Deftones - Koi No Yokan - Recensione

Artista: Deftones
Titolo: Koi No Yokan
Genere: Alternative Metal
Anno di uscita: 2012
Etichetta: Reprise
Voto: 84/100

L'anima dei Deftones risorge nel 2012, due anni dopo quel "Diamond Eyes" caratterizzato dalle difficoltà interne della band, a causa della perdita momentanea del bassista Chi Cheng che tutt'ora è ancora in coma. Sebbene questo avvenimento abbia portato notevoli ripercussioni sulla band, "Diamond Eyes" si è dimostrato un ottimo prodotto e per confermare di essere ancora in forma i cinque ragazzi di Sacramento pubblicano un nuovo album, "Koi No Yokan". I Deftones quindi sono una band che difficilmente getta la spugna e pubblica un album ogni due/tre anni dalla fondazione, cosa estremamente rara per un famoso gruppo metal.

"Sarà un album dinamico e futuristico" aveva anticipato il cantante Chino Moreno, e ciò ha aumentato le aspettative sul nuovo disco da parte dei fan. In effetti, pare che anche stavolta la band non abbia fatto un vero e proprio passo falso (perché quanti dischi davvero brutti hanno concepito?), ma resta da capire se questo lavoro si potrebbe considerare tra i migliori della discografia e tra i migliori dischi dell'anno in ambito metal. Si può notare già dall'inizio come il sound dei Deftones non sia cambiato, ma ciò che colpisce è la capacità di non cadere nell'autocitazionismo da parte dei membri. Quel tipo di musica particolare, principalmente alternative metal ornato con un pizzico di nu metal, post-hardcore e - in tempi recenti - anche di alternative rock, resta sempre lo stesso e chi segue i Deftones da tempo non rimarrà colpito dalle innovazioni, bensì dalla incredibile personalità nel songwriting che ancora adesso distingue la band fra tutte in ambito metal.

È molto soddisfacente ognuno degli undici pezzi della tracklist, che come aveva giustamente anticipato Moreno, sono dinamici e soprattutto variegati: ottima la scelta di mettere una ballad come "Entombed" dopo una violenta "Poltergeist" dal suono quasi alla Meshuggah nelle strofe, ma ciò non toglie che la vena melodica dei Deftones sia andata perduta. Tuttavia è sicuramente diminuita e se così non fosse probabilmente "Koi No Yokan" sarebbe davvero un lavoro più che noioso, ma fortunatamente il sound di "Saturday Night Wrist" e "Diamond Eyes" non si ripete, ma anzi in questo nuovo album si riesce a fondere il sound di "White Pony" con gli ultimi due album, rendendolo così una versione più metal degli ultimi Deftones. I pezzi migliori del lotto, oltre ai due già nominati (soprattutto "Entombed" che può essere considerato uno dei migliori brani "pop" degli americani), sono la violentissima "Leathers" che poi sfocia in un ritornello molto melodico, "Graphic Nature" e "Gauze" con le loro accelerazioni improvvise (nella seconda in particolare il ritornello è animato da ottime sfumature atmosferiche, quasi post-metal), e "Rosemary", il cui finale è davvero strappalacrime, un post-rock quasi slintiano.

Non tanto spicca la voce di Moreno (che ha sempre dimostrato un grande valore e non si smentisce certo in questo semi-capolavoro), ma il lavoro di Carpenter, le cui linee di chitarra sono sempre meno banali e più interessanti e coinvolgenti. Questo fattore gioca non poco a favore della qualità, poiché riesce ad introdurre sempre nuovi elementi e nuove influenze a quello che si potrebbe chiamare Deftones sound. Inoltre, bisogna sottolineare altri due aspetti: l'album è sicuramente meno pretenzioso dei precedenti, ma di livello qualitativo addirittura superiore; il secondo è che i 51 minuti delle undici canzoni vanno via in pochissimo tempo, facendo risultare "Koi No Yokan" leggero e godibile proprio per la vena romantica che caratterizza persino i pezzi più pesanti. Quindi, in maniera molto entusiastica, si può dire che i Deftones hanno centrato l'obiettivo anche stavolta.

IN PAROLE POVERE...

Formula già sperimentata, ma ancora funzionale a distanza di molto tempo. Alcuni hanno paragonato questo "Koi No Yokan" a un "White Pony" del 2012, ma in effetti non è così: questo lavoro può essere considerato una vera e propria summa dei Deftones che sono e che sono stati, riprendendo un po' da tutti i vecchi lavori, ma nello stesso tempo riuscendo a modernizzarli. Che sia la fine di un ciclo per i cinque? Sta di fatto che probabilmente il prossimo album eguaglierà l'ultimo almeno per qualità, se la band continua davvero a non sbagliare un album. Intanto "Koi No Yokan" può essere benissimo collocato tra i migliori prodotti del 2012, e non è poco.

TRACKLIST

01. Swerve City
02. Romantic Dreams
03. Leathers *
04. Poltergeist
05. Entombed *
06. Graphic Nature *
07. Tempest
08. Gauze
09. Rosemary *
10. Goon Squad
11. What Happened to You?

* migliori canzoni

FORMAZIONE

Chino Moreno - Voce, Chitarra
Stephen Carpenter - Chitarra
Sergio Vega - Basso
Abe Cunningham - Batteria
Frank Delgado - Tastiera, Campionatore, Giradischi

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