Tenebrae - Il Fuoco Segreto - Recensione

Tenebrae - Il Fuoco Segreto
Artista: Tenebrae
Titolo: Il Fuoco Segreto
Genere: Art Rock
Anno di uscita: 2012
Etichetta: Autoprodotto
Voto: 94/100

Un attimo e tutto poteva essere finito. Luglio 2011: in un sol colpo lasciano la band Fabrizio Garofalo, Emanuele Benenti e Davide Faudella. Ben 3/5 dei Tenebrae, band art rock genovese fondata nel 2005, sono andati via, e May, vero nome Marco Arizzi e mente del gruppo, osserva la sua creatura disossata, vede il suo sogno ferito e per un istante pensa di darla vinta agli eventi e cedere. Ma il suo animo è guerriero e la sua forza è nel cuore. Così, l'innata passione per la musica gli da nuova grinta, i fan e gli amici lo sostengono, e una forza misteriosa lo prende sotto la sua ala e lo guida alla rinascita, a quella gloriosa risurrezione che sarà completata prima dal ritorno sui palcoscenici e poi dall'imminente uscita de Il Fuoco Segreto, secondo lavoro discografico dei suoi Tenebrae e prequel del precedente concept Memorie Nascoste, atteso in pubblicazione al massimo per questo ottobre.

Oggi si ci può commuovere veramente nel vedere May con gli occhi di luce parlare a non finire di questo disco e dei suoi nuovi compagni Fabrizio Bisignano al basso (oggi sostituito a causa di impegni lavorativi da Mattia Severi), Alessandro Fanelli alla batteria e Paolo Ferrarese alla voce che, con il già presente Francesco Mancuso alle tastiere, completano la formazione. E noi di Rock-Metal-Essence.com non possiamo che ringraziarlo dell'occasione che ci ha dato di poter seguire quasi passo dopo passo la creazione di questo album, fino a ricevere in anteprima il lavoro completo da raccontare a voi lettori.

Ambientato in un'epoca antecedente rispetto a Memorie Nascoste, il nuovo concept vuole raccontare la storia di Johann Georg, un avo del precente protagonista, il quale pur di raggiungere la massima sapienza e il massimo appagamento dalla sua vita, stringe un patto con il Diavolo fino a vedere a lui la sua anima. Nel mezzo della vicenda, l'amore per Margarete e diverse disavventure che porteranno alla rivelazione e all'epilogo finale della storia, la quale è stata composta dalla band con la fondamentale collaborazione di Antonella Bruzzone.
Lo stile dei Tenebrae è ancora fortemente ancorato a quelli che erano i canoni di Memorie Nascoste, ma l'ingresso dei nuovi componenti ha altresì inserito nel sound diverse nuove influenze. Prima di tutto, grazie anche all'utilizzo del bel cantato in italiano, è facile ancora una volta finire per associare parte dello stile a quello di una delle maggiori realtà italiane del prog rock, ovvero i Banco del Mutuo Soccorso, in un paragone oggi ancora di più evidenziato dal vocione di Pablo Ferrarese che, per impeto e presenza all'interno della struttura dei brani, può essere in qualche modo associato a Francesco Di Giacomo.
E fermiamoci fin da subito un attimo a parlare di Ferrarese, cantante dotatissimo per estensione e dalla timbrica molto personale, che io stesso finii per consigliare in una chiaccherata con May come successore di Davide Faudella, ricordandolo con estremo piacere quando ancora era frontman sia del progetto S.T.A.G. che di una cover band locale di Ozzy Osbourne. Anche grazie al suo ingresso, la formazione si è ritrovata particolarmente a suo agio con l'elemento metal che già era più o meno celato nel suo sound e nel riffing di May, e che ora è capace di accendersi e di divampare come una calda fiamma traccia dopo traccia.
Ecco quindi il gruppo ricordare in alcuni passaggi l'aggressività di realtà quali i Nevermore, poi lo spirito tetro e vorticoso dei Black Sabbath (specie nelle parti di chitarra e conseguentemente poi nella voce), per farsi poi influenzare anche da realtà metal progressivo come i Pain of Salvation o rock italiano quali Litfiba o Timoria, e sfiorare persino accenni di metal estremo sotto il cattivo cantato di Pablo.
Insomma, uno strano conubio tra rock, progressivo, metal estremo e non, che rende ancora una volta difficile classificare la musica di questa originale realtà sotto un unico genere, densa come è di rimandi e citazioni. Forse il solo termine art rock, che da sempre accompagna il gruppo, riesce a dare in qualche modo merito al quintetto genovese, lasciando intendere e intravedere la vena artistica e operistica (e perchè no, un po' alla Savatage) che la formazione tende a possedere.

