Intervista ad Andrea Cantarelli (A Perfect Day, Labyrinth)

Oggi incontriamo un personaggio che non ha bisogno di presentazioni: Andrea Cantarelli, fondatore e unico membro presente in tutte le incarnazioni dei Labyrinth, band di punta del panorama hard ed heavy italiano.

Il valente chitarrista ci presenta il suo nuovo progetto A Perfect Day (il cui debut album è già stato validamente recensito su queste pagine), in cui è affiancato ottimamente da Roberto Tiranti (voce e basso) ed Alessandro Bissa (batteria), distante, nelle sonorità, dal power prog metal della band principale, che ci mostra un lato più diretto e rock del suo talento.

Un saluto ed un benvenuto ad Andrea Cantarelli, chitarrista e leader degli A Perfect Day, nonché storico membro dei Labyrinth.

Un saluto a tutti voi! E’ un piacere essere qui.

Parlaci un po' del nuovo progetto. Cosa vi ha spinto alla creazione di questa nuova band.

E’ iniziato tutto in maniera molto spontanea, quasi casuale. Ho voluto semplicemente condividere un pò di idee con Roberto. Idee più o meno recenti che avevo avuto modo di registrare. Roberto ha apprezzato molto, sentendosi in sintonia con quanto gli avevo proposto. Abbiamo iniziato a lavorare a testi e melodie, trovandoci in poco tempo con un demo da far girare. Da lì al contratto con Frontiers, arrivando al completamente dell’album, è stata una strada in discesa.

Il sound degli A Perfect Day è molto distante da quello proposto con i Labyrinth. Da dove nasce l'esigenza di esprimerti e confrontarti con un genere diverso?

I Labyrinth sono il mio gruppo storico. A chi ci segue voglio mandare un messaggio tranquillizzante: il gruppo è più vivo che mai e proprio in questi giorni stiamo lavorando al materiale nuovo. La speranza è di uscire con un nuovo album nel 2013. A Perfect Day però, rappresenta più da vicino quella che è la mia idea di musica, arrivato all’alba dei miei 39 anni. Avevo voglia di esprimermi su un terreno che non ho reso pubblico, ma che sento davvero mio. Passo spesso le mie serate a buttare giù idee, senza un fine preciso. La musica è il linguaggio che conosco meglio e con cui mi piace esprimere me stesso. Come dicevo, ho voluto dare un senso ad idee che ho collezionato negli anni e mi sento davvero fortunato nell’essere arrivato a pubblicare un disco, potendo finalmente condividire un aspetto di me, come musicista, che pochi conoscono.

Come sono stati scritti i brani? Ho letto che l'input è nato da tuoi riff di chitarra che hai proposto agli altri membri della band. Chi si è occupato dei testi e dello sviluppo dei brani, partendo dai tuoi riff?

In realtà ho scritto dapprima tutta la musica. In momenti diversi ho poi condiviso il tutto con Roberto e con Alessandro, facendo sì che ognuno di loro potesse esprimersi attraverso testi, melodie e sessione ritmica. Tutti i testi e le melodie sono frutto del lavoro di Roberto, anche se ovviamente ci sono stati dei momenti di confronto. L’unica canzone di cui ho scritto interamente, oltre alla musica, anche testi e melodie è “Now And Forever”, una dedica speciale al mio piccolo Niccolò.

Avete in programma di fare un tour di supporto al disco?

Il mio primo obiettivo, quando scrivo musica, è quello di portare il materiale dal vivo. Siamo già pronti in tal senso, si tratta di trovare qualcuno che si interessi alla band e ci dia la possibilità di promuoverci in sede live. Purtroppo le vendite dei dischi sono ai livelli minimi storici e suonare dal vivo è più facile se le vendite ti supportano. E’ anche vero che senza suonare è più difficile vendere, per cui è un pò un cane che si morde la coda...

