Intervista a Carlo Micheletti (Children Of The Damned)

Intervistiamo oggi Carlo Micheletti, chitarrista e leader dei Children Of The Damned, tribute band degli Iron Maiden, che da tempo collabora con Paul Di’Anno, oltre che con Blaze Bayley, Fabio Lione ed altri, che abbiamo avuto il piacere di conoscere in occasione della sua esibizione al Machete Fest 2013 (report: http://www.rock-metal-essence.com/2013/08/report-della-seconda-giornata-del.html). 

Una lunga ed interessante chiacchierata in cui Carlo ci parla della recente esperienza a Cosseria, del passato della band e dei progetti futuri.

Ciao Carlo! E' un piacere poterti intervistare per Rock & Metal Essence!

Il piacere è tutto mio e mi scuso per non esser riuscito a fare con te l’intervista la sera stessa dello show, ma come avrai immaginato… ero un po’ preso!

Non ti preoccupare! Per l’appunto, sei reduce, con i Children Of The Damned, dall'entusiasmante performance al Machete Fest, in cui avete eseguito un set di 25 canzoni, accompagnando sul palco le esibizioni di Blaze Bayley e Paul Di'Anno. Com'è stata quest'esperienza?

La serata, così come l’esperienza, è stata grandiosa. Siamo stati i primi in Italia (ed i soli) a riuscire ad esibirci con entrambi gli ex singer dei Maiden sullo stesso palco, non voglio peccare di falsa modestia, ma mi piace pensare di aver scritto un “piccolo” pezzo di storia relativa alla band che amo profondamente. 

La data al Machete Fest era la prima data in cui avete fatto da backing band sia a Paul che a Blaze. Come vi siete trovati? Ripeterete l'esperienza in futuro?

Come già accennato, è stata un’esperienza entusiasmante, è andata alla grande, avevamo organizzato tutto nei minimi particolari, fatto prove estenuanti (qualcosa come 9 ore solo per il set di Blaze che non avevamo mai eseguito prima), chiamato tutti la nostra “crew” (passami il termine perché fa figo…),  nello specifico il nostro immancabile ed insostituibile fonico Paul, ed i nostri operatori riprese video, il nostro backliner e jolly “da teacher”, in modo che tutti avessero mansioni ben precise e sapessero come e quando muoversi.
Nei nostri show, infatti, cerchiamo di ricreare le atmosfere di un concerto dei Maiden (con tutti i limiti del caso, ovviamente), dalle scenografie, ai costumi di scena, ai cori del nostro drummer, fino alle basi di tastiera su brani che le necessitano: tutto ciò è un lavoro che richiede dedizione, prove e soprattutto avere qualcuno che si attenga scrupolosamente alle diverse mansioni affidategli.

Tra l'altro, avete di recente subito un cambio di line up, con l'ingresso dei nuovi Claudio Cesari e Francesco Bevini, rispettivamente voce e chitarra. A cosa è dovuto questo cambio? Come vi trovate con i nuovi arrivati?

L’ingresso dei nuovi membri è dovuto ad una defezione del precedente chitarrista, che, a causa dei troppi impegni, ha deciso di seguire esclusivamente le date con Paul Di’Anno, mentre il nostro ex singer ha iniziato una nuova attività che rende impossibile continuare il percorso con i Childre Of The Damned.
Come hai visto, e sentito, nonostante fosse la prima data, direi che entrambi sono andati alla grande: sono ottimi musicisti e persone davvero valide, con le quali ci siamo trovati immediatamente in totale e perfetta sintonia. Speriamo di poter mantenere per sempre questa line up poichè il feeling ed il sound con loro sono decisamente migliorati. Mi riferisco in particolare alla forte somiglianza vocale di Claudio a Dickinson, che per un tributo ai Maiden è davvero la ciliegina sulla torta.

Al Machete Fest avrebbe dovuto esibirsi con voi anche Fabio Lione. Come mai tale partecipazione è saltata all'ultimo minuto? Avete già suonato con Lione in altre occasioni?

Con Fabio è nata una bella amicizia ed una collaborazione che doveva raggiungere il suo apice con il Machete. Come saprai, egli è al momento impegnato in Brasile con gli Angra, ed è stato chiamato all’improvviso, dovendo anticipare la partenza da Roma proprio il giorno del Machete.
L’unico appunto che mi sento di fargli è che tutti avremmo apprezzato un avviso più tempestivo in merito alla sua defezione.

I Children Of The Damned sono nati nel 2001 come tributo agli Iron Maiden ed hanno effettuato centinaia di date dal vivo in tutta Italia ed anche all'estero. In questo lungo periodo è cambiato qualcosa nell'atteggiamento del pubblico nei confronti della vostra proposta musicale?

