Bryan Adams @ Lucca Summer Festival

E’ nuovamente la bellissima Piazza Napoleone di Lucca la culla di uno degli eventi più attesi dell’estate per i rocker italiani: il ritorno nel nostro Paese della leggenda canadese Bryan Adams, il mito di Run To You, Summer of’69, Heaven e tante, tantissime altre hit pluripremiate dai mercati discografici di tutto il mondo.

Come già detto in altre occasioni, questa piazza è una perfetta location per i concerti, grazie a un’acustica micidiale e a un’ottima pianta perimetrale, che permette a tutti gli spettatori di godere di una ampia visuale sul palco. In più l’organizzazione, collaudata da ormai 15 anni, diversamente da molti altri festival italiani non fa una pecca, e il fan viene coccolato e messo realmente al centro degli interessi da parte degli ideatori del concerto.

Ma bando alle ciance e andiamo al dunque. Sono le nove esatte, 30 minuti prima dell’inizio del concerto, quando, assieme al ritrovato Capitan Andy (ormai mio scudiero ufficiale per l’estate live 2013) e a sue due amici, facciamo il nostro ingresso tra la platea, inizialmente stupendoci dello scarso numero di presenti ( i quali fortunatamente aumenteranno presto di numero, arrivando a una cifra che, ad occhio, poteva aggirarsi sulle tremila presenze). Tempo di qualche chiacchera e alle 9 e 30 esatte le luci si spengono e un’ancora giovanile Bryan Adams fa il suo rapido ingresso sul palco assieme alla band.

E’ il brano House Arrest a fare da opener al concerto, stupendoci subito per intesità d’esecuzione e qualità di suoni, seguito poi senza una pausa dalla bellissima Somebody, eseguita da lode e con una carica e un carisma rock che prima d’ora ne io ne Andy avevamo mai ascoltato prima, se non (forse) da Bruce Springsteen. Già tramortiti dalla potenza di questo musicista, ascoltiamo le sue divertenti parole in presentazione di Here I Am, pezzo durante il quale Adams apparirà sul maxiscermo alle spalle del palco ripreso da una spassosissima micro-telecamera, per poi volare via spazzati dal volume degli amplificatori in Kids Wanna Rock, canzone che metterà sugli scudi anche i fantastici accompagnatori di Bryan, ovvero gli altettanto leggendari chitarrista Keith Scott e batterista Mickey Curry, oltre ai ”nuovi” Norm Fisher e Gary Breit rispettivamente al basso e alla batteria.

E ancora, lacrime su Can’t Stop This Thing We Started e I’m Ready, per poi rimanere letteralmente inebetiti da una Thought I’d Died and Gone to Heaven eseguita meglio che su disco, e da una commovente Have You Ever Really Loved a Woman? dedicata ‘a tutte le donne, e agli uomini, perchè la usino come insegnamento’. E ancora, gloria e tripudio con This Time e Hearts on Fire, e tantissime sessioni di air guitar tra il pubblico con Back to You e soprattutto Summer of ’69, con Adams e Scott a duettare ancora ed ancora con le corde dei loro strumenti, uniti da una fratellanza e da una comune ammirazione e passione vera per il rock che permea in ogni nota da loro suonata e in ogni espressione felice dei loro volti. Segue un altro siparietto divertente quando per la canzone When You’re Gone il frontman canadese sceglie tra il pubblico una fan (Francesca da Genova, se non sbaglio) per duettare con lui al posto di Melanie C. La (bella) ragazza se la cavicchia pure nell’accompagnare vocalmente Adams (ma farebbe bene ad evitare le note alte, ehehe), regalandoci più che qualche risata nel momento in cui viene accerchiata da mezza formazione, che si struscia avidamente sul suo corpo danzando al ritmo della musica.

E’ tempo di arrivare ora al segmento più inteso del concerto. Si parte con le romantiche (Everything I Do) I Do It for You e Please Forgive Me, cantante a squarciagola dal pubblico e in grado di mostrare ancora, se ce ne fosse bisogno, tutta la qualità vocale di un Bryan Adams davvero in formissima. Poi 18 til I Die e It’s Only Love risevegliano la carica più hard rock del combo canadese, con Heaven a commuoverci come bambini e a farci cantare tutti in stile ugole bianche. Una perfetta Cuts Like a Knife lascia ancora spazio a una precisa esecuzione di The Only Thing That Looks Good on Me Is You, con la leggendaria Run to You a chiudere la parte elettrica del concerto facendoci saltare e cantare tutti al ritmo delle sue rockeggianti note.

La formazione saluta il pubblico di Lucca con presentazioni e inchini (il più acclamato, manco a dirlo, è Keith Scott, autore questa sera davvero di una prova maiuscola), e il solo Bryan Adams ritorna on stage per suonare, in coro con il pubblico, le acustiche Straight from the Heart e All for Love, che chiudono definitivamente questo concerto indimenticabile e unico nel suo genere. Noi spettatori rimaniamo ancora li per qualche minuto, dipendenti dalla voce di Adams e dall’adrenalina della sua musica, sperando faccia nuovamente ritorno sul palco per un altro bis. Purtroppo non è così, e non ci resta altro da fare che guardarci negli occhi, leggendo nelle nostre retine impresse ancora tantissime immagini di pura magia rock. Poi ci si saluta e si ritorna a casa, noi fratelli del rock, certi nei nostri cuori che una serata come questa non verrà mai dimenticata..

Setlist:

House Arrest
Somebody
Here I Am
Kids Wanna Rock
Can’t Stop This Thing We Started
I’m Ready
Thought I’d Died and Gone to Heaven
Have You Ever Really Loved a Woman?
This Time
Hearts on Fire
Back to You
Summer of ’69
When You’re Gone
(Bryan Adams & Melanie C cover) (with a female guest taken in the audience)
(Everything I Do) I Do It for You
Please Forgive Me
18 til I Die
It’s Only Love
(Bryan Adams & Tina Turner cover)
Heaven
Cuts Like a Knife
The Only Thing That Looks Good on Me Is You
Run to You

Encore:

Straight from the Heart
All for Love


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