AntiClockWise - Non Linear Dynamical Systems - Recensione

Artista: AntiClockWise
Titolo: Non Linear Dynamical Systems
Genere: Alternative Metal, Progressive Metal
Anno di uscita: 2009
Etichetta: -
Voto: 63/100

Gli AntiClockWise nascono nel bergamasco alla fine del 2004 grazie al bassista Michele Locatelli (che suonava già negli Hot Butterfly e in un trio jazz) e al chitarrista Pietro Baggi (ex Nashtir, assieme a Michele). Dopo aver reclutato il batterista Daniele Gotti e - nel 2006 - il cantante Claudio Brambati (anch'egli negli Hot Butterfly), la band inizia a scrivere quella che finora sarà l'unica opera mai pubblicata dai quattro: Non Linear Dynamical Systems, rilasciato nel 2009.

Ciò che propongono gli AntiClockWise nei 37 minuti della loro fatica è catalogabile come Alternative Progressive Metal, con forti tinte Groove Metal: l'iniziale The End/Dystopia entra dopo una breve intro con riff piuttosto pesanti e forti distorsioni, intervallati ognuno da cambi improvvisi e controtempi. La voce di Brambati ricorda a tratti un cantante puramente progressive metal (In Formaldehyde), ma gli stampi più thrash non mancano. Ottimo un pezzo come The Measure, che gode anche di una certa influenza metalcore alla Lamb of God, tuttavia quello che più sorprende è certamente Dawn con il suo intro dalle atmosfere fusion con un pedale di basso che si ripete ossessivamente per poi lasciare spazio al ritornello vero e proprio: la chitarra è qui sensazionale nella sua leggerezza nel toccare le (poche) note.

Di certo questo disco non è formato da pezzi veloci, ma anzi si prediligono i tempi lenti; per questo forse la sezione ritmica risulta abbastanza inappropriata: la batteria si mantiene sempre su stampo thrash/groove, mentre il basso naviga per molti lidi, talvolta esagerando come nella seconda canzone in cui si mantiene su toni troppo alti, ma in altri momenti si può fortunatamente notare una ricerca di un sound personale che è ancora lontano.

IN PAROLE POVERE...

In sostanza, il debut album degli AntiClockWise non rappresenta forse un'opera così imponente, anche perché è inutile nasconderlo: una produzione migliore avrebbe sicuramente reso il disco più interessante. Le idee ci sono, si può fare tanto poiché almeno nessuno dei pezzi è noioso o comunque rappresenta un momento di calo all'interno del disco, che viene sicuramente premiato per la sua etereogenità.
Se siete appassionati del genere, consiglio di dare un ascolto a questi quattro ragazzi che sicuramente non sono i primi arrivati e che potrebbero fare molto nella scena musicale del nostro Paese.

TRACKLIST

01. The End/Dystopia
02. In Formaldehyde
03. The Measure
04. Dawn
05. Settlers Of A Year Zero
06. Photograph
07. Life Format

FORMAZIONE

Claudio Brembati - Voce
Pietro “Pacio” Baggi - Chitarra
Michele Locatelli - Basso
Daniele “Bubu” Gotti - Batteria

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