Siamo stati tra i primi a formare un tributo agli Iron Maiden (basti pensare che l’embrione dei Children Of The Damned è nato nel 1997) e, da allora, abbiamo cercato di dare il massimo in ogni occasione. La reazione del pubblico è sempre ottima (la gente ama i Maiden) ma, negli anni, l’inflazione di tributi / cover band ha fatto saturare un po’ il mercato: questo si traduce in un leggero calo di pubblico rispetto agli esordi. D’altro canto, sono felice di riscontrare ancora oggi la presenza di fans fedeli che ci seguono da tanto tempo.

In questi anni avete avuto la possibilità di esibirvi sui palchi di tutta Europa. Hai trovato delle differenze nell'accoglienza che il pubblico dei vari paesi vi ha riservato? C'è un paese in cui preferisci suonare?

Suonare all’estero è sempre magnifico, e puoi toccare con mano l’immensa passione per gli Iron Maiden ovunque. Le reazioni sono sempre grandiose: nazioni come la Germania, dove ci esibiamo ogni anno, ti regalano sempre grandi emozioni, ma il massimo lo ottieni nei paesi dove generalmente non ci sono strutture o dove le grandi band si esibiscono di rado; penso alla Turchia, alla Crimea e, più in generale, ai paesi dell’Europa dell’Est. Per farti un altro esempio, quando suoni in alcune città del nord Italia, le reazioni sono sempre più “tiepide” (in funzione del fatto che quel pubblico è abituato a vedere le band “vere” con una certa frequenza), rispetto al delirio che ti aspetta al sud Italia.

A partire dal 2003, siete diventati la band ufficiale di Paul Di'Anno per le sue esibizioni live in Italia ed in altri paesi europei. Com'è nata questa lunga (e fortunata) collaborazione?

Ci siamo esibiti con Paul la prima volta al Palavobis di Milano nel lontano 2002, quando siamo stati selezionati come miglior tributo italiano ai Maiden per un mega tribute festival, dove lui era la guest star. Per noi era il coronamento di un sogno, visto che era la prima volta che lo incontravamo; figurati quanto potevamo essere orgogliosi di accompagnarlo per un paio di brani! Successivamente siamo stati chiamati in Inghilterra nel dicembre 2002, per quella che rimane forse la data più emozionante della nostra carriera, al mitico Ruskin Arms (il famoso locale londinese che lanciò alla ribalta una certa band di nome Iron Maiden verso la fine degli anni 70) per il primo “Iron Maiden Day“: li ci siamo nuovamente esibiti con lui di fronte ad un pubblico proveniente da tutta Europa di True Maiden Fans, abbiamo conosciuto il compianto Clive Burr, e abbiamo avuto come fonico un certo Doug Hall (il fonico degli stessi Maiden per quasi 30 anni!). Se ci ripenso mi viene ancora la pelle d’oca…

Com'è lavorare con una leggenda vivente della musica metal?

Lavorare con Paul è indubbiamente molto divertente ed, allo stesso tempo, molto faticoso: Paul è imprevedibile sul palco come fuori da esso, per cui ogni serata è spesso un’incognita e non sai mai cosa succederà. A parte questo, Paul gode ancora di un nutrito numero di fans nel mondo, ed è sempre un onore accompagnarlo nei brani che hanno segnato la storia della NWOBHM.

Ho sentito voci che riferiscono che questo sarà l'ultimo tour di Paul Di'Anno. Puoi confermarci questa notizia?

Al momento posso dirti che non ci sono date programmate dopo Febbraio 2014, ma la sua intenzione è quella di chiudere alla fine dell’anno prossimo.

Paul è sempre stato considerato un personaggio discusso della scena metal mondiale. Qual'è il tuo parere personale su di lui?

Paul è uno di quei personaggi che non permette le mezze misure: o lo ami o lo detesti. Conoscendolo da tanti anni posso dirti che è una persona genuina e molto divertente, ma l’abuso di alcool e di altre sostanze non meglio identificate (…) ha generato in lui una sorta di disturbo bipolare. Spesso è vittima di sbalzi d’umore alternando allegria, depressione, rabbia ed insofferenza nel giro di 15 minuti. E’ sicuramente una persona che ha commesso molti errori (dei quali ancora oggi si pente, anche se non lo ammetterà mai) ma alla quale tutti noi dobbiamo tanto.

Come detto, recentemente avete iniziato ad esibirvi anche Blaze Bayley. Com'è nata questa collaborazione? Suonerete con Blaze anche in altre occasioni?

