Sliver - Intervista

Zombie, sangue e violenza ma anche più o meno celate tematiche attuali e sociali si intrecciano in un unico progetto, gli Sliver, una giovane band toscana che con i suoi show pirotecnici e il curatissimo look dei suoi componenti è già riuscita a far parlare di se in quasi ogni angolo della nostra Nazione.

E' tempo perciò per il nostro sito di fare una chiaccherata esclusiva con questi cinque ragazzi, attraverso la quale cercheremo di immergerci il più possibile nell'interessante mondo degli Sliver. Buona lettura!

Diamo il benvenuto su Rock & Metal Essence agli Sliver!

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Per prima cosa, iniziamo con il presentare la band ai lettori! Come nasce il progetto Sliver? Come vi siete conosciuti?

Gli Sliver nascono più di tre anni fa ed è stato un progetto fortemente condizionato dai cambi di formazione. A dire il vero non si potrebbe nemmeno parlare di “progetto” perché non era stato definito nulla di ciò che siamo oggi. “Welcome To Horrorwood” può essere definito il primo vero progetto della band, con il quale siamo riusciti ad ottenere una formazione stabile (la più stabile da quando esistono gli Sliver). L'idea nasce nel mese di marzo del 2011 durante la stesura dei primi pezzi inediti, unendo la nostra forte influenza dello shock rock e la passione per l'horror. Horrorwood, tema centrale, è una città alternativa infestata dai mali della società moderna, dai giochi di potere, dai disagi individuali, da tutto ciò che imputridisce le vite quotidiane di tutti. Ognuno di questi aspetti viene però rivisitato in un'ottica horror e quindi “romanzata”, unita ad una lettura ironica tra le righe, con l'obiettivo di descivere le nostre realtà, in tutte le loro atrocità, con una maggiore leggerezza ed immediatezza. In sintesi zombie, sangue e violenza sono gli ingredienti essenziali di questo mondo.
Per quanto riguarda noi cinque, ci conoscevamo già da tempo. Luigi di Maro (aka Lj R.I.P.), batterista, e Davide Cuni (aka Dave Kalt), bassista, i fondatori della band, sono amici da molti da molti anni, così come Jacopo Salvadori (aka Willie Jackson) che però si unirà alla band soltanto in un secondo momento (settembre 2010), dato che sono nati e cresciuti nello stesso paese. Il primo ad entrare nella formazione storica è Davide Magi (aka David Gem), chiamato dall'amico Lj nell'estate del 2009. Infine l'arrivo Simone Arcucci (aka Woody Wise), ultimo tassello di questo macabro mosaico, subentrato nel marzo del 2011 all'ex frontman e chiamato da David Gem, amico di infazia.

È proprio con l'arrivo di Woody che prende corpo l'idea di Horrorwood, attraverso i primi tre pezzi inediti che costituiscono la base del progetto: “This Is A Disaster”, “Supersonic Man” e “God of Fog”. I primi due sono presenti nella demo “Welcome To Horrorwood” registrata all'Underground Lab di Grosseto nel maggio 2011 e disponibile online (http://www.mediafire.com/?xu85b5d7pyqy65p), mentre il terzo ha visto la luce soltanto il 13 maggio scorso, in collaborazione con Rockstar Recording Studio e David Gnozzi (leader, cantante e chitarrista degli Hellfire Society) e disponibile su YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=Ft_oGUgoVLE)

L'attuale formazione è composta da:

Lj R.I.P. - batteria
Dave Kalt – basso
David Gem – chitarra
Willie Jackson – chitarra
Woody Wise - voce

Potete descrivere le principali influenze che caratterizzano il vostro background musicale e il vostro sound?

I punti di riferimento sono due: Marilyn Manson e Murderdolls, soprattutto per la presenza scenica e l'intenzione dei brani. A livello sonoro ci sono anche forti influenze dell'heavy classico come Iron Maiden, Judas Priest e Dio, passando per lo speed-thrash dei primi Metallica e Slayer, per l'horror metal in stile King Diamond, Alice Cooper e Lordi e per sonorità più moderne come Slipknot.

Qualcuno di voi ha progetti esterni alla band o ne ha avuti in passato?

Qualcuno di noi suona anche in altri gruppi, ma attualmente l'unico che ha un vero progetto esterno è Dave Kalt che suona con gli Orcvs, band black/death.
In passato Lj R.I.P. è stato impegnato con la marching band “Fantomatik Orchestra”, con la quale ha suonato in tutta Europa

Come nascono generalmente le vostre canzoni?

Bella domanda. Diciamo che non esiste un copione. Cioè, ogni pezzo ha una sua storia, può nascere dall'idea di un singolo membro, come può nascere dall'unione di intenti semplicemente improvvisando. Non ci sono regole nel processo creativo.

A un anno dall'uscita ufficiale del vostro EP Welcome to Horrorwood, come giudicate oggi quel prodotto? Che riscontri ha avuto dal pubblico?

Welcome To Horrorwood è una demo ed è stato registrato con questa intenzione. I pezzi erano stati scritti da pochissimo tempo (Supersonic Man era stato concepito soltanto tre giorni prima dell'ingresso in studio) e non costituivano una versione definitiva. Diciamo che è stata registrata più per noi, per capire a che punto eravamo e dove volevamo arrivare, che per il pubblico.

Il vostro sound futuro seguirà sempre quello stile o state apportando qualche modifica?

È difficile prevedere se e come cambierà il nostro stile. È certo però che il progetto “Welcome To Horrorwood” ha ancora molto da dire e la tendenza horror non finirà molto presto. Per quanto riguarda il futuro, non escludiamo nulla.

