Testament @ Tempo, Gualtieri (RE) - Live Report

Non una grande serata questa del 16 Marzo in un Tempo strapieno per l'esibizione live dei leggendari thrasher californiani Testament, già prevista a novembre e rimandata per sopraggiunti impegni del batterista Gene Hoglan. Non grande serata, dicevo, perché il locale non è assolutamente adatto ad ospitare un evento del genere, infatti non mi ha stupito la notizia che qualche anno fa King Diamond  annullò un concerto perché il palco non era consono a un concerto di tale caratura: il palco sarà alto una trentina di centimetri, infatti dalle retrovie, e per retrovie intendo anche quarta o quinta fila, era impossibile per chi non fosse un pivot vedere qualcosa in più di una testa ogni tanto, cosa che tra le altre cose non mi ha permesso di scattare fotografie decenti, ed ecco quindi spiegata la completa assenza d'immagini di questo report. Spero mi scuserete.

Altra nota dolente della serata sono i suoni, difatti, oltre ai volumi troppo bassi nonostante il locale fosse fuori dal centro abitato, basso e batteria sovrastavano tutto, mentre le chitarre e la voce andavano e venivano inspiegabilmente; e purtroppo anche questo è riconducibile al locale: non si può esigere che vengano dei suoni decenti se la consolle è a lato del palco e non in fronte a formare un triangolo equilatero con le due casse, altra cosa che andrebbe rivista dai proprietari della discoteca se fossero ancora interessati ad ospitare dei concerti live.

Ma veniamo ai gruppi, persi (fortunatamente) i Bleed From Within perché arrivato tardi, entro nel locale che stanno cominciando la loro esibizione i tedeschi Dew-Scented, autori di un classico Death/Thrash non particolarmente originale, ma che riesce a scaldare gli animi in previsione degli headliner della serata; hanno una mezz'oretta a disposizione e la sfruttano a dovere, riuscendo a scatenare anche dei piccoli poghi nonostante i suoni non siano il massimo.

Finita l'esibizione l'attesa si fa spasmodica e i cori "TESTAMENT, TESTAMENT" sempre più insistenti, quando poi la band sale sul palco e attacca con Rise Up, traccia di apertura dell'ultimo studio album, il locale diventa una vera e propria bolgia, tanto che è praticamente impossibile stare fuori dal pit. All'inizio del report ho parlato dei suoni, ma, per onestà intellettuale, bisogna dire che all'inizio erano perfettamente bilanciati, solamente in seguito sono sopraggiunti i problemi già citati. Concerto che, al di là dei suoni, non ha visto una scaletta esaltante, infatti ci sono stati dei passaggi a vuoto completamente evitabili (inutili Riding The Snake, Eyes Of Wrath e The Formation Of Damnation in chiusura) che avrebbero potuto lasciare spazio a dei classici della caratura di Disciples Of The Watch, Sins Of Omission o Apocalyptic City, anche se per il resto c'è poco da opinare, infatti c'è stata una perfetta miscela di nuovo e classico, nonostante la completa assenza di bis, a mio avviso riconducibile alle pessime condizioni in cui sono stati costretti a suonare. Per il resto c'è poco da dire, nonostante alcune scelte ed il suono, che i Testament spacchino non è una novità; chi era presente sabato sera ha comunque avuto modo di divertirsi.

SCALETTA TESTAMENT

01. Rise Up
02. More Than Meets The Eye
03. Burnt Offerings
04. Native Blood
05. True American Hate
06. Dark Roots Of Earth
07. Into The Pit
08. Practice What You Preach
09. Riding The Snake
10. Eyes Of Wrath
11. Over The Wall
12. Tha Haunting
13. The New Order
14. D.N.R.
15. 3 Days In Darkness
16. The Formation Of Damnation

1 commento:

  1. Non so a che concerto tu sia stato, ma la consolle sul fronte palco c'era eccome!
    Il problema dei suoni semmai è riconducibile al fatto che il fonico non sia stato in grado di adeguarsi all'acustica del locale.

    Temporock

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