La collaborazione è nata da un contatto tra management. Con Blaze è stato tutto semplice  e molto appagante: Blaze ci tiene molto alle prove con la band, sia per creare intesa e coesione sia per concordare finali e/o stacchi, oltre a partecipare sempre al soundcheck: un vero professionista insomma.
Lui si è trovato benissimo e ci ha fatto un sacco di complimenti: di sicuro collaboreremo ancora in futuro.

Blaze mi è sembrato una persona molto grintosa ed, al tempo stesso, molto disponibile. Come vi siete trovati a lavorare con lui?

Divinamente: non c’e’ stato alcun problema e tutto è andato per il meglio: è un professionista e si fa amare da tutti (band compresa). Predilige avere un rapporto “intimo” con i fans: lo vedi passeggiare dal mattino all’interno delle location come fosse uno del pubblico e alla fine dello spettacolo dispensa autografi (e in alcuni casi birre) a tutti coloro che lo avvicinano.

Ho visto che nei vostri show cercate di essere più fedeli possibile agli Iron Maiden sia in merito alle scenografie che in merito alle set list. E' molto importante la cura di questi particolari per la riuscita dei vostri spettacoli?

Come ti dicevo prima, per noi il concetto di tributo va ben oltre la semplice cover: a volte (Germania 2008) abbiamo eseguito per intero la scaletta del “Maiden England” con gli stessi abiti di scena e le stesse scenografie (ovviamente ridimensionate), così come nel 2010, in Portogallo, abbiamo incentrato il nostro repertorio sul “Live After Death”, anche li utilizzando gli stessi abiti di scena. Ci piace aggiungere cose difficili da vedere altrove (tipo la maschera su “Powerlave“, Union Jack con relativo costume, mantello su “Rime Of The Ancient Mariner“) oltre al solito ed immancabile Eddie.

Con riguardo alle vostre set list, oltre ovviamente ad adeguarle agli eventuali ospiti che calcheranno il palco con voi in una determinata serata (Di'Anno, Bayley, ecc.), ho visto che variate molto la scelta dei brani che proponete, suonando anche pezzi che gli stessi Maiden non hanno mai suonato dal vivo o, nel caso delle serate con Paul Di'Anno, eseguendo alcuni brani estratti dai suoi altri progetti, quali Killers e Battlezone. Parlaci un po' di questo aspetto dei vostri show.

Ci piace variare la nostra setlist ed inserire di tanto in tanto brani eseguiti raramente dai Maiden o storicamente mai suonati live: è il caso di “Flash Of The Blade” oppure di “The Loneliness Of The Long Distance Runner“.
In origine, i brani erano eseguiti per mettere alla prova le nostre capacità tecniche, successivamente, visto l’alto gradimento del pubblico, ci siamo spinti oltre fino all’esecuzione di un medley creato appositamente dal nostro drummer, basato sull’album “Somewhere In Time“.
Cerchiamo quindi di includere nel repertorio tutti i 30 anni di carriera dei nostri idoli, poiché, a differenza di altre band che si concentrano esclusivamente su determinati periodi o album, a noi piace tutta la loro produzione.
Paul ci ha chiesto di includere nella setlist i brani migliori della sua carriera solista (spesso sottovalutata), e per noi non c’è stato alcun problema ad accontentare la sua richiesta.
Anche Blaze ci ha chiesto la stessa cosa per il futuro, mentre con Fabio inseriamo già un brano in versione acustica della carriera solista di Bruce che tutti amano, cioè “Tears Of The Dragon“.

Alcune band, quali Trick Or Treat, Clairvoyants, Big Ones, ecc., che, come voi, sono nate come tributo ad artisti famosi, hanno poi affiancato a tale vocazione quella di produzione di brani originali. Voi non avete mai sentito questa necessità? Pensate di dedicarvi alla scrittura di brani vostri in futuro?

Abbiamo da tempo qualcosa in cantiere che potremmo tradurre nell’uscita di un EP in futuro, ma sinceramente pensiamo non sia per nulla facile accontentare il pubblico (specie quello italiano) con brani metal originali. Il rischio di cadere nel banale o nel “già sentito” è molto alto. In futuro magari opteremo anche noi per quella strada, ma al momento abbiamo ancora tanta fame di Maiden e quindi non è la nostra priorità.

Da Settembre riprenderete la vostra intensa attività live. Avete già fissato delle date?

Si abbiamo già qualcosa in cantiere, seguici sul nostro sito www.childrenofthedamned.it, dal quale puoi raggiungere tutti i nostri canali (facebook, myspace ecc.).

Grazie del tempo che ci hai dedicato! Up the irons!

Grazie a te, è stato un piacere e speriamo di rivederti per una birra ad un nostro show!





 

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