Ultra-Violence - Privilege To Overcome - Recensione

Artista: Ultra-Violence
Titolo: Privilege To Overcome
Genere: Thrash Metal
Provenienza: Italia
Anno di uscita: 2013
Etichetta: Punishment 18 Records
Voto: 68/100

Primo disco sulla lunga distanza per questo quartetto di Torino dedito ad un classicissimo Thrash Metal, come già intuibile dal nome che richiama volutamente il capolavoro assoluto uscito cinque lustri fa a nome Death Angel, tuttavia lo stile non è raffinato come quello dei filippini californiani, nonostante l'influenza sia riscontrabile; ci troviamo difatti di fronte a un Thrash muscolare ed aggressivo, figlio di band quali Slayer, Nuclear Assault o Exodus, ma con anche influenze di stampo tedesco. A tutto questo aggiungete una splendida copertina, curata dal guru Ed Repka, che richiama al capolavoro cinematografico di Stanley Kubrik Arancia Meccanica e avrete idea di tutta la cattiveria che anima questi Ultra-Violence.

Mettendo il disco nel lettore si nota subito l'ottima produzione e gli ottimi suoni che sono stati utilizzati, capaci di sprigionare tutta l'aggressività della band, e le buone doti tecniche possedute dai piemontesi che purtroppo non sfociano sempre in pezzi memorabili, per quanto la qualità media sia quella di un qualsiasi album pubblicato dalla Punishment 18, ossia dannatamente buona! Ma andiamo con ordine, l'inizio dell'album è affidato a un'ottima Spell Of The Moon, canzone capace di entrare in testa e non uscirne più grazie ai riff assassini e all'ottimo lavoro vocale di Loris Castiglia, discepolo dello stile incazzato-urlato di Tom Araya e capace di ricordare l'ottimo Steve "Zetro" Souza quando invece utilizza un tipo di voce più "sporca"; e continua poi con pezzi sulla stessa falsariga e di buona fattura fino a Turn Into Dust, pezzo che chiude la prima parte dell'album, anche se non proprio bene com'era iniziata.

Ad avviarci verso il rush finale e a fungere da intermezzo tra le due parti dell'album è Voodoo Cross, pezzo di quasi nove minuti completamente evitabile e che serve solo ad aumentare notevolmente il minutaggio del disco (nove minuti non sono pochi, soprattutto se un pezzo annoia) che viene però compensato, abbastanza a modo suo, dai 50 secondi di delirio di You're Dead per poi tornare sui canoni caratteristici del disco fino alla conclusiva Ride Across The Storm, gran pezzo dall'incipit quasi Black Metal introdotto da un intro acustico.

IN PAROLE POVERE

Tredici pezzi sono forse un po' troppi, considerando che in mezzo c'è pure un pezzo non molto riuscito di nove minuti; abbassando quindi di una decina di minuti saremmo stati di fronte ad un disco da 75 a mani basse, però 57 minuti di Thrash così letale sono un po' troppi per un album ed i nostri padiglioni auricolari, non ce ne voglia la band.

TRACKLIST

01. Spell Of The Moon
02. L.F.D.Y.
03. Order Of The Black
04. Stigmatized Reality
05. Restless Parasite
06. Turn Into Dust
07. Voodoo Cross
08. You're Dead
09. The Beast Behind Your Back
10. 10'000 Ways To Spread My Hate
11. Metal Milizia
12. When Future & Past Collide
13. Ride Across The Storm

FORMAZIONE

Loris Castiglia - voce, chitarra
Andrea Vacchiotti - chitarra
Roberto "Robba" Dimasi - basso
Simone Verre - batteria

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