Dperd - Intervista

Come avrete già avuto modo di conoscere anche attraverso la nostra recensione del loro ultimo album Kore (qui l'articolo), i Dperd sono una formazione italiana dark wave composta da Valeria Buono e Carlo Disimone, storici ex componenti dei Fear of the Storm. 

Una musica malinconica e dai risvolti quasi gotici la loro, fatta di atmosfere autunnali ed avvolgenti, che abbiamo cercato di conoscere meglio ed esplorare attraverso queste nostre domande..

Benvenuti! Prima di tutto, per favore presentatevi ai nostri lettori.

Siamo Valeria Buono ( voce, tastiere ) e Carlo Disimone ( tastiere, chitarra, basso, percussioni ). Entrambi facevamo parte di una band degli anni novanta che si chiamava Fear of the storm, con la quale abbiamo prodotto un demo tape, due tape-albums ed un mini cd per la label partenopea Energeia, ( anche la nostra label attuale, la My Kingdom Music, è partenopea: in Campania ci siamo sempre trovati bene e non solo dal punto di vista artistico.... ).

Correggetemi se sbaglio, ma il progetto Dperd nasce dopo lo scioglimento della storica formazone dei Fear of the Storm. Come mai questa importante realtà musicale italiana cessò di esistere?

I Fear of the storm, per impegni di lavoro e di famiglia diradarono sempre più gli incontri in sala prove. Il disco che sarebbe dovuto uscire nel '97 e che non vide mai la luce, probabilmente avrà giocato un ruolo importante nella demotivazione degli altri nostri due compagni di avventure. Confidiamo che, in un futuro non troppo lontano, ci possa essere la possibilità, forse proprio con My Kingdom Music, di licenziare un box con tutti i brani editati e non...Staremo a vedere.

Cosa vi ha spinto quindi a fondare i Dperd?

Non è stato facile ritrovare la voglia e le motivazioni per continuare a suonare e comporre. Per ritrovarli e  per modulare i giusti meccanismi, abbiamo impiegato degli anni. Il fatto di abitare sotto lo stesso tetto ha fatto sì che la musica l' avesse vinta, alla fine. Oggi riusciamo a guardare indietro senza profonda tristezza e melanconia, ma solo con molta amarezza.

Quali sono le vostre principali influenze musicali?

Tantissime; la più ovvia è la dark-wave, ma moltissimo ci hanno influenzato gli anni settanta: il progressive rock,  le colonne sonore cinematografiche, persino la musica cantautoriale italiana....

Come nascono generalmente le vostre canzoni?

Nascono tutte per caso: per lo più al pianoforte; successivamente gli altri strumenti si sovrappongono piano piano, molte volte stravolgendo completamente l' idea di partenza, dando vita ad un' entità autonoma con vita propria, che sfugge al nostro controllo....

Quali emozioni cercate di accendere negli ascoltatori con la vostra musica?

Le emozioni che possono suscitare i brani sono soggettive, ognuno di noi può trarre emozioni diverse dallo stesso brano. Qualsiasi ascoltatore può provare emozioni diverse ascoltando il medesimo brano in momenti diversi. Con la nostra musica esterniamo il nostro rifiuto ad essere vittime: degli stereotipi che seppelliscono il valore delle diversità ("Catena cieca"), dell'antagonismo che percepiamo nei nostri confronti ("Non è il cielo"), degli inutili sensi di colpa ("You'll be wacthing me", "Io sono un errore" ),....  Emerge il coraggio di essere se stessi ("Fa male", "Mi riaccenderò")  e il bisogno di gentilezza e attenzione ("Sono qui")

La prima cosa che ho apprezzato del vostro ultimo lavoro Kore sono i suoni, nitidi e avvolgenti. Potete raccontarci qualcosa sulle registrazioni del disco?

I brani nascono e crescono all' interno delle mura domestiche, pista dopo pista nel nostro registratore multitracce. Nel tempo abbiamo allestito un piccolo, ma efficace studio casalingo. Questo fa sì che non ci siano limiti di tempo o altri vincoli nell' approccio alle registrazioni. Il primo album lo abbiamo anche mixato a casa, per gli ultimi tre  il mixaggio lo abbiamo fatto esportando le tracce su computer presso la sala di un amico. Riteniamo che un orecchio esterno, con conoscenze tecniche superiori alle nostre, possa essere di aiuto.

Nella mia recensione ho definito la vostra musica complessa, non per tutti e per questo poco mainstream. Siete d'accordo?

Lo riteniamo un grandissimo complimento, anche se mainstream non è necessariamente un difetto nella musica, purchè le cose si facciano con il cuore. Dici che i Dperd non siano un ascolto " per tutti", beh ! Questo è pur vero, lo pensiamo anche noi, basta guardarsi un pò in giro e ascoltare qua e là per capire che siamo troppo melodici per l' underground e troppo poco pop  per non esserlo. A noi piace così.

Ho avuto la sensazione che dal vostro album trapeli molto della vostra personalità. Chi sono Valeria Buono e Carlo Disimone nella vita di tutti i giorni?

Valeria è una docente di Musica, ma insegna Sostegno alla Scuola Primaria; io lavoro come specialista ambulatoriale Odontoiatra. Quotidianamente ci scontriamo con un sistema che non capiamo e non condividiamo. Entrambi ci confrontiamo, tutti i giorni con persone che hanno perso il senso di quello che è veramente importante nella vita, che si arrovellano per cose a nostro avviso inutili e futili. Per Valeria il disagio è ancora più profondo e lo vive con più angoscia di me, dato che lavora in un ambiente troppo pieno di sovrastrutture e strani rapporti  interpersonali, con le colleghe.

Avete qualche sogno nel cassetto?

Sembra pazzesco, ma da giovanissimi , negli anni '90, pensavamo che avremmo potuto vivere di musica. Oggi è impossibile!

Quali sono state le più grandi difficoltà che avete incontrato, sia come Dperd che come Fear of the Storm, nel tentativo di emergere in Italia come formazione?

Emergere è una parolona, le difficoltà sono quelle comuni a tutte le band di ieri e di oggi, trovare una label che creda in te e che abbia la voglia di scommettere su di te.  Diventa sempre più difficile per le etichette investire nei gruppi, dato che i cd si vendono sempre meno e il numero delle band brutte e buone è enorme.

Infine, cosa ne pensate della scena musicale italiana e del business musicale di oggi? E di Internet?

Internet se da un lato è una grande piattaforma di visibilità per tutti gli artisti, perché rende la musica fluida e fruibile a tutti, dall' altro la pletora di brani e band sul web può far perdere di vista le giuste dimensioni e proporzioni, e anche banalizzare, in certo qual modo, il prodotto artistico dei singoli musicisti. In Italia la musica non "ufficiale" riveste un ruolo ancora più secondario che in altre nazioni, poiché mancano dei giusti canali di diffusione al di fuori del web.

E' stato un piacere parlare con voi. Chiudete l'intervista come meglio volete!

Ringraziamo voi e tutti coloro che ci sostengono,  ci scrivono e  ci danno , con il loro sostegno, le giuste motivazioni per continuare a suonare. E se vi va visitateci su www.facebook.com/dperd

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