Prima di andare a parlare dei brani, è dovuto un accenno all'ottima produzione che questo concept possiede (i suoni tutto lasciano ad intendere fuorchè l'autoproduzione) e all'abilità degli altri due neo-ingressi Fabrizio Bisignano al basso e Alessandro Fanelli alla batteria, il cui lavoro ritmico è assolutamente preciso, di qualità ed emozionante.
Il disco inizia lento e atmosferico con l'intro Faust, che con il suo pianoforte in rilievo ci accompagna al primo vero brano del lotto, Luce Nera, che mette fin dalle primissime battute in risalto il gusto progressivo della band di cui prima abbiamo parlato. Ferrarese appare già in totale simbiosi con lo stile della formazione e capace di sciogliere fin da subito il ghiaccio, lanciandosi in una prestazione di tutto livello nella quale vola alto sulle belle trame disegnate dal gruppo. La seguente Mephisto si caratterizza per un bel riffing di chitarra ben accompagnato dalla tastiera di Francesco Mancuso, mentre Perdizione appare come un brano ritmato e dalle originali melodie, forte di piacevoli intermezzi strumentali che appaiono fondamentali nel creare l'atmosfera adatta ad immergere l'ascoltatore all'interno delle composizioni. Si giugne così a quello che è il segmento più interessante del disco, composto dal trio di canzoni Fuoco segreto, Margarete e Occhi spezzati. La prima è una mid tempo variopinta dotata di un grande lavoro di basso e capace di mostrare al pubblico tutta la sensazionale estensione vocale di Ferrarese, poi ancor più in rilievo con Margarete, una ballata piano-voce di un intensità emotiva davvero disarmante che racconta la attesa unione d'amore dei corpi dei protagonisti. Da brividi puri sulla pelle. Chiude il trio delle meraviglie Occhi Spezzati, un componimento straordinario per la sua capacità di bilanciare con originalità passaggi sinfonici, poi doom e tetri, poi estremi, e ancora melodici, caldi e avvolgenti. In particolare la seconda metà del brano è assolutamente da urlo, e stupisce con gusto l'inserimento di una strofa in inglese (la prima della storia dei Tenebrae). 
Non deludono comunque le conclusive Schegge di Specchio, bell'esercizio progressivo dal grande riffing e feeling, e Limite, che chiude la vicenda con per nulla celato rimando a Memorie Nascoste.

IN PAROLE POVERE..

Il Fuoco Segreto è l'album che consacra definitivamente i Tenebrae. Netto passo avanti rispetto al precedente (e pur sempre molto buono) Memorie Nascoste, il disco si rivela ancora più vario ed ispirato del predecessore, con una band libera di osare fin dove vuole grazie all'incredibile vocalità di Ferrarese (capace di variare dal cantato quasi operistico a quello metal estremo in pochissimi istanti) e grazie alla grande capacità compositiva di May, che ben sa come mettere l'intera formazione a suo agio in ogni differente passaggio. Suonato con grande mestiere e tecnica, l'album è ad oggi tra i titoli migliori che abbia sentito nascere dalla recente scena italiana (e assolutamente il migliore tra quelli con cantato in lingua madre), e lascia apeerte tutte le porte sul futuro di questa realtà che merita seriamente di poter dire la sua sull'intero suolo italico. Vi terremo presto aggiornati sulla data e i metodi di pubblicazione di questo grande disco, assolutamente consigliato per tutti al di là dei generi e delle preferenze. Continuate a seguirci!

TRACKLIST

01 Faust
02 Luce nera *
03 Mephisto *
04 Perdizione
05 Fuoco segreto *
06 Margarete *
07 Occhi spezzati *
08 Schegge di specchio
09 Limite

* migliori canzoni

FORMAZIONE

Marco "May" Arizzi - Chitarre
Francesco Mancuso
- Tastiere
Alessandro Fanelli
- Batteria
Pablo Ferrarese
- Voce e Cori
Fabrizio Bisignano
- Basso

CONTATTI

www.tenebrae.it

PER ACQUISTARE IL DISCO

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