Ma a proposito, come descrivereste voi il vostro stile musicale?

Domanda da un milione di dollari. È sempre stato un vero casino etichettarci. Ad esempio nei moduli di iscrizioni ai contest, ai concorsi, ai festival, alla voce “genere” non abbiamo mai scritto lo stessa cosa, a volte “hard rcok”, altre “heavy metal”, altre ancora “rock/metal”, o “horror metal”, “horror punk”. Non lo sappiamo con precisione e sinceramente ce ne sbattiamo. Lasciamo che siano i nostri ascoltatori a giudicare.

Quali sono i valori che cercate di trasmettere ai vostri spettatori durante i concerti?

Come già detto prima, le nostre canzoni parlano dei molteplici cancri della nostra società, inseriti in un contesto horror (e per certi versi ironico). Durante gli spettacoli queste prendono vita attraverso musica, coreografie e sceneggiatura con l'intento non solo di far divertire il pubblico (obiettivo primario), ma anche di far scattare anche una minima riflessione.

Vi siete sempre truccati prima di suonare dal vivo? Se si, vi ci vedreste un giorno a smascherarvi, tra lo stupore dei fans, come hanno fatto anni fa i Kiss? :D

Sempre truccati! Per quanto riguarda il suonare “nudi”, non escludiamo nulla in futuro :D

Nel vostro trucco noto una notevole attenzione ad ogni singolo dettaglio. Chi se ne occupa, e soprattutto, quanto vi ci vuole a conciarvi così?

È proprio attraverso la presenza scenica che viene fuori la natura della band: l'ambivalenza singolo/gruppo. Pensiamo individualmente ad ogni singolo dettaglio del trucco e dell'abbigliamento, sempre restando all'interno della stessa cornice. La caratterizzazione di ogni membro è personale e si modifica con noi, in base alle esperienze della nostra vita quotidiana, nel bene e nel male.

I vostri pensieri riguardo la scena musicale attuale, partendo dalla vostra regione per arrivare a quella italiana

Su quale schifo dobbiamo iniziare a mettere la maiuscola? Contest, concorsi, festival sono stati utilizati soltanto per fare esperienza sul palco e soprattutto per uscire dalla zona da cui veniamo. Sono state esperienze mistiche, contornati da personaggi anch'essi “mistici”. L'ultima nostra esperienza riguarda il “famosissimo” contest Emergenza Festival dove siamo stati squalificati e il nostro batterista è stato scortato fuori dal Cage Theatre, luogo dell'evento, per l'incolumità del festival e soprattutto dell'“organizzatore” :).

Il vero problema è che vogliono far passare questo tipo eventi come “top” per la musica emergente, hanno pretese verso i musicisti, sottoposti a forti pressioni per far gonfiare i loro portafogli, quando la realtà è completamente differente. I “professionisti” (come si auto definiscono) sono perennemente in ritardo agli appuntamenti pre-concerto (sound check, meeting tecnici, ecc) per esempio, si affidono ad attrezzatura scadente e a tecnici non proprio esperti, dato che ogni volta che abbiamo suonato, non abbiamo MAI avuto gli “accorgimenti” fatti presenti al sound check. Che senso ha allora farci venire 10/12 ore prima del concerto per poi non avere risultato sul palco? Senza considerare poi la questione “distanza”...Questo non è professionalità. Sembre piuttosto speculare sulla musica emergente.
Gruppi che si spaccano il cervello e le dita per creare e preparare dei veri show si ritrovano ad affrontare una realtà “malata” e a riscontrarsi con raccomandazioni e accordi dettati dai signorotti locali e dalla discografia. Non esiste il merito. Ma questi non sono soltanto problemi della provincia. Tendenzialmente l'Italia è un Paese con una bassissima cultura musicale e apertura mentale e questo è testimoniato da quei loschi individui che ci sbattono in faccia ogni giorno sui talent show. Si è perso tutto il bello sia nella parte creativa, sia nella parte sperimentale dove regnava ancora la speranza di salire su un palco ed essere notato da un talent scout. In parole povere il talento adesso non viene più cercato e scoperto, ma creato a tavolino e impacchettato. I temi trattati sono sempre gli stessi e la visone del concetto “musica” si è spostata su tutto ciò che non è “musica”. Di questo passo artisti come ac/dc, motorhead, slayer, metallica, anthrax e potremmo citarne tanti altri ancora, non se ne vedranno più e il bello di salire sul palco, attaccarsi agli amplificatori e tirare fuori del fottuto rock morirà insieme a loro.

Che cosa ci dobbiamo aspettare dagli Sliver in futuro?

Un bagno di sangue estivo sui palchi di tutta Italia! Seguiteci sulla nostra pagina di facebook (https://www.facebook.com/SliverSYSTEM) e veniteci a trovare sotto al palco!!!

Prima di concludere, regalateci un’anticipazione: il vostro primo full-lenght uscirà..

L' album è in cantiere, è ancora presto per le anticipazioni ;)

Beh, grazie di tutto ragazzi, l'intervista finisce qui. A voi la chiusura!

Chiudiamo con un appello a tutte le band e alla musica emergente in generale:
GAMBE DIVARICATE, UNA MANO SUL PACCO E CORNA ALZATE! PERCHÉ QUESTA È LA NOSTRA REALTÀ!

Rock fuckin' on motherfuckers!

1 commento:

  1. 11a domanda, 14o rigo circa: è il caso di dire SSS"SLIVER SANTI SUBITO" :P
    di mio aggiungo:mi scatenano l'inferno dentro e fuori!

    RispondiElimina

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