Threshold - March of Progress - Recensione

Artista: Threshold
Titolo: March Of Progress
Genere: Progressive
Anno di uscita: 2012
Etichetta: Nuclear Blast
Voto: 88/100

Cinque anni dopo il loro ultimo lavoro in studio, i Threshold ritornano sul mercato discografico con un nuovo disco, intitolato March of Progress, ma anche con un grosso buco nel cuore che, purtroppo, porta il nome e il cognome di Andrew "Mac" McDermott, il loro cantante scomparso poco più di un anno fa.

A sostituire Mac troviamo oggi il bravo cantante
Damian Wilson il quale, diciamolo subito, ha ottimi meriti nella grande riuscita di questo disco. La sua timbrica ben si adatta allo stile della band e la sua prova vocale si mantiene su alti livelli lungo l'intera durata della tracklist. Credo che se davvero esiste un lassù (e se di conseguenza da lassù si può in qualche modo vedere quello che succede qua giù) McDermott stia ora sorridendo e applaudendo l'ottimo lavoro del suo successore. Proseguendo, il chitarrista Karl Groom ed il tastierista Richard West (che tocco!!) completano la magia offrendo il meglio del loro repertorio, tra splendidi passaggi di fino e di atmosfera e accellerate da urlo. Difficile non nominare questi due musicisti tra i grandi del genere progressive metal mondiale, come è altrettanto complicato non rimanere sorpresi dal grande lavoro anche del resto della formazione, con lode particolare per la sezione ritmica di Johanne James (martello ma allo stesso tempo pennello alla batteria) e di Steve Anderson (basso), mastodontici davvero sotto ogni aspetto e fondamentali per la riuscita della struttura dei brani. Pollice su, infine, per la produzione molto ben bilanciata, che fornisce la giusta profondità e pulizia sonora al disco.    

In una rapida carrellata dei brani qui contenuti, va immediatamente fatta menzione per Return of the Thought Police, un grandissimo componimento che risulta subito essere perfettamente in linea con le migliori produzioni passate del combo inglese. Super sono poi le atmosfere di Staring at the Sun, e grandioso è il riffing compatto di alcuni passaggi di Colophon. Altrettanto difficile è non apprezzare The Hours e il suo cantato sugli scudi, come poi la dolcezza di That's Why We Came, e infine il duo conclusivo, forte del riffing (a tratti quasi da headbanging) di Coda e delle grandiose trame delle tastiere di Rubicon.
 
IN PAROLE POVERE..

Coscienti che i livelli toccati agli inizi della loro carriera sono e sempre saranno inavvicinabili, i Threshold hanno dato vita all'ennesimo disco di spessore della loro lunga storia. March of Progress appare persino più ispirato di diverse delle loro ultime uscite, come se il forzato cambiamento di frontman abbia, con il dolore al cuore, dato una nuova scossa a questi inglesi. "McDermott sarà per sempre ricordato, ma ora c'è Damian e con lui si ha da scrivere il nostro cammino", sembra quasi abbiano pensato i Threshold, e il risultato finale è (per me) oltre le aspettative. Consigliato!

TRACKLIST

1. Ashes
2. Return of the Thought Police *
3. Staring at the Sun *
4. Liberty Complacency Dependency
5. Colophon *
6. The Hours
7. That's Why We Came
8. Don't Look Down
9. Coda
10. Rubicon

* migliori brani

FORMAZIONE

Karl Groom -Guitars
Richard West -Keyboards
Damian Wilson -Vocals
Johanne James -Drums
Steve Anderson -Bass
Pete Morten -Guitars

CONTATTI

http://www.thresh.net/

PER ACQUISTARE IL DISCO

http://www.nuclearblast.de/de/

2 commenti:

  1. Ottima recensione! Giusto un appunto: Wilson, oltre ad essere successore di McDermott ne è stato anche il predecessore, quindi si tratta di un ritorno; inoltre, il cambio era già avvenuto prima della prematura scomparsa di McDermott, che aveva lasciato per motivi personali se non ricordo male. In ogni caso, ottimo album dei Threshold e ottima prova di Wilson, per quanto personalmente continui a prefeire il timbro di Mac. Marco

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