Thirty Seconds to Mars @ Lucca Summer Festival

Avete presente quando a scuola avevate (o avete, a seconda della vostra età) poca voglia di sbattervi più di tanto nello studiare una lezione per un'interrogazione, vuoi perchè poi dovevate uscire o ancor meglio perchè non vi serviva un voto di livello per alzare la vostra media per la pagella finale?

Ecco, questa è la sensazione che ho vissuto da spettatore, quasi fossi io l'insegnante di fronte all'alunno stanco in un aula di metà maggio, durante il concerto lucchese dei Thirty Seconds to Mars al Summer Festival di Piazza Napoleone.

In una serata dove infatti le premesse erano almeno sotto il mio punto di vista altissime, anche in virtù del fatto che l'ultimo album di questi musicisti da poco uscito è stato in grado di sorprendermi ed entusiasmarmi, Jared Leto e soci hanno dato poca prova di maturità, deludendo chiunque come me fosse venuto in questa città per ascoltare della sana musica, e non per sbavare davanti a un attore/modello, e poi cantante, e alla sua band come la tante fans presenti.

E a partire dalla sì brava, si bella e sì talentuosa Simonne Jones in veste di special guest, che sa sì scrivere, sì comporre, sì suonare musica con praticamente soli due o tre strumenti (lei imbraccia una chitarra, suona una tastiera con programmazione, c'è un batterista on stage, stop), ma che dopo due canzoni è già una lagna mostruosa e una sorgente naturale di sbadigli e convulsioni (le sue mentre ''danza'' sul palco), e tralasciando l'ora e più di ritardo con cui la formazione headliner si presenta sul palco (vergognoso.), tutto sommato un evento come questo, che parte male e a mezzanotte finisce leggermente meglio, può anche essere visto come accettabile. Ma il sei politico con cui valuterei questo concerto davvero non credo possa rappresentare al meglio le potenzialità di questa formazione, e di certo non entusiasma e non mi ripaga dei soldi spesi.

Andiamo perciò per ordine a vedere i pregi e i problemi di questo show. Di buono certamente ci sono ancora una volta i suoni, nitidi e precisi merito della piantistica della piazza e del bel lavoro dei tecnici qui al lavoro, e l'impatto visivo di un palco colorato, scenografico, tecnologico, adatto a questa musica. Sicuramente positiva (ma anche poco carismatica) la prova dei musicisti, con Shannon Leto e Milicevic oltre ai turnisti in bolla agli strumenti. E divertenti infine i siparietti con funambolici stuntman a segmentare le parti di questo concerto.

Ma quello che fa rabbia e delude fin dall'inizio, ancor prima della triste visione di un countdown a luce rossa a lato del palco che da 90 minuti (la durata quindi già prevista a tavolino del concerto) arriverà a sette minuti (mangiando quindi quest'ultimo tempo ai fans lucchesi, il tempo che magari poteva valere un bis in più..), è l'atteggiamento furbetto dell'altro Leto, il modello/attore e poi cantante Jared, il quale passerà più tempo a pavoneggiarsi tra le urla delle ragazzine in calore che a cantare.

Innervosisce davvero vederlo non fare la sua parte esattamente da Birth (traccia d'apertura) a Do or Die compresa (canzone numero sei dello show, lo sottolineerei), dimenticandosi appositamente e costantemente di cantare per farlo fare all'ocheggiante pubblico in sua venerazione. La sensazione è che qui qualcuno si sia dimenticato che stare su un palco musicale non è atteggiarsi come su una passerella o recitare in un film, ma è mostrare la propria arte al massimo splendore. Non si può non cantare, eccheccazzo.

Passino poi End of All Days e City of Angels, che finalmente vengono eseguite come da manuale, e con loro in seguito Kings and Queens, Closer to the Edge e la finale Up in the Air, ma ditemi che senso ha rivedere in chiave interamente acustica (solo Leto e la sua chitarrina insomma) Hurricane, The Kill e altri pezzi, senza tra l'altro accennare mai uno degli acuti presenti (che il pubblico ovviamente farà al posto tuo)? Forse è uno stratagemma per non affaticare la voce in vista delle date future? Chissà..

Ma non è finita qui. Quello che mi fa incazzare più di tutto, ancor più della pessima, banale, inutile, tirata appositamente alle lunghe per mangiare tempo allo show e stereotipata ironia da frontman di Leto, è che Do Or Die, risuonata nel bis come penultima traccia per essere ripresa ed apparire in un futuro video musicale del gruppo, viene ''alla seconda'' suonata mille volte meglio della prima, solo perchè quella doveva venire bene per il filmato. Dai, pure opportunistici i 30 Seconds to Mars di stasera proprio non si riescono a vedere..

E i fans e le fans li, stupidi decelebrati, a urlargli ancora tutto il loro amore, venerazione e affetto. Sono loro i veri sconfitti di questa serata, e sono loro a cui mi sento in dovere di rivolgermi nella mia chiusa d'aticolo. Ragazzi, e soprattuto ragazze, imparate per favore una cosa crescendo: si va ai concerti prima di tutto per ascoltare. Fa piacere sia a me che alla band sapere che conoscete a memoria e potreste cantare ogni singola strofa dei 30 Seconds to Mars, ma non fatelo urlando a squarciagola, tanto più per un uomo che, anche se è il vostro idolo, fingerà sempre da perfetta rockstar di volervi persino portare a letto, quando invece se potesse vi chiuderebbe senza cibo in uno stanzino. Urlando a squarciagola tutto non capirete nulla del concerto e della prova dei vostri beniamini, e non permetterete ne a voi ne a chi vi circonda di sentire la musica.

Non-so-quante-mila voci di ragazza urlanti sono state, e qui chiudo davvero, un supplizio atroce, che non mi ha permesso di sentire bene come avrei voluto il concerto. Onestamente, o qui si cresce in mentalità o concerti come questi secondo me devono essere suonati a serate separate per minorenni e maggiorenni. Perchè è anche per colpa vostra che urlate e vi esaltate vada come vada che band come queste che godono di un affetto così spropositato possono adagiarsi sugli allori, e permettersi di dare solo il 50% davanti alle loro platee come successo in questa serata.. davvero, pensateci bene.


Setlist:

Birth
Night of the Hunter
Search and Destroy
This Is War
Conquistador
Do or Die
End of All Days
City of Angels
Hurricane
Northern Lights
Crossed The Line
The Kill (Bury Me)
Kings and Queens
Closer to the Edge

Bis:

Do or Die
Up in the Air


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