La formazione della band è completata da Roberto Tiranti al basso ed alla voce ed Alessandro Bissa alla batteria, entrambi tuoi compagni anche nei Labyrinth. Non pensi che la presenza dei membri degli A Perfect Day anche nella tua band principale possa relegare questo progetto, agli occhi dell'ascoltatore disattento, e nonostante l'assoluta validità della musica proposta, al ruolo di mero side project?

Diciamo che semplicemente non me ne preoccupo. Capisco quello che vuoi dirmi, ma per me è semplicemente naturale condividere le mie idee prima di tutto con gli amici. Roberto è uno dei miei migliori amici da sempre, ed Alessandro è una persona con cui sono entrato in forte sintonia. Lavorare con loro è stata la naturale conseguenza. La musica credo parli da sè, e spero possa sottolineare quanto “A Perfect Day” abbia una propria identità vera e propria, non da mero side project ma da band vera e propria.

Che vantaggi vi offre la formazione a tre, in specifico riferimento alla proposta musicale?

Sono da sempre stato un fan dei cosiddetti “Power Trio”. E’ più facile che le idee vengano messe a nudo, potendo contare ovviamente su un numero minore di arrangiamenti. E’ sicuramente una grande sfida, ma che credo abbiamo superato brillantemente. In sede live, inoltre, l’energia che un trio può sprigionare dal vivo è secondo me ai massimi livelli.

Ho visto che, per promuovere il disco, avete già girato un video clip per il brano “Silent Cry”, nel quale, tra l'altro, oltre che suonare, reciti la parte del protagonista. Come ti trovi ad esprimerti con il mezzo video? Quanto è importante nella musica?

In realtà è stato per me un gioco. Mi sono divertito durante le riprese del video, anche se ancora non mi sono abituato a rivedermi sullo schermo... Non è stato particolarmente difficile e sinceramente mi sono sentito abbastanza a mio agio. Credo perchè comunque si tratta di un video di una canzone a cui sono molto legato. Di sicuro non so se saprei cavarmela in situazioni differenti. Non dò molta importanza alla parte video, credo che il linguaggio della musica sia già sufficientemente forte. Di sicuro però, unire immagini alla musica è affascinante e credo possa servire a raggiungere un pubblico più ampio.

Cos'altro avete programmato per la promozione dell'album?

Purtroppo niente di che... Come dicevo oggi si lavora con budget estremamente risicati. La musica non è più un business (in un certo senso, per fortuna...); d’altra parte però, è difficile costruire qualcosa a supporto di un album, senza avere i fondi per farlo. Stiamo facendo interviste in tutto il mondo; questo significa che abbiamo suscitato interesse. Mi sembra un buon inizio.

Come giudichi la proposta musicale degli A Perfect Day all'interno della scena rock italiana?

Non esiste una scena rock italiana, a mio modesto parere. Esistono semplicemente un sacco di ragazzi talentuosi che cercano di fare il meglio possibile con le proprie band, in un contesto davvero difficile. Una scena è tale quando ottiene consensi più o meno importanti, quando viene supportata dai media, quando ha dei canali da poter utilizzare per potersi mettere in luce, lasciando che poi il pubblico scelga. Tutto questo, purtroppo, in Italia non è mai esistito.

Parlaci dei tuoi progetti futuri, sia con gli A Perfect Day che con i Labyrinth.

Con A Perfect Day spero di poter suonare il più possibile, fatto salvo quanto ti dicevo prima. Il processo di composizione non si è mai interrotto, per cui ho già pronte altre idee. Si tratta di capire se avrò la fortuna di uscire con un secondo album. Con Labyrinth stiamo lavorando alla pre-produzione del nuovo album. Trovo le idee molto fresche, seppur coerenti con quanto fatto fino ad oggi. Credo che il nuovo lavoro sarà una bella sorpresa per molti.

Siamo al momento dei saluti. Ringraziandoti per il tempo dedicatoci, ti lasciamo l'ultima parola!
Fatto salvo i ringraziamenti di rito, spero che A Perfect Day possa divertirvi. La musica in fondo “è solo questo”... Un abbraccio a tutti! Andrea.

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