla batteria, arrivando a spaccare diverse volte le bacchette; le due chitarre si completano: non c'è un solo riff che potrebbe esser effettuato senza la presenza di entrambe le 6 corde; Chris Kells è un'icona: al basso si supera, spesso esibendosi anche in brevi tratti solistici; alla voce è graffiante, ed accompagna spesso ed egregiamente i puliti. Ma questo gruppo non sarebbe assolutamente NULLA se non vi fosse il cuore stesso della loro melodia metallica: Alissa White-Gluz. Appena l'ho vista sul palco me ne sono innamorato: non solo è bellissima ed affascinante (con tanto di completino sexy), ma è una vera e propria maestra nel canto, destreggiandosi egregiamente sia in scream e growl, sia nel pulito, cercando il più delle volte l'accompagnamento del pubblico. Gruppo epico, che consiglio agli amanti del melodeath; da rivedere assolutamente.

Rock 'n' Roll Arena (voto 8): facile da individuare, spaziosa, ben organizzata, ottima qualità audio, ottima birra...devo continuare?

Pubblico (voto 2): sottolineo però la scarsa qualità del pubblico: sorvolando su un buon 25% di emo, fangirls (ragazzine), mezzi rappers e quant'altro, chi più mi delude è chi apparentemente ha il metal nelle vene. So che spesso chi viene a determinati tipi di concerto tende a "mantenere le energie" per l'ultimo gruppo; stasera invece le energie sembrano non esserci proprio, e salvo qualche rara eccezione (specie durante i Threat Signal) regna la pigrizia assoluta. Spero che al mio ritorno le cose saranno diverse ragazzi!


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